Sequestri


Attraverso il provvedimento di sequestro, il creditore cerca di conservare e conservarsi la garanzia patrimoniale, la quale e' costituita dai beni del debitore, come all'articolo 2740 del nostro codice di procedura civile. Sui beni del debitore, dunque viene a gravare un vincolo giuridico.


Il sequestro, se nella sostanza interviene sui beni del debitore, congelandoli e mettendoli a disposizione del creditore, così come avviene nel pignoramento, e' però molto diverso dal pignoramento nelle sue conseguenze.

Infatti, nel pignoramento intervengono una serie di creditori aventi diritto, mentre nel sequestro cautelativo, e' uno solo il creditore che con questa misura si garantisce, il sequestro dei beni dunque, giova ad un solo creditore. Inoltre il sequestro cautelativo o conservativo interviene sui beni prima del pignoramento stesso, in ordine di poterli conservare nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano e meglio tutelare il creditore.
Una volta che il giudice emetterà una condanna esecutiva, il sequestro si trasformerà automaticamente in pignoramento.

Da notare però che il provvedimento di sequestro, ordine emanato da un giudice, perde la sua validità se non lo si rende operativo entro trenta giorni dall'emanazione della sentenza.
Contemporaneamente al provvedimento di sequestro, il giudice incaricato nomina anche un custode dei beni sequestrati e stabilisce dei criteri per amministrarli.
Ricordiamo che i beni possono essere sia mobili che immobili, incluse aziende ed attività produttive.
Il debitore può però ottenere una revoca di tali provvedimenti, se e' in grado di presentare una cauzione idonea, la quale varia naturalmente in base all'ammontare del debito.
Se questa cauzione viene pagata, il giudice può emettere una sentenza di revoca del procedimento.

Il sequestro giudiziario dunque


1) è diretto ad assicurare la custodia di cose mobili o immobili, aziende o comunque la totalità dei beni, quando ne è controversa la proprietà o il possesso ed è opportuno provvedere alla loro custodia o alla loro gestione temporanea.


2) è volto alla custodia temporanea di libri, registri, documenti, modelli, campioni e di ogni altra cosa che si possano identificare come elementi di prova, 
L'articolo 1993 del codice civile recita che " il debitore può opporre al possessore del titolo le eccezioni fondate su rapporti personali con i precedenti possessori, soltanto se, nell’acquistare il titolo, il possessore ha agito intenzionalmente a danno del debitore medesimo”


Cioè a dirsi deve valere anche la buona fede del creditore e la legittimità delle sue intenzioni.
Inoltre l'articolo 1994 sempre del codice civile aggiunge :" chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conseguenza delle norme che ne disciplinano la circolazione, non è soggetto a rivendicazione".
In pratica, se un assegno, esempio di un titolo di credito, e' stato girato, una o più volte, non verrà posto sotto sequestro, perché ciò andrebbe a ledere il diritto di terzi che ne sono entrati in possesso in buona fede ed in buona fede l'hanno girato, come titolo di credito valido.

IN BREVE

Il sequestro pone in sicurezza i beni di un debitore, prima del pignoramento, laddove intervenga la necessità di questa misura legale. I beni vengono amministrati da un custode.
Il sequestro può venire revocato, a fronte del pagamento di una congrua cauzione.


Esistono alcuni limiti che vincolano il sequestro, che non può intervenire su beni o titoli di credito che nel frattempo siano stati girati a terzi che li hanno acquisiti in piena buona fede, ciò lederebbe i loro diritti.
La totalità dei beni di un debitore può essere sequestrata, valgono le stesse regole e norme del pignoramenti.
Il pignoramento poi, e' l'atto successivo al sequestro, a meno che non intervenga una revoca.

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