Le spese fisse delle Carte Revolving

La quota di spese fisse e variabili dell'emissione ed utilizzo di Carte Revolving cambia da banca a banca. Ogni istituto di credito pratica condizioni diverse sia in sede di apertura di contratto che per l'ammortamento delle rate e le spese fisse durante la vita della Carta Revolving.
Ognuno di questi dati deve essere chiaramente indicato nel contratto, ma esiste semmai poca chiarezza nei prospetti informativi.
Ricordiamo che una Carta Revolving è uno strumento di credito, nato dall'esperienza americana, che mette a disposizione del richiedente una riserva di denaro, stabilita precedentemente in sede di contratto.
Il cliente può utilizzare tutta, parte della somma oppure nulla. Pagherà gli interessi solo sulla somma prelevata e non ancora restituita a scadenza mensile, con la formula del pagamento minimo, o solo interessi, parziale o in solido.
La rata minima mensile da rimborsare per le carte revolving si aggira di solito intorno al 5% dell'intero somma concessa in prestito, ovviamente dipende da istituto ad istituto e contratti.

Gli interessi passivi delle Carte Revolving vengono calcolati di mese in mese sull'importo ancora da rimborsare.
Se la carta di Credito Revolving non viene utilizzata, o viene utilizzata ma gli importi vengono rimborsati per intero, non si paga alcun interesse.

Gli interessi che le banche applicano sulle somme prestate vengono calcolate in base al Tan e il Taeg.

Il tan è il tasso annuo nominale, ed è in qualche modo espressione parziale di ciò che si pagherà, mentre il Taeg, il tasso effettivo globale, come spiega bene la dicitura, è ciò che effettivamente ci verrà addebitato, tenendo conto di tutte le spese, incluse le commissioni e le imposte.

Questi interessi, se pur variano da istituto ad istituto, sono naturalmente spese sempre presenti e rappresentano il costo del denaro prestato, il guadagno della banca, anzi parte di esso.

Esiste infatti anche la quota associativa da corrispondere annualmente alla banca per la tenuta in esercizio della carta e del conto ad essa associato.
Molte banche applicano una spesa fissa in un'unica soluzione, al momento del rilascio della carta revolving, cui si somma la quota associativa da corrispondersi annualmente.
Spesso poi le spese ma soprattutto gli interessi variano a seconda dell'affidabilità del cliente e della sua solvibilità: a rischio maggiore, infatti, corrisponderà un interesse più alto, a clienti con buoni profili e ratings vengono applicate le condizioni migliori.

Attenzione dunque nel leggere i prospetti delle banche, quelli indicati potrebbero essere tassi non applicati e non applicabili a tutti, e le condizioni praticate a voi potrebbero essere ben diverse.
Tra le varie spese in elenco viene applicata anche una quota sull'invio dell'estratto conto ed un bollo su ogni estratto conto, costi per le emissioni dei duplicati qualora ve ne servissero e commissioni su eventuali ritardi di rimborso rata o superamento del limite di credito. Anche queste variano da banca a banca seppur sempre presenti.

In breve riguardo le spese fisse della Carta Revolving:
Ogni banca pratica condizioni diverse, e le spese addebitate e soprattutto gli interessi variano anche in considerazione del vostro rating personale e indice di rischio. Più basso il rating più alti gli interessi.
Ci sono spese di apertura, quote associative annuali per la carta, a cui si sommano spese di imposta di bollo per ogni estratto conto, spese per l'invio di ogni estratto conto, e spese applicate, che sono variabili, sui ritardi nel pagamento della rata di restituzione.

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