La cancellazione delle cambiali prima della pubblicazione

I firmatari di cambiali, che quindi contraggono un debito, attraverso una cambiale a data fissa o a certo tempo data, hanno l'obbligo di presentarsi al pagamento della cambiale stessa, il giorno della scadenza oppure entro i due giorni feriali successivi.

Trascorsi i due giorni previsti per legge, e specificamente dall'articolo 43 del nostro codice vigente, ed in mancanza di avvenuto pagamento, la cambiale va sotto protesto e con lei il firmatario. Cioè a dirsi il debitore o i debitori.

Il protesto è un atto formale, non se ne occupa dunque certo la banca. L'atto di protesto deve essere stilato da un Notaio oppure da un ufficiale giudiziario.
A norma poi dell'articolo numero 71, IL PROTESTO DEVE CONTENERE: LA DATA; IL NOME DEL RICHIEDENTE; L'INDICAZIONE DEI LUOGHI IN CUI » FATTO, L'OGGETTO DELLE RICHIESTE, IL NOME DELLE PERSONE RICHIESTE, LE RISPOSTE AVUTE O I MOTIVI PEI QUALI NON SE NE sia avuta ALCUNA; ed infine LA SOTTOSCRIZIONE DEL NOTARO O DELL'UFFICIALE GIUDIZIARIO.

A protesto avvenuto dunque, intercorre un periodo di tempo piuttosto breve, durante il quale i dati dei nuovi protesti vengono raccolti, elaborati e poi passati alle Camere di Commercio e alle società di informazione creditizia per la successiva pubblicazione.
Esiste modo di fermare questa procedura? Certamente si. Ammesso comunque che si disponga dei fondi necessari per pagare la cambiale che si è mandata in protesto.
Se il mancato pagamento è avvenuto per un errore, ad esempio una dimenticanza, o per una mancanza momentanea di fondi, che poi sono stati reperiti, il primo passo è quello di saldare il debito. Le spese accessorie e gli interessi saranno minimi dato il lasso di tempo estremamente limitato. Il tempo massimo, infatti, per avvalersi di tale possibilità e di saldare il debito e chiedere la cancellazione entro il giorno 10 del mese successivo a quello del protesto.
Anzi essendo più specifici per i protesti che sono avvenuti tra il giorno 27 ed il giorno 26 del mese seguente.
Facendo un esempio concreto, per un protesto avvenuto il 20 di Marzo, il limite sarà il 10 di Aprile.
Per reperire i moduli adatti a questa specifica richiesta di cancellazione, basterà recarsi presso una sede della Camera di Commercio. Occorre fare attenzione a compilare il modulo anche sul retro ( visti i tempi ristretti il margine per gli errori è nullo) ed indicare la data in cui la cambiale è stata effettivamente pagata.

I costi sono rappresentati da una marca da bollo per ogni cambiale protestata, ogni marca da 14.62 Euro, una marca da bollo da 1.80 Euro sulla quietanza e 8 Euro di spese per ogni effetto protestato e poi pagato e per cui quindi si chieda di intervenire con la cancellazione.
Il modulo indica con precisione i documenti da allegare alla domanda, siano essi in copia oppure in originale, ed occorre tenere presente che alla presentazione della domanda di cancellazione, vi verrà richiesto un documento di identità valido ed il codice fiscale.

IN BREVE SULLA CANCELLAZIONE DELLE CAMBIALI:
Dal momento in cui una cambiale viene protestata, al momento in cui l'informazione verrà resa pubblica, con le ben note conseguenze negative, il tempo che intercorre è inferiore spesso ai trenta giorni.
L'informatizzazione dei servizi ha reso queste procedure estremamente più rapide e la pubblicazione è simultanea ovunque.
Nel caso si sia in possesso dei fondi per onorare il pagamento della cambiale protestata e si agisca con una certa tempistica, è ancora possibile fermare il procedimento della pubblicazione ed ogni conseguenza relativa. A seguito del pagamento si dovranno reperire gli appositi moduli, a disposizione presso le camere di commercio, e seguire dettagliatamente le istruzioni.
I costi sono limitati ma la cancellazione può avvenire solo se si interviene entro il giorno 10 del mese successivo a quello del protesto.

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