Misure anticrisi su lavoro e occupazione

Gli interventi nel settore del lavoro sono in buona misura riconducibili all’esigenza di affrontare le conseguenze occupazionali della crisi economica internazionale. Si legge stralciando gli interventi governativi.

In buona sostanza si tratta di decreti legge per ampliare e allungare i tempi degli ammortizzatori sociali. Quali la cassa integrazione. Per l' Accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009, sono stati destinati 8 miliardi di euro, nel biennio 2009-2010, per azioni di sostegno al reddito e di politica attiva del lavoro. ogni regione ha utilizzato i fondi con diverse modalità e tempistiche, risulta perciò impossibile in questa scheda fornire dei dettagli.

Altri interventi normativi hanno avuto ad oggetto il lavoro a termine e il lavoro accessorio, l’orario di lavoro di particolari categorie di lavoratori e la disciplina dell’apprendistato. Risulta però irreperibile l'elenco legge per legge degli interventi eseguiti.
Tra i provvedimenti in corso di esame parlamentare si segnalano, alla Camera, la riforma dell’ordinamento delle professioni intellettuali, che interviene sia sulle “professioni regolamentate” (essenzialmente le professioni strutturate in ordini professionali) sia sulle “professioni non regolamentate” e, al Senato, le proposte di legge che intervengono soltanto sulla professione forense.

Tali provvedimenti sono ancora in corso d'opera al momento in cui scriviamo, non ne conosciamo quindi i risultati finali. Ci limitiamo alla constatazione che le categorie elencate non figurano tra quelle più bisognose di un intervento urgente.
In ordine di "migliorare i servizi dell'impiego in direzione in particolare delle fasce e delle aree territoriali più deboli, migliorando il raccordo con la scuola e il sistema produttivo, anche attraverso meccanismi incentivanti", in soldoni, durante la fine del 2009 i soldi stanziati all'Italia dal fondo sociale europeo sono stati ritenuti sufficienti e il Governo non ha ritenuto di dover intervenire con integrazioni.

Con intervento dell'On. Pasquale Viespoli, sottosegretario di Stato per il lavoro.
L'On Anita Di Giuseppe fa seguito con un intervento estremamente interessante, segnalando una piaga sociale nel nostro paese che non viene nemmeno conteggiata tra le stime sulla disoccupazione. Si chiama inattività sociale. Spiega l'Onorevole Anita Di Giuseppe, colpisce le donne, i giovani che nel nostro paese nemmeno frequentano più le scuole dell'obbligo, non cercano un lavoro e non sperano di trovarlo. In particolare giovani e donne, più al sud che al nord, ma il fenomeno si sta estendendo.
Viene segnalato quanto la scuola sia lontana e disgiunta dal mondo del lavoro.

Le riforme e gli emendamenti proposti in questo senso, non troveranno comunque risposta, a seguito di alcuni interventi, se ne cita uno tra tutti:
" Signor Presidente, devo dire che, quando ho ascoltato le dichiarazioni pubbliche dell'onorevole Franceschini e Di Giuseppe, relative alla proposta portata avanti dal Partito Democratico, sono rimasto estremamente esterrefatto, perché ci troviamo in un periodo di crisi, dove i dati ISTAT dicono che l'identikit del disoccupato è un uomo dai 35 ai 54 anni del centro nord, mentre oggi discutiamo una mozione che va ad escludere totalmente una parte del Paese in questo periodo di crisi (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).

Durante tale seduta l'On Iannaccone del Pdl propone un potenziamento della pubblica amministrazione, 
Durante la stessa seduta passò la versione definitiva del decreto sul piano casa, che per intervento dell'On. Giuliano Cazzola :"stimolerà investimenti aggiuntivi per 42 miliardi di euro tra il 2009 e il 2012 e l'edilizia abitativa crescerà l'anno venturo del 27 per cento. "

IN BREVE
Su occupazione e lavoro molte delle sedute parlamentari sono state estremamente controverse e dibattute.
La spaccatura principale e' data dalla visione del centro destra più propeso a ritenere le misure esistenti sufficienti e la visione del centro sinistra che vorrebbe maggiori interventi in particolare per i giovani e per il sud.
Il piano casa e' stato varato in un ambito di rilancio dell'economia, pensando che potesse fornire occupazione e maggiori entrate per il governo.

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