Dati locali sui protesti : il Piemonte

Anche per il Piemonte i pagherò sono gli effetti più protestati numericamente, mentre da un punto di vista degli importi, sono gli assegni a farla da padrone. Circa il 50% infatti del valore in euro di tutti gli effetti andati in protesto, fa capo ad assegni.
Se e' la Campania a guidare la classifica dei protesti, il Piemonte si colloca tra i posti più bassi nella classifica. A fronte di una popolazione residente, infatti di 4 330 000 unità circa, ha avuto un ammontare di protesti di 140 359 000 euro. I dati risalgono a due anni fa.

La regione Piemonte, sta prestando enorme attenzione agli indicatori socio economici locali che stanno inesorabilmente accompagnando questi anni di recessione con segni negativi. Esistono infatti convegni ed osservatori e molti sportelli aperti al pubblico per informazioni e assistenza. In tutte le regioni finora analizzate, se si verifica questa vicinanza tra istituzione ed impresa, ma anche singoli cittadini, l'aumento dei protesti ha vita breve. Sicuramente e' un ' emorragia che termina prima rispetto ad altre ragioni che non usufruiscono degli stessi servizi.
In Piemonte ad esempio si sta tenendo un osservatorio annuale, per monitorare la situazione, a cui collaborano le politiche territoriali, l'ufficio di statistica, Unioncamere, diverse associazioni private ed esperti economici.

Le difficoltà economiche che hanno caratterizzato il contesto internazionale nel corso dell'anno
hanno avuto profonde ripercussioni sull'economia reale della regione: ne sono la dimostrazione la brusca frenata delle esportazioni, il rallentamento della produzione industriale, l'incremento della disoccupazione e del ricorso, da parte delle imprese, agli ammortizzatori sociali.
Nel 2008, al contrario di quanto rilevato nel biennio precedente, aumenta il ricorso agli ammortizzatori sociali: la cassa integrazione concessa in Piemonte ammonta ad oltre 35milioni di ore, circa il 27% in più rispetto al 2007. Il numero di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità Ë infine aumentato del 4,9%.

Nel 2008, le esportazioni piemontesi sfiorano quota 38 miliardi di euro, il Piemonte si conferma la quarta regione esportatrice in Italia, con una quota del 10,3% sull'export nazionale.
Anche questo contribuisce ad un'economia di più ampio respiro e maggiori risorse ed i protesti sono stati numericamente inferiori. Si segnala infatti la crescita dell'export, ad esempio verso la Romania e la Polonia (+12% circa), mentre al di fuori dell'Ue spiccano le performance ottenute sui mercati indiano e brasiliano.

Le imprese individuali costituiscono il 58,0% circa delle imprese registrate, seguite dalle
società di persone (26,4%) e dalle società di capitale (13,5%).

Operano sul territorio piemontese 31 banche, per un totale di 2.716 sportelli diffusi su tutto il territorio regionale, 51 in più rispetto a fine 2007.
I finanziamenti erogati alla clientela residente dalle imprese bancarie hanno mantenuto una dinamica positiva. A fine dicembre 2008, gli impieghi complessivi erogati ammontano a 103.139 milioni di euro.
I finanziamenti oltre il breve termine vengono destinati per il 31% all'acquisto di immobili, per il 13% alle costruzioni, per il 10% a macchine, attrezzature, mezzi di trasporto e prodotti vari, mentre il restante 46% Ë riservato ad altre destinazioni.

IN BREVE
Laddove le politiche sociali si sforzano maggiormanete di colmare la distanza che esiste altrove tra gli sportelli ed il cittadino, i risultati positivi non tardano ad arrivare.
Certo il Piemonte non e' esente dalla crisi che ha investito tutto il nostro paese, ma il numero dei protesti e dei fallimenti si e' mantenuto piuttosto contenuto. Anche i dati sulla disoccupazione sono qui meno gravi che altrove, l'economia Piemontese si basa anche sull'esportazione per una parte rilevante e ciò ha contribuito ad un impatto meno drammatico della crisi economica.

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