Anatocismo

Questo termine, di cui si è sentito molto parlare soprattutto negli ultimi anni, deriva da una parola greca, anzi da due termini che in italiano significano "interesse e di nuovo". Cioè applicare dei doppi interessi.
Se ne sono occupate molto le cronache, quando si è scoperto che alcune banche in Italia, applicavano degli interessi agli interessi.

Le banche li definivano interessi composti, ma sono stati comunque dichiarati illegali.
La capitalizzazione degli interessi composti, anziché interessi semplici, in pratica determina una crescita del debito, che diventa esponenziale.
Le banche calcolavano gli interessi sul capitale secondo formule diverse: discontinuo annuo, discontinuo convertibile, o continuo o matematico. Ricalcolando gli interessi trimestralmente, a volte semestralmente, rendendo molto difficile un computo preciso da parte dei clienti.


Dopo una storia legislativa molto controversa, alla fine l'anatocismo è stato dichiarato illegale, e comparato all'usura. Infatti se ne occupa in via definitiva il recente decreto anti usura in una delle sue parti. Anche se, a onor del vero, va ricordato che l'usura è un reato anche penale, mentre l'anatocismo è stato dichiarato un reato amministrativo, non rientra dunque nel reato penale.
Chi incorre nel reato di anatocismo, in ogni caso, è tenuto al risarcimento di tutte le somme in più ottenute con gli interessi, alle quali somme verranno aggiunti gli interessi legali. Una legge retrospettiva dunque, che da il diritto di richiedere alle banche ed alle finanziarie, gli interessi composti, versati in precedenza.
Il fenomeno dell’anatocismo era esattamente quello che succedeva alle liquidazioni degli interessi sui conti correnti bancari.
Le Banche infatti, non tutte certo, ma quelle che praticavano l'anatocismo, liquidavano gli interessi a debito del correntista con frequenza trimestrale, mentre liquidavano gli interessi a credito dello stesso solo con cadenza annuale.

Ciò provocava un disallineamento nella maturazione degli interessi ed il conseguente fenomeno dell’anatocismo, perché venivano calcolati e sommati gli interessi sugli interessi.
Il divieto dell’anatocismo (bancario e non) è sempre esistito nel nostro paese , in virtù dell’art. 1283 del Codice Civile. Tuttavia le Banche agivano ancora legalmente applicando la metodologia che vi abbiamo spiegato, sul calcolo degli interessi sui conti correnti, perché tale comportamento consuetudinario era stato ampiamente avallato dalla giurisprudenza, almeno fino al momento in cui ha preso il via tutto il processo di revisione interpretativa delle norme riguardanti dell’anatocismo.

Processo di revisione culminato con la definitiva sentenza del 4 novembre 2004, n. 21095, delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, nella quale in sostanza si afferma l’illegittimità, anche per il passato, degli addebiti bancari per anatocismo. processo che comunque è stato lungo e complesso, dato che i primi tentativi di bandire l'anatocismo anche in questa forma più sofisticata ed ignorata, era già cominciato nel 1993.
IN BREVE
L'anatocismo è una forma elaborata di calcolo degli interessi sugli interessi. Interessi composti che aumentano il debito e la somma da restituire pur avendo calcoli cosi' complessi da risultare difficilmente calcolabili dal cliente bancario.


L'anatocismo è stato dichiarato reato amministrativo nel 2004, ma la controversia parti' nel 1993. Chi ritiene di essere stato vittima di anatocismo, può e deve richiedere il computo degli interessi e verrà rimborsato del totale extra versato, maggiorato degli interessi legali ad oggi.


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