Guida ai prestiti per Cattivo Pagatore a Bergamo

Vi siete recati in banca per richiedere un prestito, ma vi viene comunicato che non è possibile erogare il denaro in vostro favore, poiché il nostro nome è iscritto nella lista delle Centrali Rischi? Vuol dire che siete stati catalogati come Cattivi Pagatori. Com’è possibile? L’ultimo prestito in nostro favore era stato accettato ed era stato ripagato fino alla fine…a parte una sola rata pagata in ritardo.

Infatti anche gli eventi più semplici, ed oltretutto risolti, comportano l’iscrizione nelle liste dei cattivi pagatori. Vediamo cosa succede quando per qualche problema commettiamo qualche insolvenza nei pagamenti.

Le Centrali Rischi

Le banche e gli altri enti che erogano finanziamenti, prima di prestare il denaro al proprio cliente, controllano che questo non sia iscritto nella lista dei Cattivi Pagatori.
Vengono controllati tutti i dati relativi allo stato finanziario del probabile futuro cliente, al fine di verificare la regolarità della sua situazione finanziaria e minimizzare i rischi per chi presta il denaro, in modo da non ritrovarsi cliente di qualcuno che probabilmente quel denaro non lo restituirà.

Tali dati sono memorizzati nel SIC (Sistema di Informazioni Creditizie) nel quale vengono immagazzinate le memorie, relative ai prestiti stipulati da chiunque abbia fatto richiesta di un prestito.
Il SIC non è centralizzato, ma gestito da varie società pubbliche e private che operano insieme nel campo e vengono definite Centrali Rischi.
Impropriamente si parla di CRIF, ma CRIF (assieme ad altre aziende come Experian e CTC) in realtà è una delle tante società che operano nella raccolta di questi dati.
Le società private gestiscono i dati nel caso venga richiesto un prestito inferiore ai 31.246 Euro. Nel caso il prestito superi tale somma i dati vengono gestiti da 2 società pubbliche: la SIA (Società Interbancaria per l’Automazione) nel caso il prestito sia inferiore ai 75.000 Euro ed oltre questa somma, i dati sono memorizzati dalla Centrale Rischi della Banca d’Italia.

Cosa può fare il cittadino

Se ci viene rifiutata la richiesta di accesso al prestito, a causa dell’iscrizione del proprio nome nelle Centrali Rischi, si ha il diritto, in base alla legge sulla privacy, di poter conoscere lo stato dei propri dati personali e la motivazione che ha comportato la trascrizione in tali liste.

Le persone possono richiedere la cancellazione dalle banche dati solo in determinati casi, quali truffe o altre azioni non legali; non è possibile procedere altrimenti in alcun modo.

Tuttavia i dati stessi vengono automaticamente cancellati dopo determinati periodi di tempo senza che la persona interessata debba prendere qualche provvedimento di sorta, ma solo se il debito è stato estinto.
Nel caso un prestito venga rifiutato si viene iscritti nella Centrale Rischi per 1 mese dalla richiesta. Se invece il cliente ritarda nel pagamento di 2 rate, i propri dati vengono trascritti nella Centrale Rischi e conservati per 1 anno dall’ultima insolvenza; nel caso le rate non pagate puntualmente, siano più di 2 oppure nel caso il ritardo si prolunghi per 2 mesi, i dati vengono conservati per 2 anni. Nel caso le rate non vengano più pagate i dati vengono conservati per sempre.

Anche una volta pagato regolarmente il prestito, i dati vengono conservati per i successivi 3 anni dalla scadenza.

Cosa fare se veniamo truffati

Malauguratamente un truffatore può risalire ai nostri dati personali, ad esempio sottraendoci il portafogli o frugando nella nostra cassetta delle lettere alla ricerca di dati importanti, con i quali richiedere un prestito a nostro nome.
Potremmo accorgercene perché ci arrivano richieste di pagamento, o perché quando chiederemo un prestito ci verrà rifiutato in quanto iscritti nelle Centrali Rischi per il mancato pagamento di un finanziamento a nostra insaputa.

Presso le varie associazioni dei consumatori è possibile richiedere assistenza e supporto.

Una volta effettuata la denuncia presso le autorità competenti, è possibile mandare tramite l’apposito modulo, alla CRIF o ad una società equivalente, la richiesta di cancellazione dalla lista dei Cattivi Pagatori con allegata la denuncia, i dati del finanziamento e infine i propri dati personali.

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