Conseguenze legali del protesto

Il protesto e' un avvenimento drammatico e porta con se conseguenze estremamente spiacevoli e gravose, sia dal punto di vista economico che da quello psicologico.

A fronte di un avvenuto protesto, in pratica, si interrompono tutti i rapporti con istituti finanziari e banche e sarà molto difficile instaurarne di nuovi.
Ci si vede dunque, di fatto, negato ogni accesso al credito, ma anche al semplice conto corrente.
Non si ricevono libretti di assegni e naturalmente non si possono firmare altre cambiali.
In caso di assegni.
Se si emette un assegno e ci si rende conto di non avere i fondi sufficienti ad onorarlo, oppure nel caso ci siano irregolarità nella merce o servizio per cui si e' emesso l'assegno, si può cercare di bloccarlo.

Non si può bloccare un assegno che sia stato emesso post datato prima della scadenza indicata sull'assegno stesso. Inoltre e' illegale emettere assegni post datati, e in caso di problemi diventerebbe ancor più difficile farsi assistere da un legale.
Si può tentare, trascorsi otto giorni per gli assegni su piazza e quindici giorni per gli assegni fuori piazza di revocarlo.
Alla banca non spetta ne' il compito di verificare la veridicità delle vostre affermazioni, ne' la validità delle ragioni della vostra controparte. Queste questioni andranno risolte nella sede appropriata se non sarete in grado di mediare tra voi cercando una soluzione accettabile ed accettata.

La banca si limita unicamente a svolgere un ordine o a revocare tale ordine di pagamento.
Un assegno si può poi bloccare nel caso sia stato smarrito dal legittimo proprietario o sia stato rubato. Presentando regolare denuncia, non si correranno certo rischi di vederselo protestare. Ma attenzione, in caso di dichiarazione falsa, si incorre nel reato di simulazione e calunnia.

Una volta che l'assegno viene protestato essendo un titolo esecutivo, da immediatamente il via alle procedure di pignoramento.
Fino a qualche anno fa in Italia, si incorreva in questo caso in un vero e proprio reato. In tempi recenti, il Governo ha cambiato le leggi relative, trasformando questo caso da reato ad illecito amministrativo.

Il pignoramento e' un atto di esproprio forzato, regolato in Italia dall'articolo 491 del Codice Civile.
Il creditore può agire anche preventivamente al pignoramento con un atto di custodia dei beni dell'interessato, ed un congelamento dei conti.

Il pignoramento può avvenire su beni mobili o su immobili, in pratica e' il creditore a decidere, e naturalmente dipende anche dall'ammontare della somma dovuta.
Mentre in questa fase, in pratica, il debitore non più alcuna voce in capitolo.
Unica possibilità e' quella di decidere di saldare il debito prima che intervenga il pignoramento, e successivamente la vendita all'asta dei beni pignorati.
In caso di asta, se il bene o i beni andassero invenduti, si stabilirà una nuova data, una nuova asta ed un più basso prezzo di base per l'asta, e così via.
In caso di bene immobiliare, il creditore può anche decidere di intervenire con un'ipoteca sul bene immobiliare stesso.
Va ricordato che sono pignorabili, tutti i beni che siano proprietà del debitore, o anche unicamente in suo possesso.

Cambiali
Anche le cambiali andate insolute danno naturalmente il via ad una serie di azioni dal protesto al pignoramento, ma attraverso pratiche giudiziarie diverse a seconda che siano cambiali ad una sola firma, oppure recanti firme di girata o di avvallo.

In questo secondo caso il debitore dovrà iniziare una procedura di precetto a ritroso nel tempo, coinvolgendo i vari firmatari ad uno ad uno.
I protesti, e le conseguenze relative, si possono contestare, in caso di errore, magari omonimia.
Oppure cancellare, come abbiamo più volte spiegato all'interno delle nostre guide. Ma occorre rispettare i tempi prescritti, e comunque saldare il debito per intero.

IN BREVE

Le conseguenze legali ora sono di illecito finanziario.

Il protesto viene trasmesso a tutte le parti competenti e reso pubblico
Al protesto segue il pignoramento se non ci sono azioni in nessun senso da parte del creditore.
Al pignoramento segue naturalmente la vendita all'asta dei beni, al fine di recuperare il credito.

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