Buoni Obbligazionari Comunali (Boc)

Secondo l'articolo 35 della legge 23/12/ 1994 n. 724 e successivo regolamento attuativo del 29/01/1996 emanato dal Ministero del Tesoro, anche i Comuni possono emettere titoli: i BOC, che sono obbligazioni di scopo, ovvero il cui ricavato può essere utilizzato solamente per investimenti specifici (e non per coprire le spese correnti dell'amministrazione comunale), quindi per opere pubbliche per le quali è stata già stesa una progettazione, in tal modo l'investitore può verificare come saranno impiegati i suoi soldi.

I Buoni Ordinari Comunali sono titoli obbligazionari al portatore, soggetti a ritenuta fiscale; hanno durata minima di 5 anni e massima di 20, con emissione alla pari1 e con importo minimo di 1000 Euro.
Le cedole sono a 3, 6 o 12 mesi, ad importo fisso o variabile, nel caso di tasso variabile, l’indicizzazione è basata sui tassi dei BOT.

L'emissione dei BOC richiede comunque che l'ente emittente abbia buone condizioni economiche, lì ove non vi siano dissesti finanziari.

Il rimborso dei BOC è a rate costanti frazionate per la durata del prestito e si differenzia da quello previsto per i Titoli di Stato perché i sottoscrittori riscuotono, ad ogni singola scadenza di cedola, una somma comprendente sia gli interessi che una parte dell'investimento (quindi il frutto delle cedole successive sarà calcolato sul capitale rimasto, togliendo ad esso la parte già rimborsata), mentre per le obbligazioni statali il rimborso del capitale avviene in un'unica soluzione.

I BOC non sono garantiti dallo Stato, gli investitori hanno come garanzia di solvibilità, la delega di pagamento che i Comuni rilasciano alla banca tesoriera, che a sua volta si garantirà con un accantonamento del 25% sui tributi e redditi di capitale del Comune.

1 Emissione alla pari
Il Titolo viene emesso all'asta con prezzo pieno, ovvero al suo valore al momento della nomina (100%).

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