I dati sul commercio mondiale

Il trend relativo all'esportazione ed al commercio internazionale di beni prodotti in Italia segna alcuni punti percentuali di crescita ininterrottamente a partire dal 2002, solo i dati più recenti sembrano essere in negativo ma non sono ancora disponibili.

I dati relativi al commercio mondiale mostrano che Il maggior contributo alle importazioni mondiali in volume è stato comunque finora fornito,
dai paesi dell'Asia, che ne hanno generato circa il 50%, tra cui la sola Cina attorno al 30%, contro il 18% degli Stati Uniti. Un discreto stimolo hanno apportato inoltre i paesi dell'Unione Europea, Germania in testa.

I settori più trattati sono quelli della chimica e farmaceutica e in parte anche del settore petrolifero, greggio e derivati, tuttavia per effetto dell'impennata del prezzo del petrolio si è registrato un calo nell'ultimo biennio, mentre gli scambi di prodotti elettronici, seppure in ripresa rispetto ai due anni precedenti, hanno fornito un contributo nettamente inferiore alle attese.

Le esportazioni dell'Europa unita hanno registrato un incremento, grazie alla loro crescita versi i nuovi paesi membri, e verso nuovi paesi quali la Cina e la Russia.
La Germania è il paese europeo con la migliore performance negli ultimi anni, ma la competitività riferita ai prezzi è nettamente peggiorata nell'ultimo biennio in particolare.

Sono aumentati più della media i flussi di autoveicoli , quelli dai nuovi paesi membri, oltre che dalla Cina; , mentre Stati Uniti, Regno Unito e Giappone hanno perso quote di mercato.

Per la Francia, sono recentemente diminuite sia le importazioni che le esportazioni, calata la domanda interna e le scorte suppliscono ai calati bisogni, almeno in larga parte.

Le esportazioni in dollari sono cresciute più della media verso i mercati di
sbocco dell'Europa meridionale (Italia, Spagna e Portogallo), mentre la
Germania, principale mercato di sbocco, perde quota sulle esportazioni francesi e il mercato cinese raddoppia la propria importanza.

In Svizzera aumentano le esportazioni in dollari grazie agli incrementi positivi registrati in tutti i principali mercati, ma soprattutto Italia e Germania, infatti la competitività dei beni svizzeri è migliorata lievemente, a seguito del deprezzamento effettivo del franco svizzero.

Fase stagnante, come già accennato per il mercato dell'esportazione statunitense. Sono soprattutto i partner europei e asiatici, oltre a Canada e Messico, a ridurre gli acquisti di beni statunitensi. Nonostante la relativa ripresa di alcuni dei settori di specializzazione degli Stati Uniti su scala mondiale (meccanica strumentale, elettronica, strumenti di precisione) le loro vendite si sono concentrate in settori di minore importanza quali i prodotti farmaceutici, i metalli preziosi, i prodotti chimici di base e il petrolio.

La Cina in poco più di un decennio anni è divenuta il secondo fornitore degli Stati Uniti passando da un peso di poco più del 3% nel 1990 ad uno di più del 12% nel 2003 a scapito del Messico che dal 2000 segna significative perdite sul mercato statunitense.
In Canada i flussi, sia di merci che di denaro , hanno avuto un andamento tendenzialmente positivo, le esportazioni sono aumentate soprattutto in valore, e specialmente con l'aumentare del prezzo del petrolio.

I paesi più rilevanti nel campo delle esportazioni mondiali sono in primo luogo la Germania, con oltre 700 milioni di valore in Dollari di merci esportate, seguono USA e Cina rispettivamente con circa 680 milioni e 550 milioni. L'Italia si colloca all'ottavo posto con circa 250 milioni, valore sempre espresso in Dollari.
Mentre tra i principali importatori si collocano sempre prima la Germania ed al secondo posto gli Stati Uniti, l'Italia è al non posto con circa 280 milioni di dollari merci importate

IN BREVE La mappa degli interscambi commerciali mondiali sta rapidamente cambiando. Si è modificata la domanda, a seguito della crisi, ed un euro forte, il dollaro svalutato, il prezzo del petrolio in continua oscillazione, contribuiscono a nuovi scenari. I compratori sono diversi, si affacciano nuove nazioni con economie in crescita.

La sfida dei prossimi anni sarà quella di ritrovare nuova competitività nelle esportazioni mondiali. Perché il commercio internazionale è ormai una parte fondamentale del PIL di tutti i paesi.

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