Fallimento

Il fallimento viene sancito dal nostro ordinamento giuridico come procedura concorsuale. In concorso, cioè tra il debitore, vittima di un dissesto finanziario che gli impedisce di fare fronte a tutti o parte degli impegni economici assunti, e la seconda parte in concorso: cioè i creditori. I quali concorrono ad essere rimborsati per quanto possibile dalle finanze del debitore in maniera paritaria.
Legge fondamentale della normativa sul fallimento è la "par condicio creditorum", la pari condizione dei creditori, che dovrebbero venire rimborsati suddividendo il rimanente patrimonio del debitore, tutti in egual misura.
Esistono pero' delle eccezioni a questa situazione, laddove esistano dei diritti di prelazione.
Nella procedura fallimentare un diritto di prelazione, ad esempio, viene stabilito quando si vanno ad esaminare quali e quante garanzie ha fornito un debitore nel momento in cui ha acceso un particolare debito.

Ha ad esempio stipulato un'ipoteca immobiliare? Una cessione del quinto dello stipendio? E così via.
In caso di fallimento, dunque i creditori si dividono in due categorie: quelli privilegiati, a cui sono state fornite maggiori garanzie ed hanno dunque accesso privilegiato al patrimonio residuo del debitore, e quelli chirografari. Si definiscono chirografari, tutti gli altri debitori che non essendo in possesso di garanzie particolari, non avranno un diritto di prelazione.

Lo Stato è il primo creditore privilegiato, in caso di fallimento, per tasse e tributi non pagati.
Lo stato fallimentare deve essere dichiarato da un tribunale, a questo punto è di fondamentale importanza stabilire, l'entità del debito del soggetto in fallimento, la priorità dei creditori, sulla base delle priorità appena spiegate, e l'entità del patrimonio residuo, che dovrà essere messo a disposizione per saldare quanto possibile.
La persona incaricata dell'elenco dei beni, e della loro stima, si chiama curatore fallimentare.

Il curatore fallimentare, metterà i sigilli ai beni del soggetto fallito. Ciò al fine di evitare che vengano trafugati, venduti impropriamente o comunque sottratti e nascosti.
Tutti i soggetti che vantano un credito nell'ambito del fallimento verranno contattati dal curatore fallimentare ed avranno da quel momento 30 giorni di tempo per presentare la loro documentazione comprovante il credito e la domanda di risarcimento.


Sarà poi un giudice, il giudice delegato, ad esaminare tutte le domande pervenute e a stabilire, come dicevamo, se esistono priorità.
Nel caso in cui, non esista praticamente alcun bene, la procedura fallimentare si chiude in tempi brevissimi, di solito una settimana, per insussistenza di beni, o per insussistenza di attivo.

Altrimenti il curatore fallimentare, dopo avere posto i beni sotto sequestro, stilerà un inventario, in presenza sia del soggetto del fallimento che dei creditori.
Fanno parte di questo possibile inventario beni mobili ed immobili, diritti, fondi, conti economici, bilanci aziendali, libri contabili, e le entrate mensili.

Nel caso di un'azienda ad esempio, l'azienda stessa non è tenuta a chiudere durante la procedura fallimentare e le entrate faranno parte dell'inventario.
I beni verranno dunque stimati e messi all'asta per la vendita, conclusa la vendita il curatore provvederà ad inoltrare la documentazione al giudice.
Il fallimento e la bancarotta, non sono la stessa cosa, come molte volte erroneamente si crede. Tratteremo la bancarotta in una scheda apposita.

IN BREVE
Il fallimento è una procedura con la quale un debitore dichiara la propria impossibilità economica ad onorare impegni economici assunti.

A quel punto mette comunque a disposizione i beni facenti parte del suo stato patrimoniale, al fine di rimborsare almeno parzialmente i creditori.

La procedura fallimentare è seguita da un curatore fallimentare e da un giudice. I creditori con maggiori garanzie hanno un diritto di prelazione sui beni patrimoniali e sono dunque avvantaggiati. Gli altri, vengono soddisfatti in maniera uguale e paritaria.

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