Dati locali sui protesti: la toscana

Sono da poco stati presentati i dati sull'Osservatorio economico 2009, con le previsioni relative anche ai primi sei mesi del 2010 per quanto riguarda la Toscana.

I dati riguardano in particolare, ma non solo, le piccole imprese e l'artigianato, realtà importanti, basilari per l'economia Toscana, che comprendono sia il manifatturiero che il turismo.
I dati sono stati raccolti da Unioncamere con la collaborazione dell'Ufficio Settore Statistica Regione Toscana. Il Pil toscano dopo una piccola crescita nell'ultimo trimestre nel 2009, è tornato a segnare rosso all'inizio dell'anno in corso; nel complesso, registra comunque un meno 5% se paragonato ai dati locali prima dell'inizio della crisi.
Le imprese industriali mostrano segnali di stabilizzazione, uno stop alla linea in caduta potrebbe mostrare la fine della fase più negativa, ma la media annuale, comunque, mostra ancora un meno 17%.

Le vendite al dettaglio mostrano dati in controtendenza in Toscana, con una sofferenza minore, nell'ordine del 3% circa, lo stesso chiaramente come conseguenza i protesti ed i fallimenti degli addetti al commercio al minuto.
Piccole imprese industriali non artigianali, sono quelle che stanno ancora soffrendo di più, anche dell'accesso al credito, e chiudono in maniera più significativa rispetto ad altre attività.

Giro d'affari complessivo, nel 2009: meno 15% per le industrie, meno 10% per l'artigianato.
Concorrono a questi dati una fortissima concorrenza estera, mancanza di nuovi sbocchi anche a causa del prezzo della moneta nazionale e del trasporto.
In particolare a venire protestate risultano essere imprese con un numero di dipendenti tra uno e dieci, e con uno scarto solo del 1% le imprese con dipendenti tra le 10 e le 50 unità. Quelle maggiormente colpite.

Gli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione continuano a giocare un ruolo fondamentale per l'occupazione e la stabilità relativa dell'economia, nei periodi più duri.
Anche in Toscana l'accesso al credito segna il passo della crisi, tra la fine del 2008 ed ottobre 2009 le imprese artigiane che hanno trovato maggiori difficoltà nell'accedere ai finanziamenti bancari sono passate dal 24,1% al 35,1% del totale. I dati sui protesti del settore, seguono proporzionalmente questa curva.

Anche il fido o la concessione dello scoperto aumenta la difficoltà passando da un secco no pronunciato nel 73% al 77% delle domande.

La giunta regionale Toscana ha però agito in maniera diversa rispetto ad altre regioni che abbiamo già esaminato in queste schede, individuando una somma del bilancio che poteva essere messa a disposizione dei lavoratori in difficoltà, ed è stato fatto nel 2009. In pratica si è messo a disposizione una somma mensile di 1650 Euro ai lavoratori atipici e a quelli assunti a tempo determinato che avessero perso il lavoro da almeno tre mesi senza trovare altro impiego.

Un ammortizzatore sociale destinato a chi non poteva avere accesso alla cassa integrazione. Un "segnale di attenzione" era stato definito dalla giunta regionale.
è stato inoltre stabilito sempre dalla regione un fondo dedicato ai lavoratori precari; un fondo di garanzia per l'accesso al credito. L'importo massimo del finanziamento è di 15.000 euro, rimborsabili dai 18 ai 60 mesi a un tasso che può variare dal 6,5 per cento al 8 per cento, secondo la banca prescelta. La garanzia sarà pari al 70 per cento del finanziamento, fino a un massimo di 15.000 euro per i lavoratori a contratto.

IN BREVE
Anche la Toscana ha mostrato segni di sofferenza, ma i dati sui protesti e fallimenti sono stati attenuati da una politica estremamente attenta della giunta regionale che ha stanziato specifici ammortizzatori sociali per i lavoratori precari ed atipici, nonchè un fondo che garantisca l'accesso al credito per superare i momenti più difficili. Meglio in toscana i dati osservati su artigiani e piccola impresa.

Post a comment

Gelati 300p250