Notizie sulle normative in Europa

Ogni paese della comunità europea e della zona Euro, sta risentendo della crisi economica in atto, più o meno accentuatamente, accusando più il calo del valore immobiliare o l'instabilità bancaria, passando per la disoccupazione e via elencando. Non sono immuni dalla crisi nemmeno i paesi vicini, non in zona Euro.

L'Euro, ha risentito dell'abbassamento del valore del Dollaro, che ha portato la moneta europea a salire come reazione, ciò ha indebolito le esportazioni, diventate troppo care e dunque non competitive. Il resto l' hanno fatto il rialzo dei prezzi e la crisi del mercato del lavoro, soprattutto in Italia. Mentre in altri paesi federalisti, quali gli USA ad esempio, esistono delle politiche comuni per i lavoratori.

Cioè un minimo salariale concordato, alcune leggi contro la discriminazione ed altre ancora; in Europa non esiste ancora una linea di emanazione, avendo almeno un minimo salariale comune, si proteggerebbero posti di lavoro messi in pericolo da una concorrenza che è si giusta, ma anche inarrivabile, data la differenza relativa al costo della vita in vari paesi europei.

Vediamo ora un breve riassunto di quelle che sono alcune norme bancarie in altri paesi, europei e non.
L'Australia, adotta un regime e una normativa molto simile a quello Britannico.
Austria, simile alla Germania, Belgio molto più simile all'Italia, Trascorsi 6 mesi dal periodo previsto per la presentazione, gli obblighi propri dell’assegno, decadono e la Banca chiederà al debitore l’esplicito consenso al pagamento.

In tutta la comunità europea, in ogni caso, vige la norma per cui gli assegni devono venire incassati entro 8 giorni se assegni su piazza, entro 15 giorni se fuori piazza, 20 giorni se altro paese della comunità europea.
Diversa la legge canadese. In Canada infatti, l'assegno non costituisce titolo esecutivo. Il primo requisito che rende l'assegno immediatamente protestabile, se scoperto, in Italia ed Europa.
In Cile invece è esecutivo e non serve nemmeno il protesto. Basterà che il creditore si rechi alla banca dimostrando che il debitore non ha pagato, per fare scattare le sanzioni previste.
La Croazia, a partire dal 1991, ha una normativa simile alla nostra, in virtù dell'adesione alla Convenzione di Ginevra.
Danimarca: sia assegni che cambiali sono titoli esecutivi, il protesto ha una procedura, ed una valenza, simili a quelli italiani, ma i tempi di presentazione degli assegni all'incasso sono diversi.

Fino a 20 giorni se si tratta di assegni Danesi, fino a sei mesi se provengono da altri paesi della comunità europea.
Mentre per la Finlandia il termine è di 20 giorni, sia per assegni locali che esteri.
La Francia ha aderito e ratificato le Convenzioni di Ginevra su cambiali e assegni. Le
normative italiane e francesi in materia sono molto simili: la diversità consiste nel fatto che mentre il titolo cambiario in Italia (tratta accettata, pagherò, assegno), una volta protestato, costituisce titolo esecutivo per procedere al pignoramento, in Francia esso non ha natura esecutiva, ma permette di procedere ad eventuali misure cautelari (sequestro conservativo ) soggette comunque ad una procedura giudiziale di convalida.

In Germania, l’assegno protestato non rappresenta titolo esecutivo, ma apre la via ad un processo
civile , che normalmente giunge ad una sentenza esecutiva in circa 1-3 mesi.
L’azione giudiziaria deve essere presentata entro 6 mesi dal protesto.
Il firmatario dell'assegno comunque, per la legge tedesca, si può opporre in qualunque momento al pagamento dell'assegno, e può bloccarlo. In questo caso il beneficiario non potrà in entrare in azioni contro la banca che esegue l'ordine, ma solo dimostrare le proprie ragioni in sede giudiziaria.

IN BREVE

Il mondo economico e finanziario si è globalizzato anche dal punto delle normative bancarie.
Le leggi ormai, sono molto simili quasi ovunque, in quasi tutti i paesi esiste il protesto, anche se ad originarlo sono cause diverse. Non ovunque, infatti, l'assegno è un titolo esecutivo.

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