Inadepmienza


Si definisce inadempiente un debitore, che non restituisce la somma dovuta, oppure che pur restituendola e pagando le rate dovute, lo fa in ritardo.

Anche nel caso di ritardo dunque, si registra un'inadempienza, ciò influisce sulle possibilità economiche della persona valutata inadempiente e porta con sé conseguenze diverse.
Una volta stipulato un prestito la banca, o comunque l'istituto finanziario erogante, in genere, non mandano ulteriori avvisi per ricordare le scadenze.
è dunque importante prestare molta attenzione, perché qualunque ritardo verrà registrato.
Le conseguenze economiche e legali dei debitori inadempienti, come dicevamo, sono diverse: possono andare dall'applicazione di ulteriori interessi sul prestito, definiti "interessi di mora" o altresì "interessi moratori"; fino al richiamo totale della somma ancora dovuta.

È il Ministero delle Finanze che stabilisce periodicamente quali siano i parametri da applicarsi per gli interessi sui pagamenti in ritardo, o non percepiti, o percepiti solo in parte dal creditore.


Per quanto riguarda il primo semestre del 2010, gli interessi applicabili a favore del creditore sono pari all'8%.
Il Governo decide l'ammontare degli interessi applicabili ogni sei mesi, dal 2002. Dall'entrata in vigore, cioè del decreto legge n. 231, articolo 5, comma 2, con il quale veniva stabilito il minimo percentuale dell'1, più tra i 7 ed i 9 punti percentuali a seconda di quali beni siano stati oggetto della transazione e per quale somma.
Sarà utile, sia per i debitori, , che per chi un credito lo deve esigere, vedere le tabelle degli interessi applicabili dal 2002 ad oggi, ricordando che le tabelle qui riportate (i dati sono quelli ufficiali del Ministero delle Finanze), devono essere ritenute valide solo per i contratti stipulati dopo la data dell' 8 Agosto 2002.

08.08.2002 - 31.12.2002 tasso 10,35 %;
01.01.2003 - 30.06.2003 tasso 9.85 %;
01.07.2003 - 31.12.2003 tasso 9,10 %;
01.01.2004 - 30.06.2004 tasso 9,02 %;
01.07.2004 - 31.12.2004 tasso 9,01 %;
01.01.2005 - 30.06.2005 tasso 9,09 %;
01.07.2005 - 31.12.2005 tasso 9.05 %;
01.01.2006 - 30.06.2006 tasso 9,25 %;
01.07.2006 - 31.12.2006 tasso 9,83 %;
01.01.2007 - 30.06.2007 tasso 10,58%;
01.07.2007 - 31.12.2007 tasso 11,07%;
01.01.2008 - 30.06.2008 tasso 11,20%;
01.07.2008 - 31.12.2008 tasso 11,10%;
01.01.2009 - 30.06.2009 tasso 9,50%;
01.07.2009 - 31.12.2009 tasso 8,00%;
01.01.2010 - 30.06.2010 tasso 8,00%.

I calcoli dunque andranno fatti tenendo conto delle variazioni semestrali ed annuali.
L'ulteriore evenienza, sopra menzionata, cioè l'estinzione del credito e la conseguente dissoluzione del contratto, come regola generale, avviene dopo la seconda rata non pagata.

Su tutta la somma rimanente, esigibile in soluzione unica, vengono poi applicati gli interessi di mora, un ulteriore importante aggravio per il creditore inadempiente.
Ci sono altre conseguenze di tipo sia legale che economico, che riguardano e derivano dall'inadempienza: il protesto, il pignoramento, l'iscrizione del proprio nome nelle banche dati come cattivi pagatori. Limitato nullo accesso al credito, esborsi per le pratiche di cancellazione.

Prima che tutto ciò si verifichi, la persona in difficoltà ha però anche un'opzione ulteriore, cioè la possibilità di consolidare il debito, rivolgendosi ad un istituto specializzato.
Vediamo ora tutte queste voci ad una ad una.

IN

BREVE
Come abbiamo visto dunque, anche un ritardo sul pagamento di un prestito costituisce inadempienza.
Le conseguenze dell'inadempienza vanno dall'aggiunta di interessi di mora, in aggiunta agli interessi preventivamente concordati,
fino alla risoluzione del contratto ed alla richiesta della restituzione di tutta la somma più gli interessi di mora.

Ulteriori conseguenze, nel caso il debito non venga restituito totalmente o in parte, vanno dal protesto al pignoramento.
In caso di difficoltà economiche, prima che si verifichino evenienze di questo tipo, sarà utile rivolgersi ad uno sportello specializzato per tentare un consolidamento del debito.

 

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