La Bancarotta Preferenziale

La bancarotta è un tipo di reato che segue un avvenimento economico drammatico quale il fallimento. Anzi, può seguire, poiché trattandosi di reato si verifica quando il soggetto compie atti illegali, più o meno volontariamente a seguito di un fallimento.
Quando si parla di bancarotta semplice, si intende un atto o una serie di atti, dichiarati involontari, da un tribunale. Involontari perché attuati inconsapevolmente o involontariamente, da un soggetto dichiarato fallito.
Tali atti danneggiano i creditori, ma il danno non è apportato da atti volontari con l'intento di danneggiare; anche se comunque di reato si tratta e comunque si verifica un danno alle parti creditrici, da parte del soggetto già fallito. Specificamente il codice civile italiano parla anche di imprudenza.
Occorre dunque una sentenza di fallimento, già esistente, perché si possa parlare di bancarotta. Di qualunque tipo sia la bancarotta.
A seguito di fallimento, il soggetto debitore, riceve ordine da parte del giudice e dal curatore fallimentare, di procurare una serie di documenti e notizie che chiariscano e praticamente "fotografino" la propria posizione economica e finanziaria, al momento in cui il fallimento si verifica.
Ciò al fine di verificare quali siano i beni posseduti, i flussi di contante di cui il soggetto dispone, e meglio garantire così i creditori che devono rientrare in totale o in parte, dei denari prestati o investititi.

In Italia il fallimento può essere dichiarato solo da una figura professionale, mentre in altri paesi anche un soggetto privato, un normale cittadino. In ogni caso, quando un soggetto fallisce i creditori hanno diritto a rivalersi sui beni del soggetto fallito, in base al principio di equità (par condicio creditorum), ed in base alle garanzie ricevute al momento della concessione del prestito.

Lo stato viene tutelato per primo, quando debba rientrare di tasse dovute e non pagate, poi esiste una gerarchia dei debitori, in base a principi basati sull'equità. Non si possono, cioè, favorire alcuni creditori a scapito di altri.
Il 3 comma dell'art. 216 del R. D. n. 267/42 prevede il reato di bancarotta preferenziale ed implica proprio questo; è un tipo di reato, compiuto dopo avere dichiarato fallimento, che agevola alcuni creditori e ne sfavorisce di conseguenza altri.
Ciò avviene ad esempio, quando si simulano diritti di prelazione, quando si forniscono informazioni sul proprio stato patrimoniale ad un creditore, ed invece le si cela a tutti gli altri e così via.
Art. 216, comma 3, R. D. n. 267/42: È punito con la reclusione da uno a cinque anni il fallito, che, prima o durante la procedura fallimentare, a scopo di favorire, a danno dei creditori, taluno di essi, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione. Art. 2741 cod. civ. I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause legittime di prelazione.

La bancarotta preferenziale in breve.
Il reato di bancarotta preferenziale avviene quando, a seguito di un fallimento, il soggetto fallito agevola alcuni creditori a scapito di altri. Fornendo informazioni confidenziali, oppure nascondendo informazioni, falsificando documenti per fare ottenere a qualcuno un improprio vantaggio.
I creditori dovrebbero godere tutti di par condicio e l'unica forma di vantaggio è stabilita dalla legge, sotto forma di garanzie scritte, prelazioni e ipoteche.

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