Che cos 'è il social lending

Per social lending si intende un prestito tra privati. Cioè un individuo che autonomamente decide di impiegare una somma di contanti di cui è in possesso, per favorire un prestito ad un altro individuo che poi restituirà la somma maggiorata di interessi.


Se per anni, questo tipo di prestiti è stato regolamentato per legge ma non agevolato da intermediari istituzionali, ora esiste anche questa possibilità.


Gli intermediari sinora riconosciuti sono, o dovremmo dire sono stati, Zopa e Booper. Principalmente attraverso un sito online, mettevano in contatto la domanda di prestiti personali, con la richiesta da parte dei privati.


Era possibile consultare diverse offerte di finanziamento, con importi diversi e diversi tassi di interesse, e si sceglieva il più soddisfacente alle esigenze. Si dovevano anche naturalmente offrire le garanzie necessarie. Il tutto era regolamentato da normative uguali per tutti gli utenti e la agenzie di tramite erano riconosciute anche da Bankitalia.
Il vantaggio era naturalmente duplice. Da una parte l'offerente che poteva investire il denaro di cui era in possesso, utilizzando una formula nuova.

Dall'altra parte il richiedente che aveva a disposizione un'offerta più o meno ampia, ma sicuramente in competizione ed alternativa ai canali istituzionali sino a quel momento.
Passo indietro pero', avvenuto di recente. Su richiesta infatti del Ministro dell'economia, Bankitalia ha provveduto a cancellare sia Zopa che Boomerg, dall'elenco degli intermediari finanziari.


Tutto è nato dal fatto che le due intermediarie raccoglievano il danaro che i privati intendevano prestare e lo tenevano in conto fino a che non avesse trovato un richiedente soddisfacente i requisiti richiesti dal creditore.


Questo lasso di tempo, secondo l'opinione del Ministro costituiva un problema. Queste a seguire le parole con cui si è espressa la banca d'Italia, al seguito della quale opinione è stato poi firmato il decreto che ha eliminato i due soggetti nominati dall'elenco degli intermediari.
"«la società acquisiva la titolarità e la disponibilità dei fondi conferiti dai prestatori, violando l’obbligo di separatezza delle disponibilità di terzi da quelle della società. In tal modo – sottolineano le fonti della Banca d’Italia – si realizza una abusiva attività di raccolta del risparmio, con rischio per i terzi i cui fondi non vengono più scambiati immediatamente tra creditore e debitore come dovrebbe essere nello schema di social lending ma rimangono nella disponibilità della Zopa».

"
I managers si difendono citando lo stesso meccanismo attraverso il quale ad esempio opera Paypal, ed il popolo della rete ha protestato per questa che viene da alcuni ritenuta una forma di chiusura al nuovo e di protezione della casta.
Di siucro c'è che Zopa continua ad esempio ad operare indisturbata in altri paesi del mondo e con un discreto successo.
La crisi, infatti, e le modifiche apportate da banche e finanziare per regolare l'accesso al credito hanno contribuito a quella che si usa definire la stretta creditizia. Un'offerta di contante da parte di privati è altrove ben vista e proficua dalla parte di chi presta. Il rischio c'è sicuramente ma è limitato.

Da notare inoltre che il social lending aveva anche un costo inferiore per il richiedente, perché non aveva bisogno di una lunga lista di pratiche istruttorie e bolli, ma era regolamentato in maniera più snella, efficace e veloce.


Unica nota di "demerito" è che gli interessi passivi pagati al creditore non erano scaricabarili dall'Irpef. Questa possibilità è infatti offerta solo nel caso si tratti di una banca che presta i soldi.


Mentre era altresì vero che chi riceveva interessi a fronte di un prestito, doveva dichiararli come proventi sulla propria denuncia dei redditi.
IN BREVE
Per social lending si intende un passaggio di denaro tra privati e per iniziativa tra privati. Cioè un richiedente un prestito che offre certe garanzie e un creditore che offre una certa somma ad un interesse da lui stabilito.
Il resto lo fa il libero mercato e la legge della domanda e dell'offerta.

Alcuni siti online facevano da tramite tra i privati, garantendo il rispetto delle regole, ma a seguito di una domanda del Ministro dell'economia sono state cancellate da Bankitalia, dall'elenco dei mediatori finanziari.




 

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