Normativa cancellazione protesti

Che cos’è un protesto

Il protesto e' un atto formale, con cui si dichiara insoluto un debito. Sia esso non pagato completamente, sia esso pagato solo parzialmente. 
Si faccia dunque attenzione se ci sono accordi puramente verbali, con il creditore, a fronte del versamento solo parziale di una somma dovuta, si puo' incorrere nelle pratiche legali di protesto per vedere soddisfatta la restituzione della somma rimanente.
Il protesto viene accertato da un ufficiale giudiziario, da un notaio, o, come nel caso di piccoli comuni, da un segretario comunale.
A seguito di questo accertamento si viene iscritti nel Registro Informatizzato. Un tempo esisteva solo il bollettino dei protesti in forma cartacea, ora queste informazioni sono state informatizzate.

Nel caso si emettano assegni a firma unica, senza girate dunque, il protesto non e' nemmeno necessario.
E' opportuno ricordare che gli assegni oltre ai 12.500 Euro, per legge non possono essere girati, e devono riportare la dicitura "non trasferibile".
In passato l'emissione di assegni cosiddetti "a vuoto" o "scoperti", era considerato fattispecie di reato e dunque punibile anche penalmente.
Una legge del 1999, ha modificato questi parametri. In particolare il Decreto legislativo 507 del 1999, che regola parte della normativa sui protesti e la cancellazione dei protesti, ha trasformato questi reati in Illeciti Amministrativi; questa la loro classificazione, dal punto di vista strettamente legale.

E' rimasto l'aggravio, anche penale, solo nei casi di illeciti particolarmente gravi e complessi.
Le conseguenze del protesto sono: oltre all'iscrizione e alla divulgazione del proprio nominativo e debito insoluto, reso pubblico,
il divieto ad emetterò o sottoscrivere assegni, per ogni banca o conto alle poste, nonché l'iscrizione alla Centrale di Allarme Interbancaria, il cosiddetto CAI.

Il CAI e' un organismo di controllo relativamente nuovo, e' infatti entrato in funzione solo nel 2002, ed e' in pratica un archivio informatizzato, registrato presso la Banca d'Italia.
L'iscrizione al CAI avviene entro 20 giorni dalla data di presentazione per l'incasso di un assegno non pagato e vi rimarrà per un periodo di quattro mesi.

Cancellazione
Ottenere la cancellazione da questo archivio di cattivi pagatori ed insolventi e' possibile, ma solo ad un anno dall'avvenuta iscrizione, ed a fronte del pagamento di tutta la somma dovuta, più le penali, la mora e le spese accessorie, sia per l'iscrizione che per la cancellazione.
La pratica di estinzione va inoltrata al Tribunale competente, che poi procederà' con tutta la pratica. 
Una volta cancellato il protesto, sara' come se non fosse mai avvenuto.
Infatti si usa definire "cancellazione tombale".

Prima di questa fase, nel caso ad esempio di un assegno non coperto da fondi sufficienti, si viene contattati dalla propria banca con un preavviso.
Si hanno legalmente sessanta giorni di tempo per provvedere. Al termine dei quali, la banca o l'istituto finanziario, provvedono con tutte le misure che abbiamo descritto.

Una volta iscritti alla Centrale di Allarme Interbancaria verrá impedito il rilascio di nuovi assegni assegni, ma si dovranno anche restituire tutti i libretti di assegni di cui si e' in possesso e preventivamente rilasciati.
Ottenere la cancellazione di un protesto, e' dunque possibile, a patto che si soddisfino determinate clausole.
Non deve essere trascorso più di un anno dal momento dell'iscrizione. Non deve essere ancora intervenuto il pignoramento.
La somma dovuta deve essere stata interamente restituita, maggiorata di tutte le spese accessorie e gli interessi di mora.

Per ottenere la cancellazione si deve intervenire con una domanda al tribunale, la cancellazione non avviene automaticamente, come alcuni pensano erroneamente, a fronte del saldo del debito.

Non solo, ma una volta ottenuta l'autorizzazione dal tribunale competente, la si deve presentare alla locale Camera di Commercio e fare apposita domanda di cancellazione sia per il registro informatico che per quello cartaceo.
Questa la normativa vigente. 
La legge prevede anche una cancellazione automatica, in assenza di azioni intraprese dal debitore, ma solo dopo cinque anni.
Le leggi di riferimento da consultare per approfondimenti sono:

Il D.M. n. 316 del 9 agosto 2000
legge n. 235 del 18 agosto 2000
legge 480 del 15 Novembre 1995

IN BREVE
Si può' essere protestati anche a fronte di pagamento parziale.
L'iscrizione al CAI perdura per 120 giorni nel registro dei protesti per 5 anni.
Si può chiedere la cancellazione preventiva prima dei cinque anni. Entro un anno dall'avvenuta iscrizione, a fronte del saldo del debito, più spese ed interessi, facendo domanda di cancellazione al tribunale.
Una volta ottenuta l'autorizzazione dal Tribunale la cancellazione non e' automatica, la si deve presentare alla Camera di Commercio.

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