Il possibile credito per i Cattivi Pagatori di Genova

Il privato che ha subito un “protesto” può essere certo che il proprio nominativo è stato inserito nell’elenco dei Cattivi Pagatori: un circuito informatico di dati informativi, sui prestiti e finanziamenti.

Se viene richiesto un nuovo finanziamento, la società che dovrebbe erogarlo consulta la Centrale Rischi e se questa segnala che vi sono stati, oltre a ritardi nei pagamenti di precedenti finanziamenti, anche dei protesti, non c’è speranza di veder esaudita la richiesta. Essere protestati significa in altre parole vedersi precluso il ricorso al credito.

Ultimamente, poi, i parametri creditizi si sono notevolmente inaspriti, come segnalato dalle principali associazioni di consumatori Adusbef e Assorisparmiatori, bastano segnalazioni di ritardi davvero minimi nei pagamenti o semplici richieste negate e quindi prestiti non concessi, per non riuscire ad ottenere ulteriori finanziamenti.

Ma cosa devi fare se vuoi un prestito e sei un cattivo pagatore? 
La Cessione del Quinto è la soluzione più  semplice in quanto la garanzia rappresentata dalla trattenuta della rata direttamente sulla busta paga, pari ad un quinto dello stipendio mensile netto, permette di proseguire nella pratica di concessione del finanziamento.
Il datore di lavoro si impegna a trattenere e versare la rata, almeno finché c’è uno stipendio su cui addebitarla, così le Banche non hanno più bisogno di valutare né l’affidabilità del richiedente, né la sua situazione debitoria. Questa soluzione è adatta anche nel caso si abbia bisogno di estinguere i vari prestiti accesi in passato, anche se è consigliabile non aggravare la propria situazione economica accedendo ad un prestito per onorarne un altro.

Se avete già richiesto un prestito allora siete stati registrati nel SIC. E se avete avuto qualche ritardo nel rimborso allora potete essere quasi certi di essere diventati dei “cattivi pagatori”.

Il SIC è il sistema di informazioni creditizie italiano. Ad esso si rivolgono le Banche e le società finanziarie quando devono decidere se concedere o meno un prestito.

Si compone di diverse Banche Dati (dette anche Centrali Rischi) che si distinguono in due categorie:

- a carattere pubblico - la Centrale Rischi della Banca d’Italia (che registra tutte le esposizioni superiori a 75.000 Euro) e la SIA (Società Interbancaria per l’Automazione) che raccoglie le esposizioni da 31.246 Euro a 75.000 euro;

- a carattere privato - che registrano le esposizioni sotto i 31.246 Euro.  e che raccolgono e conservano i dati relativi ai Prestiti Personali.

Quando si parla di Banche Dati sui prestiti personali spesso si parla, erroneamente, di CRIF. In realtà CRIF è solo una delle banche dati operanti in Italia in questo settore. Ve ne sono diverse: Experian, CTC e altre ancora. Il ruolo di CRIF è quello di fornire tutte le informazioni possibili alle Banche sulla situazione finanziaria dei richiedenti i prestiti per limitare al minimo i rischi.

CRIF raccoglie i dati al momento dell’istruzione di una nuova pratica (dati anagrafici, importo richiesto, società erogante) e nel momento dell’accoglimento della domanda (importo concesso, piano di ammortamento del prestito ecc.). Una volta erogato il prestito, infine, le informazioni vengono aggiornate su base mensile con i dati relativi all’andamento dei rimborsi.

Quando richiedete un prestito fiduciario, la Banca consulta on-line il CRIF e ha la possibilità di visualizzare immediatamente la vostra situazione debitoria e lo "storico" dei pagamenti. Gli unici prestiti personali che fanno eccezione a questa procedura sono quelli mediante Cessione del Quinto o Delega di Pagamento in cui la situazione finanziaria del richiedente non viene mai valutata.

Sono previsti dei tempi ben precisi di conservazione dei dati, allo scadere dei quali le informazioni vengono eliminate automaticamente senza necessità di una richiesta specifica da parte dell’interessato. Le richieste di finanziamento possono essere conservate per 1 mese se rifiutate dalla banca o rinunciate dal cliente, invece in casi di morosità e ritardi di pagamento i dati vengono conservati per i tempi sottoindicati:

  • Per 1 anno dalla regolarizzazione, se il ritardo di pagamento ha riguardato al massimo 2 rate e nel caso non si registrino successivi ritardi;
  • Per 2 anni dalla regolarizzazione, quando il ritardo di pagamento ha riguardato più di 2 rate o si è prolungato per più di 2 mesi e nel caso non si registrino successivi ritardi;
  • Per 3 anni dalla data di scadenza del contratto se invece il ritardo non è stato poi sanato.
  • I prestiti conclusi positivamente, infine, vengono conservati per 3 anni dalla data di scadenza del contratto.

E’ importante sapere che non è possibile cancellare i dati “negativi” prima di tali date, bisogna quindi diffidare di chi assicura una cancellazione dal sistema di informazioni creditizie.

Molte persone finiscono nelle mani di truffatori nel tentativo di cancellare i propri dati dal database del SIC, questa pratica è vietata dalla legge e non è possibile, diffidate quindi da chi ve la propone.
I soli casi in cui è possibile una cancellazione sono quando si è stati truffati perché ci hanno sottratto i dati personali ed hanno acceso un prestito con il nostro nome, in tal caso, documenti alla mano, è possibile farsi cancellare come cattivo pagatore.

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