Dati Locali Sui Protesti: Emilia Romagna

Quella della regione Emilia Romagna é una vocazione fortissima all' imprenditorialitá, media, piccola e grande, all''artigianato ed al commercio, fortemente improntata anche all'esportazione. In un momento di recessione globale dunque, é normale che i numeri mostrino situazioni se non drammatiche, sicuramente preoccupanti. La crisi ha un effetto domino sulle realtà economiche: meno spesa meno richiesta, meno richiesta meno fatturato, questo porta a meno ordini per i grossisti e, se la filiera non mostra segni di ripresa o non arrivano sostegni significativi cominciano le insolvenze, i protesti ed i fallimenti. Anche questi ultimi con un effetto domino a ritroso nella filiera.

Nel solo anno 2009 i protesti a Bologna hanno registrato un incremento di oltre il 55%, rispetto al 2008, che giá fu un anno problematico, con cali significativi.
Questi dati sono stati resi noti dalla Banca d'Italia, in un anno oltre un miliardo di euro di protesti e sofferenze bancarie, che riguardano cambiali e assegni.

Infatti questi dati riguardano il numero degli effetti protestati, mentre per il loro corrispettivo economico, ovvero per il valore medio degli impiegati, esiste una classifica conseguente, e quelli che stanno peggio sono i veneti (con protesti che valgono in media 4.216 euro), seguiti dagli emiliani (3.648 euro) e dai lombardi (3.448 euro).
Tutte le regioni con una forte presenza industriale ed imprenditoriale.

Anche l'importo degli effetti protestati, siano essi cambiali o assegni, é cresciuto esponenzialmente negli ultimi tre anni. La cifra é ogni anno più alta, tendenza che si conferma in tutte quante le regioni italiane.

Per quanto concerne l'anno passato, l'aumento principale si é verificato in Veneto, più 38 % sul valore dei protesti, seguito poi dalla Liguria ed al terzo posto si trova l'Emilia Romagna appunto, con un aumento rispetto all'anno precedente del 33%.
La tendenza, in particolare in Emilia Romagna, ma diffusa comunque un po' dappertutto, é di cercare di autofinanziarsi, quando non pagati i non pagati in tempo, ritardando i pagamenti di fornitori di merci e servizi, i quali a loro volta non potendo rientrare si trovano in difetto di liquidità.

L'identikit delle imprese più a rischio in questa regione é quello che ritrae la micro e la piccolissima impresa. Analizzando i dati regionali più in generale si vede che il calo del fatturato 2009 é stato di media il 5%, il calo degli investimenti invece del 10%. facendo risultare più vulnerabili le realtà piccole con meno risorse a disposizione. In particolare anche gli ammortizzatori sociali hanno giocato una parte, ma per una realtà molto diffusa in Emilia, quale l'artigianato non sono previsti questo genere di interventi. Ecco dunque aumentare vertiginosamente il numero delle richieste di sospensione. tanto che il segretario regionale della CNA si é detto preoccupato. Per il numero di sospensioni e cancellazioni degli artigiani.

Anche l'industriosa Modena mostra cifre molto alte, quali un aumento del 600% di cassa integrazione nell'ultima parte del 2009.
La produzione industriale cala del 27%, anche qui sono le piccole e micro imprese a soffrire di più ed anche nella provincia di Modena, a queste percentuali seguono percentuali simili per i protesti e leggermente inferiori per i fallimenti.
nella sola Bologna infatti, e nel solo arco del 2009, i protesti levati in importo ammontano a 240 700 000 euro.

IN BREVE
La sofferenza economica registrata dalla regione Emilia Romagna, in particolare a partire dal 2008, é particolarmente significativa. Nella sola Modena la cassa integrazione é recentemente aumentata del 600%, l'ammontare dei protesti aumenta come ordine di cifre ogni anno di più del 30%.
Aumentano i protesti in particolare per le piccole e piccolissime imprese, quali commercianti ed artigiani, 70800 protesti a Bologna nel 2009, un numero molto simile a Torino, per una città che pero' conta si e no un terzo degli abitanti di Torino.

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