Dati Regionali: la Calabria protesti, fallimenti e rischio usura

È noto che l'aumento o la diminuzione delle esecuzioni immobiliari hanno una rilevanza nel contenzioso con le banche rafforzando la pressione su imprese e cittadini. Analizzando i dati disponibili, si rileva che nel triennio 2004-2006 i distretti che hanno avuto il maggior numero di esecuzioni immobiliari sono stati Milano (4.700) e Roma (4.354), mentre gli incrementi maggiori si sono realizzati a Bologna (+18,58%) e a Reggio Calabria (+12,68%).

Anche l'altro distretto calabrese, cioè Catanzaro, ha visto aumentare il numero di esecuzioni in modo
considerevole (quinto posto: +7,85%). Nella sola Catanzaro, 905 pignoramenti immobiliari nel 2004, e poi nel 2006 sono saliti a 976, mentre a Reggio Calabria negli stessi anni, sono passati da 339 a 382.

Ma l'aumento più rilevante si è verificato a Palmi, da 118 156, un aumento del 32%. Dall'aumento delle esecuzioni immobiliari scaturiscono maggiori pressioni per il rientro dallo sconfinamento dei fidi, pericolo di mancata copertura degli assegni e quindi incremento della possibilità di fallimenti e di protesti.

Nel 2007, in Italia 245.843 imprese hanno cessato la propria attività per fallimento o
comunque per procedimenti fallimentari in atto. La Lombardia è la regione dove sono fallite il maggior numero di imprese, ma è la provincia di Reggio Calabria a registrare il maggior incremento percentuale in Italia. Anche le province di Crotone e di Catanzaro registrano un rapporto di mortalità imprenditoriale al di sopra della media nazionale.

Nelle province di Cosenza e Reggio Calabria si registra il più alto numero di protesti nella regione e si è verificato un aumento significativo, rispettivamente del +4,71% e +3,47%.

Per fornire dettagli numerici Cosenza ha avuto nel 2007 25 333 protesti, Reggio Calabria 18767, nello stesso anno., contro ad esempio 4984 in tutto il Trentino Alto Adige, mentre in tutta la regione Calabria i protesti sono stati 69848.
Il valore più alto espresso in euro per protesti pro capite si è avuto a Cosenza.

Tra le tipologie di effetto dei protesti, le cambiali pagherò si confermano le più frequenti, gli assegni protestati la fanno da padrone in Lazio e Lombardia mentre decrementamp in valore assoluto più consistentemente a Vibo Valentia ma in generale in tutta la regione.
Questi dati sono estremamente significativi ed indicano la debolezza economica e finanziaria della Calabria, in particolare bisogna notare che la domanda potenziale d'usura sarà tanto più alta quanto maggiore è la vulnerabilità finanziaria ed economica del territorio. Quanto meno efficace è la presenza del sistema legale del credito, e quanto più esistono fragilità nel sistema socio-economico dei comuni, tanto più forte è il rischio di usura.

In particolare, in Calabria è molto più diffusa e presente sul territorio la grande distribuzione, i grossi centri commerciali ed i supermercati, di quanto lo siano gli sportelli bancari.

Esaminando il reddito pro capite - Rende è il primo comune della Calabria con un reddito medio pari a 22.915 Euro e reddito procapite pari a 9.534 Euro, ma anche gli altri comuni si attestano al di sopra dei 20.000 Euro come reddito medio e 9.000 Euro come procapite - (Tavola 11), un buon tessuto imprenditoriale e un sistema bancario molto consistente, sia per numero di sportelli bancari per abitante (quasi 6 ogni 1.000 abitanti) e società di intermediazione finanziaria (circa 70 ogni 10.000 abitanti), sia per depositi e impieghi bancari. Il dato segnala che si trattasi di territori relativamente ricchi e con un presunto basso rischio di usura, anche se non bisogna trascurare l'unico dato negativo cioè un eccessivo numero di protesti bancari (76 ogni 1.000 abitanti e 180 ogni 1.000 famiglie).

IN BREVE :
La Calabria sta subendo in modo drammatico gli esiti di questa crisi, se da una parte i numeri sul totale dei protesti non fanno notizia, il suo capoluogo ha avuto il più grosso aumento di protesti in percentuale. A ciò si aggiunga che il sistema bancario è poco diffuso in Calabria, lasciando una più alta esposizione al rischio usura.

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