La crisi; come è cambiato il credito al consumo

La crisi è cominciata circa due anni fa. è esplosa la bolla immobiliare, poi c'è stata la crisi finanziaria internazionale che ha trascinato al ludibrio ed alla rovina in alcuni casi, banche ed istituti di credito. Ora c'è la crisi dell'occupazione. Tutti questi "terremoti" hanno cambiato e stanno cambiando, non solo le normative in termini di accesso al credito, ma anche la domanda stessa di accesso a vari tipi di credito e le ragioni per cui si crea un bisogno o cessa la sussistenza del bisogno stesso.
I cambiamenti stanno avvenendo in forma importante, per quantità, numeri e diffusione sul territorio, sia per i privati che per le imprese.


Si comincio' con l'istituto Countrywide nella primavera del 2007, ma è con il crollo di due hedge fund gestiti dalla banca americana Bear Stearns che si propaga il panico da New York all’Europa.
E con ragione, dato che gli assets tossici, cioè in gran parte inesigibili ed a fronte rischio avevano spopolato, ed erano stati acquistati da banche, anche italiane, da Comuni, regioni, ed anche da privati, che inconsapevolmente se li sono ritrovati in pacchetti di investimento offerti dalla propria banca.


Come non ricordare poi il primo fallimento bancario, la Lehman Brothers, che fece dilagare il panico sulle due sponde dell'Atlantico.
Sebbene in ritardo la Federal reserve decide di intervenire, e così molti altri Governi a livello mondiale, per la prima crisi globale ad effetto domino. Ci siamo improvvisamente risvegliati tutti più poveri, tranne alcuni speculatori che godendo d molti contanti hanno speculato su incertezza e volatilità facendo affari d'oro e diventando ricchi in poche settimane.
Il mercato del consumo è stato la prima vittima.

Durante gli anni cinquanta, il consumo era parco e il risparmio imperava. Si misurava il proprio potere economico non sulla base del potere di spesa, ma sulla base del proprio potere di risparmio. Poi è subentrata l'era del mattone. Il rifugio sicuro.

All'inizio era già sintomo di benessere poter vivere in una casa di proprietà, in comproprietà cioè con la banca che teneva il mutuo.

Poi divenne imperativo anche l'immobile per investimento.

Quello per la casa delle vacanze, la futura casa per i figli e così via.
Va comunque citato, per dovere di cronaca, che il rapporto tra i prezzi immobiliari e lo stipendio medio era estremamente diverso. 
Per fare un esempio concreto, un funzionario del comune poteva ripagare in dieci anni un mutuo per un appartamento di 120 mq. in prima periferia di una città di medie/grandi dimensioni.

Lo stesso appartamento oggi, prezzi di mercato alla mano, costa circa 400 000 Euro.
Con lo stipendio odierno dello stesso funzionario comunale, non è possibile l'acquisto del medesimo appartamento nemmeno con mutuo trentennale. Almeno non si disponga di un largo anticipo in contanti.

Anche questo è un segno di come si è modificato il credito, e la richiesta del credito da parte delle famiglie italiane.
Il budget mensile da rispettare vede oggi molte più scadenze, e molte scadenze per risarcire somme già anticipate. Il prestito personale è diventato una formula quasi inevitabile per gran parte delle famiglie, che in tal modo possono fare fronte a spese improvvise per cui non esiste liquidità. Il risparmio degli anni cinquanta, è diventato impraticabile. Non solo per la differenza esistente tra entrate e costo della vita. Ma anche per via del fatto che ormai il risparmio gestito, per le piccole somme, è in perdita.
Mentre cinquant'anni fa, assicurava un capitale rivalutato. Anche a fronte di una inflazione molto più alta di quella di oggi. Si parlava durante gli anni settanta di percentuali di inflazione a due cifre addirittura. Eppure, questo rapporto esisteva e risparmiare era non solo possibile ma anche conveniente.

Le cifre oggi dunque attestano che il numero di immobili posseduti per famiglia, diminuisce, e diminuisce la metratura degli immobili.
Il risparmio non conviene più e per fare fronte alle emergenze si ricorre al finanziamento. Le spese a rate stanno aumentando in maniera vertiginosa ed il credito al consumo, serve in genere per soddisfare bisogni voluttuari, ma di basso costo, quali una vacanza oppure per emergenze che non troverebbero soluzione altrimenti.
Gli acquisti importanti vengono in genere rimandati e sale in maniera costante il numero delle persone in affitto. Un ribaltamento di 180 gradi rispetto agli anni cinquanta, da cui eravamo partiti.

IN BREVE
I costi ed i guadagni degli Italiani si sono completamente invertiti in cinquant'anni di storia. La domanda di consumo, e le abitudini hanno fatto lo stesso di conseguenza. Un funzionario trent'anni fa, aveva un potere di acquisto raddoppiato, rispetto ad oggi. Di conseguenza deve subentrare il credito, laddove invece esisteva liquidità.

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