Legge 266: clausola su Cessione Quinto per iscritti non Inpdap.

Sono interessati a questa modifica i lavoratori nuovi assunti e pensionati che pur essendo dipendenti pubblici, sono iscritti a enti previdenziali diversi dall’Inpdap e che decidono di contrarre un prestito con Cessione del Quinto. Questo porta ad una trattenuta mensile da parte dell’Inpdap dello 0,15% per i pensionati e dello 0,35% per i lavoratori, ovvero un ulteriore tributo a carico dei lavoratori e dei pensionati; a meno che l’interessato non notifichi all’Inpdap volontà contraria all’Adesione; dalla prima trattenuta sulla busta paga o sulla pensione ci sono 6 mesi di tempo per recedere dall’iscrizione, diversamente è considerato tacito assenso.

Non cambia nulla invece per i lavoratori e pensionati iscritti Inpdap che avranno la consueta trattenuta legata al Fondo Credito, sempre dello 0,15% per i pensionati e dello 0,35% per i lavoratori attivi e che vogliano accedere ai prestiti Inpdap.

Ecco la stesura della legge 266:

La finanziaria del 2006, al comma 347, apporta modifiche alla legge 180 del 1950, sulla Cessione del Quinto.

Comma  347. Con il medesimo decreto di cui all’articolo 13-bis, comma 2, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono altresì stabilite le modalità di accesso alle prestazioni creditizie agevolate erogate dall’INPDAP, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, anche per i pensionati già dipendenti pubblici che fruiscono di trattamento a carico delle gestioni pensionistiche del citato Istituto, ivi compresa l’iscrizione alla gestione unitaria autonoma di cui all’articolo 1, comma 245, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonché per i dipendenti o pensionati di enti e amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, iscritti ai fini pensionistici presso enti o gestioni previdenziali diverse dall’INPDAP. 

Vedi anche le guide:

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