Bollettino protesti

Il bollettino dei protesti e protestati nel nostro paese ha un'origine storica piuttosto lontana nel tempo.
 La prima forma di informazione sulle persone insolventi e sui debiti non pagati, risale infatti niente di meno che al Regno delle Due Sicilie in epoca borbonica.
Veniva stampato e diffuso un periodico, "La collezione delle leggi e de' decreti", che appunto conteneva anche un elenco delle persone insolventi e dei loro debiti.
Il periodico venne pubblicato la 1815 fino al 1860 ed era stampata a Napoli, dalla Stamperia Reale
Ad oggi, anche la classica richiesta di visura in cartaceo, sulla situazione economica e creditizia su qualcuno che ci interessi, e' ormai sorpassata.

Il bollettino dei protesti cartaceo, esiste naturalmente ancora, ma l'80% delle persone che necessitano questo tipo di informazioni si rivolge al Registro Informatico.
A fronte di un'insolvenza, e dopo le pratiche solitamente utilizzate in questi casi, quali in primo luogo un avvertimento tramite raccomandata, o una nota scritta da un avvocato, si decide se procedere con i mezzi legali a propria disposizione.

Il protesto e' un atto autentico, con cui si accerta un'insolvenza per una tratta, un assegno o una cambiale.
Il mancato pagamento deve venire accertato da un Ufficiale Giudiziario, prima di potere essere notificato e trascritto sul bollettino
La notifica del protesto viene inoltrata dalla Camera di Commercio competente, al Registro dei protesti, che provvede alla pubblicazione dieci giorni dopo averne ricevuto comunicazione ufficiale.
Il protesto rimarrà iscritto, e consultabile da chiunque, per una durata di cinque anni, se non intervengano cancellazioni preventive, (art. 11, Decreto M.A.P. 9.8.2000, n. 316), 
Un anno dopo l'iscrizione sul bollettino, a fronte del pagamento della somma dovuta e degli interessi di mora, si può richiedere un'istanza di riabilitazione al tribunale, e la successiva cancellazione dal bollettino dei protesti, prima della scadenza normale e la cancellazione automatica.

Il protesto viene di solito compilato in un tempo brevissimo, entro due giorni feriali successivi alla scadenza del titolo mandato insoluto. 
La compilazione avviene a cura dello stesso Ufficiale Giudiziario, a volte di un Notaio, o nei piccoli centri, viene redatta dal segretario comunale.

Il creditore potrà, a questo punto, intraprendere azioni legali nei confronti del debitore, quali:
1)precetto
2) pignoramento
3) vendita dei beni pignorati.
Con il precetto, il creditore intima al debitore insolvente di pagare l'importo dovuto, più la maggiorazione degli interessi di mora. In caso ciò non succede si procede con il pignoramento e la messa in vendita dei beni, solitamente all'asta, per il recupero delle somme dovute.
Da uno studio e' emerso che la stragrande maggioranza delle persone, sia fisiche che giuridiche, ricorre a questo strumento prima di intraprendere rapporti d'affari.
E solo una minoranza ne fa richiesta per interessi propri, magari al fine di produrre documentazione a terzi.
Uno strumento importante dunque, quello del bollettino dei protesti.
. Chi per affari avesse bisogno di frequenti visure ed informazioni relative, può richiedere una abbonamento alle dodici mensilità di pubblicazione del bollettino, basterà rivolgersi alla propria Camera di Commercio della propria zona o al sito online di InfoCamere. Ci si può altresì abbonare solo per alcune edizioni, usufruendo di sconti, così come e' possibile riceverne una sola copia in omaggio.

IN BREVE:

L'iscrizione al bollettino dei protesti avviene per intervento di un ufficiale giudiziario
a seguito di insolvenze per assegni, tratte e cambiali
Si ha una seconda possibilità di pagare quanto dovuto appena si riceva l'atto di precetto
Una volta iscritti al bollettino dei protesti, l'iscrizione rimarrà per cinque anni a meno di cancellazione
La cancellazione si può richiedere al tribunale, un anno dopo l'iscrizione del protesto, avendo preventivamente pagato il dovuto, incluse le spese di mora.

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