Dati locali sui protesti la Puglia

Cominciamo con il dire che esiste uno studio, attualmente in fase di elaborazione, coordinato da L’«Osservatorio sulla legalità», sui dati che periodicamente vengono raccolti da Unioncamere, Istat, Banca d'Iltalia, la Caritas ed alcune importanti associazioni di consumatori. Questi dati confrontano le realtà locali e regionali, con i dati nazionali, per una visione più completa e chiara, delle problematiche economiche effettive, vissute dai lavoratori e dalle famiglie.


Riguardo alla Puglia, che è una delle regioni più atipiche del Sud, con un trend costantemente in crescita negli ultimi anni, e politiche sociali più efficaci rispetto ad altre regioni del sud dell'Italia, vi è da registrare che è discretamente più alto il numero dei lavoratori autonomi e dei piccoli medi imprenditori, soprattutto se i dati Pugliesi vengono paragonati a regioni vicine, quali la Basilicata, la Calabria ed il Molise.


Con la crisi ancora incombente però, anche tutto questo serbatoio di imprenditorialità è a rischio ed ha subito danni in particolare l'anno passato, mentre per l'anno in corso, ovviamente, è ancora difficile avere dati attendibili.

Scopriamo allora, attraverso i dati locali di Unioncamere, che i protesti in Puglia nel 2008, hanno raggiunto la cifra di 247 milioni di Euro. Quasi il 5% in più per la regione Puglia, rispetto ai dati del 2007.

Bari
Circa 100 milioni di Euro in protesti, di assegni e cambiali, riguardano la città di Bari, che risulta essere tra le prime cinque città italiane per il triste primato dei protesti.
Le prime quattro sono: Roma, Napoli, Milano e Salerno.

La media di indebitamento pro capite della Puglia sfiora i 13 000 Euro a testa, e in questo non si discosta molto dalle medie nazionali.
Gli assegni protestati sono aumentati più delle cambiali protestate, quasi il doppio. Forse a significare che esiste una forte sofferenza di alcune fasce della popolazione che a fronte dei forti rincari dei prezzi negli ultimi anni, non ce la fanno.

Taranto
Anche il Sole 24 Ore, si era interessato ad un'indagine sulla qualità di vita e la realtà economica della Puglia, evidenziando che, se Bari piange, Taranto, Brindisi, Lecce e Foggia, non ridono di certo.
A sorpresa però Taranto, sembra riportare dati migliori, ed un generale ottimismo anche di chi in questa città vive e lavora.
Taranto ha anche un maggior numero di imprese registrate, rispetto a tutte le altre città, anche di Bari.
Dunque in proporzione, molti meno protesti.
Il valore medio, di ogni protesto per la regione Puglia, se tale dato può essere rappresentativo ed interessante, è di 2057 Euro.
Ricordiamo che questi studi sono importanti, non solo per individuare sofferenze su situazioni imprenditoriali e familiari, ma per poter individuare al meglio le fonti di finanziamento necessarie e monitorare il risultato dei finanziamenti ottenuti.
Questo il messaggio di Unioncamere.

IN BREVE

Situazione economica in netto calo per la Puglia, a partire dalla fine del 2007. In aumento i protesti soprattutto a Bari. Pur avendo un tessuto a più forte imprenditorialità rispetto al resto del Sud, o per meglio dire, di gran parte del resto del Sud, i protesti sono aumentati del 5%. Del 10% se si considerano solo gli assegni. Meglio, a sorpresa, la situazione di Taranto, dove resiste un numero maggiore di imprese, rispetto alle altre città della Puglia.

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