La Carta Moneta

Ci si affeziona alla cartamoneta del proprio paese, diventa non solo bene di scambio ma parte della vita e dei ricordi di ciascuno, collezione per alcuni.
La cartamoneta cambia con i tempi, si modifica, si rimpicciolisce, o sparisce come nel caso della vecchia, cara Lira, che da qualche tempo ha fatto posto all'Euro.

La cartamoneta racconta la storia di un paese e l'evoluzione della cultura.
Molti anni fa le 500 Lire erano di carta e raffiguravano la lupa di Roma, passarono poi alla riproduzione di una scultura presente alla Banca d'Italia formato da forme allegoriche: la Legge, la Finanza e l'Economia. L'ultima versione poi furono stampate con il busto di Cerere.
Le Mille Lire più recenti, raffiguravano Maria Montessori, mentre le Duemila Lire Galileo Galilei.

La storia della cartamoneta italiana comincia nel 1861, alla proclamazione del regno d'Italia, esisteva già la Lira piemontese, che dopo l'unificazione d'Italia divenne Lira Italiana.
In particolare la legge numero 449, proclamata il 10 Agosto del 1893, praticamente unificava la Banca Nazionale del Regno d'Italia, la Banca Nazionale Toscana e la Banca Toscana di Credito, in un nuovo istituto: la Banca d'Italia. Successivamente, nel Maggio del 1926 la Banca d'Italia rimase l'unica a poter emettere cartamoneta italiana, per il Regno prima e poi per la Repubblica.

La moneta ha un valore intrinseco, mentre nell'antichità si scambiavano monete in metalli pregiati, la moneta di oggi è cartacea o di metallo non pregiato, ha dunque un valore simbolico assegnato nominalmente ad ogni taglio dallo stato che la emette, la conia e la mette in circolazione. In quantità più o meno ingenti a seconda della situazione economica.

La moneta (in senso stretto) è il circolante emesso dallo stato in un distinto periodo storico. La moneta quindi fa parte della categoria del denaro fino a quando viene accettata dal mercato. Le monete fuori corso e le monete svalutate non sono più denaro, non sono più accettate come pagamento di beni e servizi. Comunque a seconda della loro reperibilità o rarità possono valere anche molto più di prima per collezionisti e numismatici.
In genere più è alto il Pil di un paese (prodotto interno lordo) e più ci sono scambi, quindi c'è bisogno di più moneta per regolare detti scambi.
Quando però esiste molta moneta in circolazione, in particolare più del valore conservato nelle casse dello stato, e meno quella moneta vale. Si verifica cioè il fenomeno chiamato inflazione, ed i prezzi aumentano. In parole semplici, dato che la moneta vale meno, ne occorre di più per comprare lo stesso oggetto.

La svalutazione invece è la perdita di valore della moneta di una paese se paragonata con la moneta di altri paesi. Solitamente si calcola sulla base di una unità ed il cambio si effettua 1 ad 1.
Se ad esempio per comprare un euro servono 1 dollaro più 20 centesimi, allora significa che il Dollaro è più svalutato rispetto all'Euro.
La moneta di ogni paese si usa definire anche divisa.

Breve riepilogo:
La moneta corrente di ogni paese, chiamata anche divisa o moneta in corso legale, viene emessa dalla Banca Centrale del paese medesimo. Ha un valore intrinseco nominale per l'utilizzo all'interno dei confini ed al di fuori di questi deve confrontare il proprio potere di acquisto con le altre monete, svalutandosi o al contrario rafforzando il proprio valore, come nel caso dell'Euro sul Dollaro, al momento.
Molta moneta in circolo serve quando il Pil di un paese cresce. Quando la moneta circolante è però in eccesso, si verifica il fenomeno dell'inflazione

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