Cancellazione dall'elenco protesti e la riabilitazione tribunale

Il debitore inadempiente ha soluzioni possibili anche dopo che il protesto e' stato elevato ma soltanto a certe condizioni.
Una di queste condizioni e' di ordine temporale: non deve essere passato oltre un anno dalla data del protesto ed il debitore deve avere ripagato il suo debito in soldio, incluse le spese e gli interessi.
Gli interessi possono diventare estremamente onerosi poiche' vengono sommati agli interessi sulla rata non pagata e causa del protesto, anche altri interessi su tutta la rimanente somma, che viene cosi' ad aggravarsi di interessi eccezionali, ci sono infine le spese e gli oneri.
Per quanto riguarda gli interessi, la loro entita' viene stabilita periodicamente dal Ministero delle Finanze, non e' materia su cui la parte creditrice possa intervenire in alcun modo.

Gli interessi vengono resi noti dal Ministero ogni sei mesi.
A seguito del protesto, si viene quasi immediatamente registrati alle Camere di Commercio ed i propri dati vengono messi a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.
Nuovi rapporti creditizi diventano estremamente difficili, ed anche un semplice libretto di assegni ed un nuovo conto corrente diventano un'impresa che risulta difficile.
La cancellazione del protesto avverra' automaticamente una volta decorsi cinque anni, e sara' come se il protesto non fosse mai esistito. 
Se pero' il debitore interviene con il pagamento ed una istruttoria specifica entro 12 mesi dal protesto stesso, si puo' ottenere la cancellazione preventiva e dunque la riabilitazione.
Preventiva perche' appunto interviene preventivamente rispetto ai cinque anni previsti per legge.
La pratica va inoltrata al Tribunale competente, i moduli per la pratica si possono richiedere alla cancelleria dello stesso tribunale o presso la Camera di Commercio.
Occorre fare attenzione ai tempi: se piu' di un anno e' trascorso dalla data del protesto, non e' piu' possibile richiedere la cancellazione e la riabilitazione. Nemmeno a fronte del pagamento in solido.

Si potra' richiedere unicamente di iscrivere l'avvenuto pagamento in calce al protesto, il che migliora un po' la propria posizione nei confronti delle banche in particolar modo.
Quando invece si intervenga in tempo, dopo avere saldato il proprio debito si presenta istanza di cancellazione al Tribunale, se il tribunale si esprime favorevolmente, viene emessa un'istanza di cancellazione che si dice "tombale", ma non e' automatica.
Sara' il debitore che dovra' recarsi con la sentenza di cancellazione alla Camera di Commercio di competenza, e presentare la domanda di cancellazione. A seguito di questo, che e' l'ultimo passo, si ottiene l'effettiva cancellazione dal bollettino e dai registri informatici.
Se il Tribunale invece si esprimesse con parere negativo alla cancellazione , per qualsiasi motivo, il soggetto protestato avra' ancora una ulteriore possibilita': e cioe' fare ricorso contro la sentenza, presso il Giudice di Pace.

IN BREVE


In assenza di interventi da parte del debitore, il protesto rimane registrato per cinque anni.
La cancellazione preventiva si puo' ottenere saldando il debito entro un anno dalla data del protesto e facendo istanza presso il Tribunale.
Una volta ottenuta la riabilitazione dal Tribunale, bisogna presentarla alla camera di commercio per la cancellazione.
Contro una sentenza avversa, si puo' presentare ricorso.


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