Misure anti crisi e nuove leggi su usura ed estorsione

Nel Novembre dello scorso anno, pochi mesi fa dunque, la Commissione II della Camera ha verificato l'efficacia di alcune leggi esistenti in materia di indebitamento, di usura e reati connessi. A seguito del duro impatto della crisi su di un numero sempre crescente di famiglie italiane.
Si voleva verificare se le misure esistenti fossero sufficienti o servissero nuovi provvedimenti per aiutare le famiglie a fronteggiare la crisi.


In particolare, l'attenzione si e' posta sul reato di usura ed l'esistente provvedimento in discussione, "il provvedimento, incidendo profondamente sulla condizione di libertà morale delle vittime di usura, oltre che sul loro patrimonio individuale, debba essere esaminato con particolare attenzione dalla Commissione”.

Un nuovo provvedimento che poi passo' come approvato, fu ritenuto necessario e venne definito un nuovo procedimento per la composizione delle crisi da sovraindebitamento. In sostanza, si crea in tale data, una procedura, alla quale possono accedere i soggetti non assoggettabili alle procedure fallimentari, finalizzata a definire un concordato tra la persona che si trova in una condizione di sovraindebitamento ed i suoi creditori. Si tratta, quindi, di uno strumento volto a sostenere in particolare le famiglie, creando i presupposti idonei ad evitare che soggetti, anche non imprenditoriali, finiscano per cadere nella morsa dell'usura.
In particolare e' stata modificata la legge 108 del 1998, in materia di usura, la parte importante toccata da questo nuovo provvedimento e' un intervento straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative anti- racket : il Fondo di solidarietà per le vittime dell'usura, al quale è affidato il compito di erogare mutui senza interesse a favore dei soggetti che esercitino attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero arti o professioni, i quali dichiarino di essere vittime del delitto di usura e risultino parti offese nel relativo procedimento penale. 
Il nuovo comma 2- bis consente l'erogazione di mutui da parte del predetto Fondo anche in favore di imprenditori individuali dichiarati falliti, su parere favorevole del giudice.

Questa dunque la novità principale introdotta, ma anche che il mutuo non è più cedibile all'imprenditore indagato, imputato o condannato per bancarotta sia semplice che fraudolenta, ricorso abusivo al credito, denuncia di creditori inesistenti da parte del fallito, fallimento, nonché per delitti contro il patrimonio, l'economia pubblica, l'industria e il commercio (a meno di riabilitazione) e che, se il mutuo è già concesso a favore dell'imprenditore indagato o imputato per i citati reati, ne è comunque sospesa l'erogazione fino al termine del relativo procedimento penale. 
L'erogazione del mutuo da parte del Fondo anti racket e' stata poi agevolata e resa più rapida, da un successivo intervento e modifica alla legge di cui si stava discutendo.

Le misure economiche anti usura, non possono essere applicate a condannati, né in caso di condanna per il «tentativo» del delitto di usura né ai condannati per una serie di reati consumati o tentati di particolare allarme sociale , si tratta dei delitti per cui è obbligatorio l'arresto in flagranza, quali quelli di associazione mafiosa, strage, terrorismo, omicidio, sequestro di persona a scopo di estorsione. Idem dicasi per i soggetti sottoposti a misure di prevenzione personali o patrimoniali e nei confronti di chi è stato temporaneamente sospeso dall'amministrazione dei beni per finalità antimafia.


IN BREVE

In materia di lotta all'usura e' stato varato un provvedimento importante nel Novembre del 2009. Il provvedimento passo' alla Camera con la quasi unanimità, (un solo astenuto), e modifica la legge 108, mettendo a disposizione delle vittime di usura un fondo anti racket. Concedendo alle vittime acclarate di usura, anche la possibilità straordinaria di accedere a mutui e finanziamenti, anche se con procedimenti di fallimento in corso o passati in giudicato. Impedendo inoltre, o cercando di prevenire l'utilizzo di questi fondi da parte di persone condannate o colluse.

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