Dati Locali Sui Protesti : la Campania

Le conseguenze della crisi ed i parametri mostrati dalla regione Campania sono stati definiti drammatici. Nell'arco del 2009 si sono messe in campo molte risorse della regione investite in progettualità ed anche attività di promozione delle attività locali e del turismo.

Le risorse impiegate sono tuttavia risultate più frammentate, e diversamente distribuite sul territorio regionale, rispetto alle politiche intraprese da altre regioni.
La regione, ad esempio, ha integrato l'entrata dei cassa integrati con fondi pari a 350 Euro pro capite, per portare l'entrata mensile più vicina ai mille Euro al mese. Ma non sono state distribuite risorse in aiuto al precariato, contrariamente a quanto ha fatto la non lontana regione Toscana.

Altri 45 milioni di Euro sono stati stanziati per aiutare la rinegoziazione dei mutui immobiliari esistenti, da parte di chi ha perso il lavoro o si trova comunque in difficoltà economiche. La manovra ha avuto un ampio successo, ed i fondi sono stati completamente utilizzati. A cui si aggiungono 70 milioni di euro già stanziati per sostenere le giovani coppie e le famiglie più deboli nel pagamento dei mutui, ed inoltre 5 milioni di euro a sostegno di chi ha difficoltà nel pagare l'affitto.

Da un fondo europeo sono poi arrivati fondi per il ricollocamento dei disoccupati tramite corsi di formazione, per aiuti economici alla retta dell'asilo per i bambini da zero a tre anni ed infine per l'assistenza domiciliare di anziani oltre il sessantacinquesimo anno di età.

Investimenti importanti dunque. Orchestrati e distribuiti, sia dal governo italiano che da quello europeo, per finire alla giunta regionale campana.

D'altrocanto le analisi statistiche ci dicono che nel 2007, prima della crisi, la Campania ha generato un prodotto interno di oltre 85 miliardi di euro, corrispondenti al 6,2% dell'intera ricchezza creata su scala nazionale. L'agricoltura è ormai poco sviluppata su tutto il territorio campano. le voci più importanti sono l'industria e l'edilizia. Ambedue i settori sono tra i più colpiti dalla crisi, come ben sappiamo.

Il valore del prodotto interno lordo pro-capite collocava , nel 2008, la provincia di Napoli al 93esimo posto nella graduatoria delle 103 province italiane, ovvero nella parte più bassa della classifica nazionale; in Campania la provincia di Napoli è preceduta da Avellino (82esimo) e Salerno (86esimo), mentre è seguita dalle province di Benevento (95esimo) e Caserta (99esimo).

Il prodotto interno lordo totale è calato di circa 2% solo nell'ultimo anno, la tendenza dei dati sulle previsioni a breve lo mostrano ancora in discesa.
La provincia di Napoli è tra le più colpite in Italia in assoluto per protesti, fallimenti, ma anche per il ricorso all'usura. Una vera e propria emergenza.
A questo si è aggiunto un aumento dei prezzi, specifico in Campania, Alimentari e le bevande (+6,2%), i Trasporti (+5,3%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,7%), le Bevande alcoliche e tabacchi (+4,1%).

Le variazioni dei prezzi per capitoli di spesa, in Campania, sono risultate superiori a quelle nazionali.

IN BREVE
Napoli in particolare, ma tutta la Campania più in generale, mostrano una reale sofferenza, un'emergenza relativa alla crisi economica, che si traduce in dati da record su protesti, fallimenti e disoccupazione. A ciò si aggiunge un aumento dei prezzi superiore alla media italiana su territorio nazionale.

Tutto ciò nonostante siano intervenute molte azioni di aiuto alle politiche sociali, sia a livello europeo che regionale.

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