Dati locali sui protesti : Italia nord orientale

TRENTINO ALTO - ADIGE, VENETO, FIULI - VENEZIA GIULIA.

La provincia autonoma di Bolzano è con buona probabilità quella che finora mostra meno i segni della crisi economica, almeno per quanto concerne i protesti. Analizzando i dati di Bolzano infatti, troviamo che nell'anno 2009, si sono verificati 4 protesti ogni 1000 abitanti.
I protesti per ogni 1000 abitanti, sempre per quanto riguarda la provincia di Bolzano, sono stati 4.4 nel 2008, 5 nel 2007, 6 nel 2006, 7 nel 2005, e procedendo a ritroso, addirittura 8 nel 2002. Quindi esattamente il doppio. Lo stesso dato in controtendenza che abbiamo in precedenza rilevato per altre province del nord, in particolare in Lombardia nella provincia di Milano.
Lo stesso dicasi per gli importi dei singoli protesti, anche questi sono però cresciuti come abbiamo visto per Milano.

L'importo medio protestato a Bolzano è passato dai 2200 euro del 2002, ai 1900 euro del 2005, per arrivare ai 3400 euro nell'arco del 2009.
Esaminiamo gli stessi dati, resi noti dall'ISTAT per quanto riguarda le altre regioni e provincie indicate nel titolo.
Trentino Alto Adige, 4.6 protesti ogni mille abitanti nel 2009, in particolare la provincia di Trento ne conta 4.7 ogni mille abitanti, in Veneto questo numero sale ad 11 e per il Friuli Venezia Giulia si sono registrati 9.5 protesti.
Per tutte queste regioni il numero più elevato di protesti è stato registrato per i pagherò, un terzo di queste cifre riguarda gli assegni non onorati, una percentuale infinitamente più ridotta ( siamo nell'ambito di uno 0.3% circa) riguarda le cambiali tratte protestate.
L'ammontare medio per ogni protesto varia da un minimo di 2300 euro ciascuno per il Friuli Venezia Giulia, al massimo raggiunto nella provincia di Bolzano che registra una media di 3500 euro.
Il Veneto, che è comunque su livelli piuttosto alti con 3800 euro per ogni protesto di media, vede il numero più alto di sofferenze bancarie nella provincia di Rovigo con 14 protesti ogni 1000 abitanti.
Essendo Rovigo una città a non altissima densità la cifra è di tutto rispetto. Anche sulle provincie venete i protesti avvengono in stragrande maggioranza per cambiali pagherò non onorate. Seguono, a circa un terzo numericamente parlando, gli assegni e in quantità minima le tratte.
Padova detiene il primato regionale per importo medio di ogni protesto, circa 4500 euro. Che è anche tra i più alti in Italia.Anche questi dati regionali mostrano una netta differenziazione con le stesse statistiche stilate negli anni passati. Se prendiamo ad esempio il 2005, Il Friuli che aveva nel 2009 9 protesti ogni mille abitanti, lo stesso Friuli ne aveva oltre 11. Lo stesso per il 2004, addirittura quasi 12 nel 2003.
Sono dati sorprendenti che mostrano come non sempre la crisi vada di pari passo con i protesti.
Per quanto sino a qui esaminato, la tendenza in tutto il nord della penisola, ha portato ad un numero significativamente minore di protesti, implicando però un importo più alto mediamente per ogni singolo protesto.
Ciò potrebbe stare a significare una maggiore attenzione imprenditoriale, ma anche un indebitamento maggiore. Ricordiamo infatti che i dati relativi agli assegni riguardano non solo piccole e medie aziende, ma anche privati cittadini e famiglie di lavoratori dipendenti.

IN BREVE
I pagherò sono gli effetti più protestati nel ricco nord est, seguono gli assegni ed, in ultima analisi, le cambiali tratte. La provincia che mostra meno sofferenza è Bolzano, ma essendo tra le più ricche in Italia, se i protesti diminuiscono quantitativamente, aumentano per importo. Bolzano, Rovigo e Padova sono tra i centri che mostrano gli importi più alti per singolo protesto.

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