La Carta Carburante

La carta carburante, anche chiamata scheda carburante, se può essere uno strumento utile per i privati, è indispensabile per imprese e professionisti. Per gli autotrasportatori, i rappresentanti di commercio, per qualunque categoria professionale debba effettuare frequenti spostamenti e viaggi su ruote. Siano essi dipendenti, titolari o autonomi.
La normativa italiana prevede il divieto, per i gestori dei distributori di carburante, di emettere fatturazione. Ciò vale naturalmente sia per la benzina, che per il gasolio o GPL.
La normativa offre pochissime eccezioni, dunque in assenza di fatturazione esiste per molti la necessità di dimostrare il costo sostenuto per il carburante; sia per potere dedurre le spese sostenute dal proprio reddito imponibile, sia naturalmente per poter scaricare l'Iva.

Per documentare l'acquisto del carburante è quindi prevista la facoltà di utilizzare un documento sostitutivo della fattura che prende il nome di scheda carburante o di carta carburante.
È una facoltà, non un obbligo; va dunque richiesta e non ha altra funzione se non quella di documentare le spese sostenute per il carburante a fini fiscali.

La compilazione della carta carburante è comunque responsabilità dell'utilizzatore, errori ed omissioni nella sua compilazione possono avere conseguenze spiacevoli.
La carta carburante è comunque un documento fiscale, sostitutivo di una fattura, quindi se un privato può tenerla come nota personale sui costi sostenuti mensilmente, ai fini fiscali non sarà di nessuna utilità.

L'impresa invece, oppure il professionista, dovrà attivare e compilare una scheda carburante per ogni veicolo utilizzato per motivi professionali e compilarla debitamente ad ogni rifornimento di carburante.
Ad ogni rifornimento il gestore della pompa dovrà inserire la data, l'importo speso dal cliente per il carburante ed anche apporre la propria firma o un timbro.
La mancanza di anche uno solo di questi dati, oppure la sua illeggibilità impedirà di farne corretto uso ai fini fiscali, e l'importo non sarà detraibile, nemmeno ai fini dell'Iva.

A cura dell'impresa proprietaria del veicolo, invece, sarà l'annotazione dei chilometri totali percorsi, che va regolarmente aggiornata; mensilmente oppure trimestralmente.
Mentre il singolo libero professionista o lavoratore autonomo, non è soggetto a quest'obbligo.

La scheda carburante deve poi indicare e specificare tutti i dati dell'impresa, inclusa la partita Iva, nonché tutti i dati del veicolo, a cui la carta carburante si riferisce, inclusa la targa del mezzo.
Molti gestori appongono solo la firma o il timbro ma non la data e l'importo esatto del rifornimento, è bene sapere che in caso di controlli e verifiche, ci possono essere problemi per schede compilate dal gestore solo parzialmente.
In genere, se il veicolo è un bene strumentale appartenente ad un'impresa, ed utilizzata esclusivamente per lavoro, l'Iva relativa all'acquisto di carburante si scarica totalmente.
Se invece si tratta ad esempio di un libero professionista che utilizza il mezzo anche per fini personali e familiari, l'Iva si detrae per il 40%.

Molti pensano che le carte carburante debbano essere obbligatoriamente in un formato unico, quei cartoncini standard che si trovano di solito. Mentre invece si può utilizzare qualunque formato a scelta, anche un semplice formato A4 per la stampante.
Determinante è solo che compaiano tutti i dati essenziali per la validità e che la carta sia compilata correttamente.

Breve riepilogo sulla carta carburante.
La carta carburante è un documento fiscale essenziale per professionisti ed imprese, la cui compilazione corretta è essenziale. La compilazione è onere del rifornitore del carburante e dell'utilizzatore o proprietario del veicolo.

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