Prestiti d'onore


Il prestito d'onore è regolato dalla legge numero 608 emanata nel Novembre del 1996.
Il prestito d'onore è stato così definito dall'apposita commissione dell'Unione Europea, ed era stato concepito per aiutare specifiche aree italiane che avevano bisogno di incentivi allo sviluppo.
In particolare ci si intendeva rivolgere alle seguenti regioni:
Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, e Molise.
Con una modifica apportata a questa legge nel 1998, il prestito d'onore è stato esteso, come possibilità a qualunque regioni presenti una forte disoccupazione.

Cioè, stando alla legge, un forte squilibrio tra la domanda di lavoro e l'offerta.
I settori ammessi al prestito sono praticamente tutti, ad eccezione di alcuni tipi di impresa per la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, e sono quindi finanziabili tramite il prestito d'onore, anche le iniziative imprenditoriali di piccola e media impresa, gli artigiani ed i lavoratori autonomi.
Persino le ditte individuali sono facilmente finanziabili tramite questa iniziativa, purché il finanziamento richiesto non superi una certa somma limite.

Al momento della stesura della legge, la moneta in vigore era ancora la Lira, e dunque il limite fu fissato in cinquanta milioni di Lire.
I requisiti per accedere a questo tipo di prestito sono i seguenti, per le ditte individuali e le persone singole:
" stato di disoccupazione e inoculazione nei sei mesi precedenti la presentazione della domanda; si tratta di tutti coloro che, nel periodo indicato, non si siano trovati ad essere: lavoratori dipendenti (anche part-time, o a tempo determinato o in cassa integrazione), liberi professionisti, lavoratori autonomi (titolari di partita IVA o, comunque, con una lettera d'incarico o contratto di collaborazione coordinata e continuativa), imprenditori (o artigiani o commercianti), coadiutori di imprenditori 
residenza, alla data del 1° ottobre 1996, in qualsiasi comune delle regioni dell'obiettivo 1 o delle aree che presentano un rilevante squilibrio tra domanda ed offerta di lavoro 
in maggiore età alla data della presentazione della domanda ".
Il prestito d ' onore comunque non prevede solo finanziamenti, ma anche accesso privilegiato a diversi tipi di servizi.

Ad esempio corsi di riqualificazione professionale, servizi ed attività formative, inclusi stages presso aziende. In alcuni casi contributi a fondo perduto, e poi naturalmente prestiti agevolati.

Le spese che sono ammissibili sono per le materie prime o prodotti semilavorati o finiti, gli affitti e le utilities dei locali che si occupano per la propria professione ed inoltre oneri finanziari, collegati al proprio lavoro.
Non sono ammesse invece, le spese di istruttoria della pratica, o comunque nessuna spesa sostenuta al fine di ottenere il finanziamento.

L'acquisto di immobili, o di terreni, il pagamento degli stipendi, o la retribuzione per prestazione di servizi.
Per fare domanda ci si può rivolgere al proprio Comune, che dovrebbe essere in possesso dei moduli in originale. Verranno verificati i requisiti, ed in molti casi si sosterrà poi un colloquio, durante il quale si avrà anche modo di descrivere in dettaglio il proprio progetto per l'impiego delle risorse ed eventualmente del denaro.
Si deve poi seguire un corso di formazione della durata di un mese e a frequenza obbligatoria. Durante questo periodo di tempo si avrà anche a disposizione un tutore, per mettere a punto e migliorare il proprio progetto iniziale. Dopodiché si avrà il responso se si potrà venire ammessi alle agevolazioni.
Si riceve subito, o quasi, il trenta percento della somma prevista, mentre la parte rimanente verrà erogata al momento in cui verranno presentate le fatture comprovanti le spese sostenute.


A circa tre mesi di distanza dall'ultima parte di finanziamento ricevuta, si riceve poi la visita di un ispettore, per il controllo e la verifica delle spese sostenute e della salute dell'azienda.
IN BREVE
Il prestito d'onore, nato per volontà dell'Unione Europea, era destinato in origine prevalentemente alle regioni del sud dell'Italia, per aiutare e stimolare l'imprenditorialità e la micro impresa. Si è poi esteso a tutte le regioni a forte tasso di disoccupazione, e non prevede solo prestiti, ma anche finanziamenti, corsi di formazione ed altre iniziative tese al raggiungimento di una maggiore professionalità.

 

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