Prestiti: Anatocismo Bancario

Per Anatocismo Bancario o capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi, si intende l'applicazione di interessi non solo sul debito, ma anche sugli interessi prodotti da quel debito. 

Le banche hanno applicato tale pratica (Anatocismo Bancario) sui Conti Correnti e sui Mutui fin dal 1952, imponendole al cliente in virtù di clausole N.U.B. (norme bancarie unitarie) redatte dall'ABI (art. 7 condizioni generali N.U.B.) atte a tutelare gli interessi delle banche stesse. 

Sentenze della Giurisprudenza e della Corte di Cassazione si sono alternate negli anni a favore o contro l'applicazione dell'anatocismo nel sistema bancario e ciò non ha aiutato a fare chiarezza sulla prassi; finchè la sentenza n° 21095 del 4/11 /2004 della Corte di Cassazione, pronunciata a Sezioni Unite, ne ha dichiarato inequivocabilmente l'illegalità, confermando definitivamente l'orientamento della Corte Suprema. 

Nell'Anatocismo Bancario gli interessi prodotti da un debito venivano calcolati alla fine di ogni trimestre e sommati al capitale che li aveva prodotti (formando il "montante" = capitale + interessi)  tale somma, così aumentata, produceva altro profitto successivamente. 

Ciò provocava un diseallineamento di rendita tra gli interessi che venivano conteggiati trimestralmente per il saldo a debito e quelli a credito dove il calcolo avveniva invece a fine anno; questo, aggiunto al fatto che gli interessi passivi sono sempre più alti di quelli attivi, creava una grande disparità a favore della banca tra la percentuale che la somma doveva fruttare al cliente e gli interessi che la banca applicava ai conti in rosso; inoltre tutte le contabilità amministrative di chiusura del conto, se avvengono trimestralmente (quattro volte l'anno) comportano un ulteriore carico sulle spese del conto corrente. Oggi le banche sono obbligate ad applicare ai conti correnti la stessa periodicità di conteggio sia per gli interessi passivi che per quelli attivi ed è comunque vietata la capitalizzazione degli interessi prodotti dal debito.

Per un esempio pratico di anatocismo bancario, facciamo un calcolo molto semplicistico (semplicistico in quanto calcoliamo gli interessi sul numero dei mesi, mentre il tasso di interesse va rapportato al numero dei giorni di ciascun trimestre, inoltre teniamo conto solo degli interessi semplici) :

  • la banca pratica un tasso del 10% sul debito del conto (ipotizziamo un tasso fisso)
  • il calcolo avviene ogni tre mesi
  • il conto corrente è in rosso di 1000,00 € 

liquidazione del 1° trimestre su un debito di 1000 Euro:

(10% di 1000 €  =  100 € diviso 12 mesi e moltiplicato per 3 mesi (calcolo trimestrale) = 25 €)  

1000 € + 25 € = 1025 €  

liquidazione del 2° trimestre su un debito divenuto di 1025 Euro:  

(10% di 1025€  =  102,5 € diviso 12 mesi e moltiplicato per 3 mesi = 25,625 €)  

1025 € + 25,625 € = 1050,625 €  

liquidazione del 3° trimestre su un debito divenuto di 1050,625 Euro:  

(10% di 1050,625 €  =  105,0625 € diviso 12 mesi e moltiplicato per 3 mesi  = 26,265625 €) 

1050,625  € + 26,265625 € = 1076,890625 €  

liquidazione del 4° trimestre su un debito divenuto di 1076,890625 Euro:   

(10% di 1076,890625 €   =  107,6890625 € diviso 12 mesi e moltiplicato per 3 mesi  = 26,922265625 €)  

1076,890625  € + 26,922265625 € = 1103,812890625  €  

Totale interesse sugli iniziali 1000 € di debito:  Euro 103,812890625 

in questo modo ogni 3 mesi l'interesse del capitale iniziale va a sommarsi al capitale stesso (capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi) formando una somma maggiore sulla quale sarà poi applicato lo stesso principio e così via. 

Mentre se viene applicato il calcolo sui 1000 Euro che dobbiamo alla banca, senza la capitalizzazione trimestrale e di conseguenza senza anatocismo, il calcolo sarà:

  • (10% di 1000 €  =  100 €)
  • liquidazione annuale:  1000 € + 100 € = 1100 €  
  • Totale interesse su 1000 € di debito:  € 100

Chiaramente il calcolo sugli interessi applicati dalla banca è molto più complesso perchè oltre al conteggio degli interessi passivi semplici (Interessi = Capitale x Giorni x Tasso : 365)  tiene conto anche di una serie di voci che concorrono alla formazione del Tasso Globale Effettivo (TEG) ad esempio la commissione di massimo scoperto.

In merito alla norma che si pronuncia sugli interessi, bisogna risalire al 1942 - all'art. 1283 del Codice Civile:

"In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi" 

in effetti il suo contenuto non vieta l'applicazione dell'anatocismo in assoluto, ma pone piuttosto delle eccezioni:

  • in mancanza di usi contrari
  • interessi dovuti almeno per sei mesi
  • solo dal giorno della domanda giudiziale
  • convenzione posteriore alla loro scadenza

ed è su queste eccezioni che le sentenze contro l'anatocismo si sono appoggiate.

Dal 1999 sentenze della Corte di Cassazione (n. 2374 del 16/3/99 - n. 3096 del 30/3/99  - n. 3845 del 17/4/99 - n. 12507 del'11/11/99 e successive nn. 6263/01; 1281, 4490, 4498, 8442/02; 2593, 12222, 13739/03) hanno dichiarato nulle le clausole che portano ad una capitalizzazione trimestrale degli interessi, ponendo l'accento sugli usi e dichiarando le clausole non facenti parte di un uso normativo (riguardante una norma, un'ordinamento), bensì negoziale (una N.B.U. non può trasformarsi in uso normativo perchè clausola di negoziazione bancaria) e quindi in contrasto con l'art. 1283 del C.C. e perchè ciò avviene per convenzione stipulata prima della scadenza degli interessi e quindi in conflitto con un'altra disposizione dell'art, 1283: "convenzione posteriore alla loro scadenza". 

In particolare: 

sentenza n. 2374 del 16.3.1999 : “E’ nulla la previsione contenuta nei contratti di conto correnti bancari, avente oggetto la capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal cliente, giacché essa si basa su un mero uso negoziale e non su di una vera e propria norma consuetudinaria ed interviene anteriormente alla scadenza degli interessi”. 

sentenza n. 3096 del 30.3.1999:  “La capitalizzazione trimestrale degli interessi da parte della Banca sui saldi di conto corrente passivi per il Cliente non costituisce uso normativo, ma uso negoziale, come tale inidoneo ad operare automaticamente con effetto integrativo del contratto, essendo stata tale diversa periodicità della capitalizzazione (più breve rispetto a quella annuale applicata a favore del cliente sui saldi di conto corrente per lui attivi alla fine di ciascun anno solare) adottata per la prima volta in via generale su iniziativa dell'ABI nel 1952 e non essendo connotata la reiterazione del comportamento dalla opinio iuris ac necessitatis”. 

Sempre nel 1999 l’art. 25 del controverso Decreto Legislativo n. 342/1999, comma 2,  introduce un nuovo comma all’art. 120 del Decreto Legislativo n. 385/1993 del TUB (Testo Unico Bancario):  "Il CICR (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio che vigila sul credito, tutela il risparmio e delibera) stabilisce modalita' e criteri per la produzione di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni poste in essere nell'esercizio dell'attivita' bancaria, prevedendo in ogni caso che nelle operazioni in conto corrente sia assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicita' nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori".

Il 9/2/2000 la delibera del CICR determina modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi scaduti e fissa l’obbligo per le banche di riconoscere ai correntisti pari periodicità per il conteggio degli interessi attivi e passivi; contiene, inoltre disposizioni sulla trasparenza contrattuale (art.6) sulle disposizioni transitorie (art.7) e sulle modalità di calcolo degli interessi sui conti correnti (art.2). 

L'importante successiva sentenza n° 21095 del 4/11 /2004 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite non lascia più spazio ad interpretazioni
qui la trovate estesa

oltre ad avvalorare le precedenti contro l'anatocismo bancario, afferma l’illegittimità, anche per il passato, degli addebiti bancari per anatocismo, obbligando le banche a restituire le somme incassate anche negli anni precedenti (possibile tramite modulo per richiesta alla propria banca e a condizione di aver conservato i documenti cartacei): 

“Le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal correntista devono considerarsi nulle anche se contratte prima del nuovo orientamento della Giurisprudenza del 1999, che ha negato la sussistenza di un uso normativo al riguardo”  

Malgrado successive sentenze abbiano continuato a ribadire la posizione contro l'anatocismo estendendo i principi già applicati per i conti correnti, anche ai contratti di mutuo, la materia continua ad essere argomento scottante, che rischia purtroppo ancor oggi di rimanere soggetta a confusa e complicata interpretazione. 

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