Richiesta cancellazione protesti per avvenuto pagamento

Si può inoltrare nel caso in cui si sia provveduto al pagamento di tutta la somma, comprensiva degli oneri aggiuntivi, delle spese e degli interessi, entro e non oltre dodici mesi dalla data del protesto.


Decorso questo termine non sarà più possibile avvalersi di tale possibilità.
Uno dei documenti da presentare in originale sara' la quietanza dell'avvenuto pagamento, comprovante la data.


Nel caso in cui si sia provveduto al pagamento oltre l'anno, non sarà più possibile richiedere la cancellazione, ma sara' comunque possibile iniziare il procedimento per richiedere la trascrizione in calce dell'avvenuto pagamento.


RICHIESTA CANCELLAZIONE PROTESTI PER ERRORE O ILLEGITTIMITÀ'
Non e' certo un caso frequente, ma si può' verificare. Per un caso di omonimia, ad esempio, o per errore da parte dell'istituto finanziario, o perché un creditore intraprende questa azione senza essersi informato correttamente sui suoi diritti, sulle modalità e sui tempi.
Se questo e' il caso che si e' verificato sara' necessario produrre tutta la documentazione atta a dimostrare che effettivamente si e' verificato un errore, oppure un caso di illegittimità'.
Una delle materie più' discusse ultimamente e più' controverse, e' il caso di clausole vessatorie in ambito contrattuale.


La giurisprudenza tende ora a considerare clausola vessatoria anche l'applicazione di una penale in denaro spropositata.

Quindi se ritenete di essere vittime di clausole vessatorie applicate ad un contratto, a seguito del quale si e' verificato un protesto, potrete sicuramente intentare questa strada, dato che la clausola vessatoria annulla il contratto e dunque anche il relativo debito.


Ricordiamo che secondo la normativa attuale e' concesso richiedere la cancellazione del protesto per le cambiali, ma non per gli assegni, nemmeno in caso l'assegno venga onorato, con aggiunta di spese ed interessi, entro un anno dalla levata del protesto.
In questo caso occorrerà richiedere al tribunale competente la riabilitazione. Una volta ottenuta la riabilitazione sara' poi possibile presentare l'istanza di cancellazione.
Procedura leggermente più complessa dunque, nel caso di assegni, e comunque possibile, ancora una volta, solo nel caso di saldo totale entro i dodici mesi dal protesto.


COSA FARE IN CASO DI ESITO NEGATIVO


Se le istanze e domande di cancellazione presentate non venissero accolte, l'interessato ha ancora una possibilità: fare ricorso presso l’autorità giudiziaria.


Solitamente l’autorità giudiziaria competente e' il giudice di pace del luogo in cui il debitore risiede. Basterà recarsi in Tribunale, all'apposito sportello, per accertarsene.


Nel caso in cui anche il ricorso dia esito negativo il protesto rimarrà iscritto per una durata di cinque anni dal momento dell'iscrizione.

IN BREVE


Esiste modulistica apposita per la cancellazione dei protesti, facilmente reperibile presso le camere di commercio.
Si può chiedere la cancellazione di un protesto a seguito del pagamento della somma dovuta, solo se il saldo avviene entro 12 mesi dal protesto medesimo.
Nel caso di protesto di assegni, occorrerà prima richiedere la riabilitazione e poi la cancellazione del protesto.
Se si e' vittime di errori, o pratiche illegittime, si può richiedere la cancellazione anche senza il preventivo pagamento della somma, ma riuscendo a dimostrare l'errore

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