Risorse economiche contro la crisi : l'agroalimentare

RISORSE ECONOMICHE CONTRO LA CRISI : L'AGROALIMENTARE

Il settore agroalimentare in Italia sembra tenere, seppur soffrendo. Con le debite differenziazioni per regioni. La Campania, ad esempio, un tempo ai primi posti del settore, ha risentito moltissimo di molti fattori, non solo legati alla crisi, ma anche dovuti all'inquinamento, primo tra tutti quello delle falde acquifere, e delle molte derrate alimentari sequestrate. L'industria dei formaggi campani ha subito recentemente sequestri economicamente rilevanti e i territori destinati all'agro alimentare continuano a diminuire in Campania, facendo retrocedere la regione, che non vede altresì grossi sbocchi industriali ed artigianali.

Va bene invece l'agroalimentare, laddove la filiera si accorcia e dove sono presenti sul territorio più realtà imprenditoriali. Soprattutto per quanto riguarda la grande distribuzione, che per questo settore è quella che meno ha risentito degli scossoni della crisi globale.

Un territorio fra tutti, citato dai media ad esempio di eccellenza, è la provincia di Parma.

Tutta la filiera agroalimentare nella provincia di Parma, unitamente al settore farmaceutico, sono state definiti scudi locali contro le difficoltà della crisi in atto.
Il numero della aziende attive sul territorio si attesta, al 30 settembre 2009, a 43.416,
Export. I dati dell'export vedono una flessione del 17,8%, inferiore al ñ25% della media regionale. A tenere sono alimentari e farmaceutici. Male meccanica (-28,4%), chimico (-27,6%) e pelli (-30%). Le esportazioni registrano il crollo verso la Spagna (-28%), quarto paese in ordine di importanza. Contenute le perdite verso la Francia, primo, negative le percentuali verso Germania e Gran Bretagna, seconda e terza, con, rispettivamente, un 16,4% e 19,1%. Gli Stati Uniti (sesti tra gli importatori di prodotti parmigiani) si attestano a un 23,6%.

I dati si confermano in tendenza con quelli relativi ai prodotti nazionali che vedono un diminuito interesse e potere d'acquisto dei compratori esteri "storici" quali Francia, Germania e Stati Uniti, ma un nuovo interesse da parte di pesi emergenti, che a fronte di un'economia fiorente, vogliono permettersi la qualit à che l'Italia ancora garantisce.

Unica regione del Sud a spiccare per eccellenza nel settore è la Puglia, con ben 350 000 aziende agroalimentari sparse sul territorio.
Sono intervenuti anche progetti da parte del governo regionale per sostenere gli operatori ed accorciare la filiera, tra i diversi si veda ad esempio INEA che mira a fare collaborare Universit à ed Enti locali per una migliore produttivit à del settore agroalimentare.
I principali comparti di questo specifico settore in Puglia sono olivicolo-oleario, ortofrutticolo, vitivinicolo. In questi ambiti si è prestata molte attenzione alle bio tecnologie ed alle innovazioni ed i risultati non hanno tardato, la Puglia si colloca tra i primi in Italia per produttivit à ed eccellenza, unica regione del Sud.

Una novità vincente rispetto alla distribuzione agroalimentare in Italia è rappresentata dai negozi cooperativi, che come produttività si collocano, in percentuale naturalmente, subito dopo la grande distribuzione. Che non hanno sofferto come i piccoli artigiani e commercianti, che comprando praticamente sul venduto, cioè su ordine, da una filiera cortissima, produttore o al massimo grossista, e non avendo grosse spese vive, hanno fatto di necessità virtù e stanno diventando una realtà economica importante.

IN BREVE
L'agroalimentare è storicamente uno dei settori più forti della realtà italiana. Il settore è formato da una filiera che rappresenta molte realtà lavorative diverse, dai produttori ai garanti, dai distributori, alle novità delle cooperative di acquisto. L'agroalimentare si conferma come materia da esportazione, uno dei settori del made in Italy più conosciuti. Le realtà di Parma e della regione Puglia, si confermano nel 2009 come realtà di eccellenza e riescono a combattere la crisi significativamente.

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