Dati economici regionali: emilia romagna

Un osservatorio congiunturale specializzato di Unioncamere, esegue un accurato monitoraggio del territorio e della sua economia trimestralmente, dal 2003. I dati, vengono elaborati includendo anche interviste ai proprietari di piccole medie imprese tramite sistemi computerizzati e telefono, ed i campioni analizzati statisticamente ogni tre mesi, riguardano ogni volta circa 1300 imprese ed imprenditori di settori diversi, quali industria, costruzioni, artigianato, commercio e servizi.
I dati disponibili sono dunque vasti ed esaustivi.

Dati relativi all'industria I dati che seguono sono riferiti al settore industriale dell'Emilia Romagna, con riferimento all'ultimo quadrimestre del 2009.
In decremento, oltre il 10%, settore particolarmente colpito dalla crisi globale e dall'aumento dell'euro, dato il forte orientamento all'esportazione del prodotto industriale emiliano romagnolo.

Negli ultimi mesi il decremento registrato è stato del 11%, mentre nei mesi precedenti era stato registrato un meno 12%, con un picco di negatività del - 16% durante i mesi estivi.
per quanto riguarda in particolare il settore della moda, molto importante in questa regione, il calo è stato del 9.2%, l'industria che ha sofferto di più in assoluto : quella dei metalli.

I settori per i quali è calata maggiormente l'esportazione sono meccanico, elettrico, seguiti da legno e industria del mobile.
Su base annua sono state le medie imprese, da 10 a 49 dipendenti, ad accusare la flessione più marcata, pari al 15,5 per cento. Nelle rimanenti dimensioni i decrementi hanno oscillato tra il 13-14 per cento. Nelle imprese più strutturate, da 50 a 500 dipendenti, Ë stato rilevato il decremento relativamente più contenuto. Come a dire che le più colpite dalla crisi in Emilia Romagna sono state le grosse industrie, e quelle molto piccole.
Dati relativi al commercio al dettaglio.

Per il commercio in Emilia Romagna l'anno 2009 si è chiuso con un ulteriore calo, ancora più accentuato del già pesante calo registrato nel 2008. Meno 3% nel 2008, meno 4.4% nel 2009, per i dati regionali, il peggior calo del decennio.
è il calo del consumo delle famiglie a segnare il passo, in questo caso. Infatti i dati più negativi sono quelli riguardanti le piccole attività, i negozi sul territorio, mentre la grande distribuzione sembra avere sofferto di meno.

Naturalmente, come conseguenza, gli investimenti mostrano un drastico calo mentre aumentano le giacenze. Questi dati si ripercuotono poi sugli ordini ai fornitori.
In termini di settore, quello dell'alimentazione è quello che mostra i dati migliori, seguito da abbigliamento ed accessori.
Tra le imprese che hanno chiuso, il prezzo più alto è stato pagato dalle ditte individuali, le piccole attività singole o a conduzione famigliare.
Un dato particolarmente interessante è dato dalla presenza di immigrazione e dall'incidenza di questa sull'economia regionale. Gli immigrati che hanno rivestito un ruolo nell'imprenditorialità, sono passati da 2600 circa, ad oltre 8200 nell'ultimo anno. In genere gli stranieri sono titolari di una piccola attività commerciale. le nazioni più rappresentate in questo senso in Emilia Romagna sono Marocco e Cina.

IN BREVE
Una raccolta di dati complessa che ci aiuta a vedere uno spaccato di vita economica di questa regione. Come sono cambiati i consumi delle famiglie e come cambia il volto dell'imprenditorialità locale a seguito dell'immigrazione. Il settore industriale è quello che soffre maggiormente, in particolare rivolto all'esportazione. Nel settore commercio, un può meglio la grande distribuzione dei piccoli commercianti che, in molti casi, non ce la fanno a superare l'onda della crisi.

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