Disposizioni INPS nel prestito con Cessione del Quinto

Disposizioni INPS sulla Cessione del Quinto, approvate dal Consiglio di Amministrazione dell’Inps con delibera n.46 del 9 maggio 2007

Articolo 1 Ambito di applicazione

Con le presenti disposizioni si definiscono le modalità applicative delle disposizioni in materia di prestiti ai pensionati estinguibili con cessione fino ad un quinto della pensione contenute nell’articolo 1 del D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, come modificato e integrato dall’articolo 13 bis, comma 1, lett. a), della legge 14 maggio 2005, n. 80 e dall’articolo 1, comma 346, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, ed attuate dal D.M. 27 dicembre 2006, n. 313 (di seguito “Decreto”). Le succitate disposizioni vengono integralmente richiamate nelle seguenti Disposizioni.

Articolo 2 Intermediari finanziari autorizzati

L’Istituto procede a dare esecuzione alla cessione del quinto per i prestiti concessi esclusivamente dagli intermediari individuati dall’articolo 1 del Decreto. L’esecuzione dei contratti di cessione è altresì subordinata all’accettazione delle presenti Disposizioni da parte dei predetti intermediari finanziari.

Con lo stesso modulo di accettazione devono essere comunicati all’’Istituto i seguenti dati: · Codice ABI e CAB · numero e data di iscrizione UIC; · ragione sociale e indirizzo della Sede Legale;

· partita IVA; · coordinate bancarie di un unico conto corrente scelto per l’effettuazione del versamento mensile delle quote di pensione oggetto di cessione.

Articolo 3 Richiesta e rilascio della comunicazione di cedibilità

Il pensionato, prima della stipula del contratto di cessione, richiede alla Sede INPS che ha in carico la propria pensione, attraverso le modalità stabilite dall’Istituto, la comunicazione di cedibilità. La Sede rilascia la predetta comunicazione di cedibilità in accordo con quanto stabilito agli articoli 5, 6, 7, 8, 9.

Articolo 4 Notifica della cessione La notifica della cessione può essere effettuata in qualsiasi forma, purché avente data certa alla Sede

dell’Istituto che ha la gestione dei trattamenti pensionistici del cedente. L’istituto non sarà responsabile per ritardi, nell’esecuzione dei contratti, dovuti a notifiche erroneamente indirizzate a strutture Inps non competenti in base al criterio individuato al precedente comma, ovvero con modalità diverse da quelle stabilite dall’Istituto nel rispetto delle disposizioni vigenti. I contratti notificati alle Sedi Inps dovranno risultare stipulati nel rispetto delle norme in materia di trasparenza e di pubblicità delle condizioni contrattuali, come previsto dall’articolo 1, comma 346, della legge n. 266 del 2005, nonché dall’articolo 7 del Decreto. Il piano di ammortamento del finanziamento deve avvenire a rate mensili costanti, fatte salve le variazioni intervenute ai sensi del successivo articolo 8.

Articolo 5 Trattamenti non cedibili

Non possono formare oggetto della cessione di cui alle presenti disposizioni i seguenti trattamenti erogati dall’Istituto: · pensioni e assegni sociali; · trattamenti di invalidità civile;

· assegno mensile per l'assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità di cui all’articolo 5 della legge 12 giugno 1984, n. 222; · assegni straordinari di sostegno al reddito;· pensioni a carico degli Enti creditizi; · assegni al nucleo familiare. In accordo con quanto previsto dall’articolo 52 del D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, nel caso in cui oggetto del contratto di cessione sia un assegno ordinario di invalidità non definitivo il contratto di cessione non può avere una durata superiore al periodo rimanente di validità dell’assegno. In caso di conferma dell’assegno dovrà essere notificato alla Sede competente un nuovo contratto di cessione. Sono cedibili le pensioni liquidate in via provvisoria.

Articolo 6 Quota cedibile Fatte salve le disposizioni di cui al presente articolo e quelle richiamate dagli articoli, 8 e 9, la quota

cedibile è pari ad un quinto della pensione, calcolato al netto delle ritenute fiscali e previdenziali anche sopravvenute. L’importo così determinato deve essere tale che se sottratto al valore della pensione al netto delle ritenute fiscali e previdenziali garantisca la salvaguardia del trattamento minimo.

Qualora l’importo di cui al comma 1 ecceda la differenza tra il netto e la misura del trattamento minimo la quota cedibile deve essere ridotta fino a concorrenza delle predetta differenza. Relativamente ai soggetti titolari di più trattamenti pensionistici la quota di cui al comma 1 e la salvaguardia del trattamento minimo va determinata sul complesso dei trattamenti stessi.

I trattamenti pensionistici di cui all’articolo 5, comma 1, delle presenti disposizioni non sono computabili neppure ai fini della determinazione della quota cedibile ai sensi del precedente comma 4. Nella determinazione della quota cedibile sono computate le quote di maggiorazione della pensione corrisposti ai pensionati a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. Nella determinazione della quota cedibile vanno ricomprese anche le maggiorazioni sociali e altre somme aggiuntive della pensione soggette a verifica reddituale, ancorché concorrano a formare la quota di pensione eccedente il trattamento minimo per la sua totalità.

Articolo 7 T.E.G. applicato al finanziamento

Il T.E.G. applicato ai contratti di finanziamento non può superare la soglia di usura rilevata trimestralmente ai sensi della legge n. 108 del 1996. Per l’applicazione del comma precedente viene preso a riferimento il “tasso soglia” del trimestre di sottoscrizione del contratto di finanziamento.

Articolo 8 Trattenute sulla pensione

L’Istituto avvia le trattenute sulla pensione e la conseguente erogazione della quota ceduta al cessionario non oltre il terzo rateo successivo alla notifica del contratto di cessione. Le rate già scadute verranno recuperate a partire dal primo rateo di pensione sul quale viene effettuata la trattenuta corrente, per il tempo necessario al recupero delle rate arretrate.

Articolo 9 Modifiche della quota cedibile

La quota cedibile è determinata sulla base delle prestazioni erogate al cedente all’atto della comunicazione di cedibilità. La quota cedibile può variare in relazione a successive modifiche delle prestazioni. L’INPS è esonerata da responsabilità conseguenti a variazioni della predetta quota cedibile.

Il nuovo importo della quota cedibile è comunicato al cedente e al cessionario attraverso l’emissione di una nuova comunicazione di cedibilità e la quota così rideterminata continua ad essere trattenuta sulle mensilità successive, fino a diverse comunicazioni da parte del cedente e/o del cessionario.

Articolo 10 Eliminazione della pensione

In caso di eliminazione della pensione l’Istituto ne dà tempestiva comunicazione al cessionario. Il cessionario si impegna a restituire all’Istituto entro sessanta giorni dalla predetta comunicazione eventuali quote di pensione corrisposte dopo l’avvenuta eliminazione. Il mancato rispetto di quanto stabilito al comma precedente comporta la revoca dell’accettazione all’esecuzione dei contratti di cessione da parte dell’Istituto concessa ai sensi di quanto stabilito all’articolo 2.

Articolo 11 Estinzione anticipata di prestiti Il cessionario dovrà comunicare tempestivamente alla Sede INPS competente l’eventuale estinzione

anticipata del prestito da parte del cedente. L’INPS provvede all’interruzione delle trattenute sulla pensione entro i 60 giorni successivi alla comunicazione di cui al comma precedente. Il cessionario sarà tenuto al rimborso diretto al cedente di eventuali quote di pensione ad esso corrisposte dall’Istituto a partire dal mese successivo alla notifica dell’estinzione del prestito. Qualora l’estinzione del prestito in essere sia avvenuta per consentire la stipula di un’ulteriore contratto di finanziamento con cessione del quinto della pensione si applicano gli articoli 3 e 4 delle presenti Disposizioni.

Articolo 12 Rimborso oneri

Il cessionario si impegna a corrispondere all’Istituto un onere annuo per l’attività prestata. Nei confronti degli intermediari finanziari che hanno sottoscritto la convenzione di cui all’articolo 8 del D.M. n. 313 del 2006 l’onere, da corrispondersi annualmente in via anticipata per dodici mensilità, per ciascun contratto di cessione, è pari a 1,5 volte l’importo applicato dalle Poste Italiane S.p.A. per ogni operazione di versamento in c/c postale (attualmente € 1,00X12 mensilitàX1,5), oltre gli oneri di legge. Nei confronti degli intermediari finanziari che non hanno sottoscritto la citata convenzione l’onere, da corrispondersi annualmente in via anticipata per dodici mensilità, sarà pari a euro 65 (sessantacinque) per ciascun contratto di cessione.

Articolo 13 Pubblicazione Alle presenti Disposizioni e alle eventuali successive modificazioni verrà data pubblicazione, sul sito internet dell’Istituto e nelle altre forme che verranno decise dagli Organi dell’Istituto.

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