Cambiamenti negli ultimi anni sul credito al consumo

Una novità tra le più più importanti e tra le normative entrate in vigore di recente riguarda il Diritto Di Recesso. 
Un diritto da esercitare entro 14 giorni dalla data di firma del contratto di finanziamento, quindi in caso di ripensamento riguardo al bene da acquistare, il consumatore può decidere di non volere sottoscrivere il contratto e restituire la merce senza essere costretto a pagare comunque le rate del prestito. Questa semplice normativa, già in vigore da vecchia data in altri paesi ha dato nuovo impulso all'economia.

Soprattutto una certa fiducia in forme di acquisto nuove per l'Italia, quali l'acquisto a distanza, su Internet, catalogo o tramite programma televisivo.
I messaggi pubblicitari diventano vincolanti, per cui oltre a dover contenere informazioni più dettagliate espresse in maniera chiara e trasparente, non è possibile variare le condizioni base del prestito pubblicizzato.

Non è possibile illudere con messaggi allettanti ma falsi, ciò che si dichiara nel messaggio pubblicitario deve corrispondere al vero.


Sospensione dei pagamenti delle rate del prestito da parte del consumatore in caso di mancata consegna del bene acquistato, o in caso di interruzione del servizio finanziato. 
Finanziamenti ai protestati ma vittime dell'usura. La definitiva proclamazione a reato dell'anatocismo, che pone un limite anche agli interessi sugli scoperti di conto corrente.
La sospensione del mutuo per cause gravi e contingenti occorse durante questa crisi che impediscono fattivamente di fare fronte agli impegni presi precedentemente, in condizioni diverse.


La maggiore trasparenza sulle condizioni relative agli interessi applicati sul debito, chiarezza relativa al TAEG e tan e riportate le singole voci che li compongono.
La legge sulla mancata fornitura, cioè se il credito risulta finalizzato all'acquisto di un bene o di un servizio, in caso di mancata consegna od erogazione, il consumatore potrà interrompere il pagamento rateale e rescindere sia il contratto di acquisto, sia quello di finanziamento.
è stata attuata la banda larga , con incentivo al consumo di elettronica e prodotti su internet, e il canale digitale terrestre, inutile dirlo ha giocoforza indotto la vendita di apparecchi.


A questi stimoli al consumo, non hanno però corrisposto entrate in grado di garantire lo stesso standard di vita che ci poteva augurare anche solo fino a 3 anni.
Ecco dunque i bonus per l'acquisto e le social cards. Ma le banche e le finanziarie stringono i cordoni della borsa e la richiesta di credito al consumo, seppur rimanendo stabile nei numeri fino al terzo trimestre 2008, rimane comunque insoddisfatta. A partire dalla fine 2008 e per tutto il 2009, i dati sulle richieste di credito subiscono una caduta quasi vertiginosa.
Ecco allora l'emergenza usura, ed il rivolgersi sempre più al credito in forma privata. I fallimenti ed i protesti.
La domanda residua di credito al consumo non si basa più nel 2009/2010 su generi ritenuti di "benessere", tranne in minima parte le spese per la cura della persona, ed in parte i viaggi e le vacanze. Sono in genere spese necessarie.
Un nuovo credito per risanare un primo, o la rata del mutuo arretrata oppure una spesa da affrontare improvvisa ed urgente.


Questa è la nuova faccia del credito al consumo secondo i dati in Italia. Le spese ancora considerate voluttuarie, cura della persona e viaggi ad esempio, sono comunque diminuiti di importanza, almeno dal punto di vista della cifra, ma anche della durata delle vacanze. Ridottesi da 20 giorni di media nel 80/90 a 15 giorni tra la fine novanta inizio millennio, arrivate oggi a dieci giorni di media.
Si spende ancora il possibile per la qualità del cibo, ma decisamente meno per la casa. Sia per l'arredamento che per gli accessori. E se vent'anni fa la stragrande maggioranza degli Italiani possedeva almeno una casa, oggi sono molti i giovani e gli anziani in affitto.

Una percentuale quasi raddoppiata negli ultimi dieci anni.

IN BREVE


Le statistiche ci possono dire molto su come siano cambiate le abitudini degli italiani negli ultimi anni. Questa guida ripercorre un ventennio, quali sono le leggi nuove sul consumo e come è cambiato l'accesso al credito, e la motivazione per accedere.

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