Cosa succede al mutuo immobiliare dopo un protesto?

I protesti sono diventati purtroppo all'ordine del giorno in questi anni di crisi economica.
Solo in Italia, secondo alcune associazioni di categoria, si elevano ben 48 protesti al minuto.
Mentre ogni giorno dell'anno 984 persone vengono segnalate come cattivi pagatori.

D'altro canto, se mentre l'economia si fa sempre più instabile, le maglie della riscossione diventano sempre più implacabili e meno tolleranti, non c'e' da meravigliarsi che questi purtroppo siano i numeri.

Nel caso dei mutui: un proprietario immobiliare in ritardo con una rata, avrà a disposizione fino a sei mesi per regolarizzare il pagamento. Oltre i sei mesi, anche a fronte del pagamento, e' facoltà esclusiva della banca poter chiedere la risoluzione del contratto.

Sarà utile a molti ricordare che attualmente esiste la possibilità di bloccare le rate del mutuo per un anno, se si rientra nelle categorie di persone a cui questa possibilità e' concessa. Se si e' perso il lavoro, ad esempio, o siano comunque insorte condizioni che non sussistevano al momento della stipula del mutuo stesso e che pongono il debitore in condizioni di reale difficoltà, si può provare il Piano Famiglie per la sospensione del mutuo.
 Le condizioni di difficoltà devono essere "certe e provate". Si può inoltrare richiesta per la sospensione del mutuo a partire dal Febbraio 2010.


Sarà altresì possibile iniziare una trattativa per rinegoziare le condizioni del mutuo stesso, con la banca che l'ha concesso. Quindi prima dell'insolvenza totale, ci sono diverse strade che il debitore può tentare.
Qualora nessuna di queste strade fosse percorribile, e il protesto fosse elevato per mancanza del pagamento delle rate del mutuo, l' immobile verrà posto sotto pignoramento e posto in vendita all'asta.

Alla suddetta asta può partecipare il proprietario, che comunque dovrà dunque ricomprarselo, evento non frequente per ovvie ragioni.
Anche nel caso il protesto riguardi un assegno, o un prestito personale o altro, il soggetto debitore potrà vedere l'immobile sotto pignoramento.


Se la cifra dovuta e' di importo superiore a 8000 Euro, il creditore si può rivalere sulla proprietà immobiliare.
Al momento non ci sono in Italia banche o finanziarie che concedano mutui immobiliari a protestati.
Alcune società minori promettono l'erogazione del mutuo a protestati, pignorati e cattivi pagatori richiedendo alcuni costi giustificati come spese di istruttoria.
In moltissimi casi si tratta si aziende poco serie che, una volta intascata la somma, non procedono con l'erogazione. A quel punto sono passibili di denuncia nella maggior parte dei casi, ma questo rappresenta ulteriore aggravio ed ulteriori spese per il protestato.

IN BREVE
Una volta avvenuto il protesto, per rata del mutuo non pagata o anche protesto di assegni o altro, la banca può chiedere la risoluzione del contratto. Prima che questo si verifichi ci sono varie alternative percorribili: una di queste e' la sospensione della rata del mutuo per un anno, come previsto dal piano famiglie. La seconda opzione e' la rinegoziazione del mutuo stesso con la banca erogatrice.

Stabilendo delle condizioni diverse, che tengano conto delle insorte difficoltà in ambito economico del debitore. Una volta che il protesto sia effettivo, non sarà possibile accedere ad altri mutui, nonostante alcuni promettano l'impossibile. Almeno sino a quando non si sia saldata il debito precedente e non sia intervenuta la cancellazione del protesto.

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