La crisi, e l'impatto regionale

La mappa della crisi economica, stilata azienda per azienda a partire dall'inizio della crisi.
Queste che seguono sono le aziende che hanno accusato la crisi economica in qualche maniera o comunque licenziato in maniera tanto significativa dall'inizio della crisi, da impattare il territorio su cui operavano e da influire negativamente sull'economia delle famiglie.
Italtel

Isi ex Electrolux

Ratio Consulta

Salami di Modena

Steton

Carrefour (Gs e Diperdì)

Somaschini

New Age

Teleperformance

Tecnol

Chinook

Villeroy e Boch

Esa-Gv

Ladurner

Incanto

Piaggio Aero Industries

Italcementi

Fini compressori

La partenopea

Bialetti

Keller Cantieri

Baglietto Weissenfels Traction

Lavori socialmente utili

Eaton di Monfalcone

Geomeccanica Raimondi

Gru Srs Linari Enzo

Phonemedia

Otefal Sail ex Ila Villa Alba Nuova
Scaini

Geomag-Plastwood

Gruppo Fantini Scianatico

Lares e Metalli preziosi

Basell Comar

Rockwool Cnh

Domenico Russo & Figli

Istamp

Co.Solution Scm

Europlastica Badoni

Costa Meccanica

Finmek Nca

Videocon

Playtex Galvanotecnica & P.M.

Telecom

Pumex

idel Kme-ex Europa Metalli

National Security

Cantieri navali Baglietto

Emicom ex Alnuatel

Multimedia Planet

Caimi 2 di Monsano

It Holding Electrolux

Leader Pumps

Ferrovie dello Stato

Cecconi

ComuneMariella

Burani fashion

Cooperativa irrigua Jato

Teleperfomance

Oerlikon Graziano

Agile ex Eutelia

Terex Industria ricostruzione pneumatici

Alenia Aeronautica Smith International di Baustelle

Fini pasta fresca e tortellini di Modena

Novaceta

Sitma

Machinery

Solagrital

Omsa Ages

Ilva

Gruppo creditizio Delta

E non risulta dal nostro elenco, ancora, tutto l'indotto e l'economia minore che queste grosse strutture creavano attorno a se', e naturlamente le piccole medie imprese. Questo per la difficolta' di tenere traccia, della spina dorsale economica del nostro paese, frazionata pero' in migliaia di piccole unita'.

Ci limitiamo a dare spazio e considerazione ai dati europei sulla disoccupazione, nel nostro paese che superano la soglia del 10%. mentre le previsioni, sempre europee, per i mesi a venire ci dicono che supereremo l'11%.
Sette, delle aziende sopra elencate, trovano in Sardegna, cinque in Sicilia, soltanto una in Calabria.
Tre in Puglia, che anche constatando i dati economici risente meno di altre regioni del sud, la forte crisi. tre nella sola napoli e provincia, tra le citta' iu' colpite, considerando che non puo' vantare la stessa industrializzazione di Milano o altre grosse citta' del nord. tre grosse aziende che chiudono in un territorio come quello napoletano, hanno sicuramente un impatto devastante.

Sette sedi aziendali importanti chiudono nel Veneto, la regione probabilmente piu' in buona salute rispetto al resto d'Italia. le altre chiusure sono distribuite in maniera piuttosto omogenea, tra il centro ed il nord, nord ovest.

Altro dato importante emergera' tra circa un anno. Perche' per allora, se la ripresa non ci sara' stata o sara' stata inferiore alle attese ed alle necessita', scadranno per molti i rapporti di cassa integrazione. Molti ammortizzatori sociali, non verranno rinnovati, e molti rapporti di lavoro temporaneo saranno in pericolo.

IN BREVE
La mappa delle aziende che hanno chiuso i battenti, licenziando, e lasciando una scia di disoccupati dietro se', si allunga. Da questa mappa poi, non emergono le aziende dell'indotto, createsi dopo la nascita delle grosse sedi industriali, e le piccole medie imprese.
I dati europei, che fotografano la nostra situazione occupazionale, ci danno sopra al dieci percento di disoccupazione, al momento; ma destinati a sforare ben presto il tetto dell'unidic percento, su base nazionale.

 

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