Cessione del Quinto: Confronti con altri tipi di Prestito

La Cessione del Quinto è un prestito personale non finalizzato1 e garantito2

A differenza del prestito finalizzato, non ha bisogno che ne venga definito l’utilizzo, per cui il contraente può decidere di investire la cifra per qualsiasi tipo di spesa o acquisto, senza specificarlo all’ente erogante.

I suoi punti di forza principali sono: non richiede garanzie oltre al TFR ed allo stipendio o pensione; possono ottenerlo svariate tipologie di lavoratori e pensionati, oltre ai protestati e cattivi pagatori; il rimborso del prestito avviene in tempi lunghi; è richiesta un’unica firma per il contratto.

Per contro, il costo complessivo dell’intero finanziamento può essere più alto rispetto agli altri tipi di prestito ed il TFR rimane bloccato e a disposizione dell’assicurazione fino a completa estinzione del debito.

Vediamo le altre tipologie di finanziamento:

Gli altri Prestiti Personali Finalizzati sono accessibili a tutti i lavoratori e pensionati a condizione che non siano protestati o cattivi pagatori. Non sono finalizzati all’acquisto di beni specifici, per cui il contraente può decidere come disporre della somma ottenuta senza che ne debba specificare l’utilizzo. Del rimborso si occupa direttamente il beneficiario del prestito, tramite rate versate con bollettino postale. Il suo più indicativo svantaggio consiste in un tasso d’interesse più alto, poiché questo prestito offre minori garanzie all’ente erogante sul suo recupero.

I Prestiti Delega (o Doppio Quinto) sono legati alla Cessione del Quinto in quanto, su richiesta del lavoratore e con il consenso del datore di lavoro, è possibile aggiungere una rata alla Cessione del Quinto, che diventerà appunto Doppio Quinto (40% dello stipendio). Si richiede in genere quando si ha bisogno di un prestito maggiore; l’ammortamento del finanziamento avviene sempre tramite trattenute sulla busta. Il suo svantaggio, ovviamente, consiste in una trattenuta maggiore sullo stipendio, essendo la rata di 2/5 dello stipendio. Non sono ammessi a questo tipo di prestito i pensionati.

I Prestiti Finalizzati, definiti prestiti al consumo, sono accesi per l’acquisto di beni e servizi, quindi il loro utilizzo è definito; l’importo del finanziamento viene erogato direttamente al venditore di bene o servizio presso il quale il consumatore ha acquistato, ed è il venditore stesso che si occuperà della pratica per il prestito, presso una finanziaria. Gli interessi sono generalmente più bassi ed è un prestito accessibile da tutti i lavoratori e pensionati, ma non dai protestati, cattivi pagatori o pignorati.

I Prestiti Senza Busta Paga si possono ottenere senza percepire uno stipendio, a patto che siano coperti da garanzie alternative, ad esempio un immobile (ipoteca). Quindi sono accessibili a tutti coloro che possono portare un bene a garanzia del prestito, a sostituzione della busta paga. Se non si possiedono beni di cui la banca possa disporre in caso di mancato pagamento, è richiesta la firma di un garante (denominato coobbligato) che garantisca, appunto, con beni di sua proprietà.

I Prestiti Fiduciari sono non finalizzati all’acquisto di beni o servizi, in genere sono richiesti da chi ha un problema di liquidità e vengono erogati anche a chi ha già un finanziamento in corso; possono ottenerlo tutti i profili di lavoratori dipendenti e autonomi, i pensionati ed i professionisti; richiedono una buona posizione creditizia, per cui non sono ammessi i  protestati ed i cattivi lavoratori; il tasso d’interesse e la rata mensile sono d’importo fisso. Prevede la possibilità di estinguere anticipatamente il prestito. In alcune circostanze è necessaria la firma di un garante.

I Prestiti Vitalizi Ipotecari sono ottenibili da pensionati sopra i 65 anni e proprietari di un immobile residenziale, a garanzia del prestito vitalizio. La stima dell’immobile è importante per valutare la cifra stanziabile, che di solito è compresa tra un minimo del 15% ed un massimo del 50% del valore dell’immobile; altro fattore determinante è l’età del richiedente il prestito, che più sarà elevata, maggiore sarà il finanziamento. Questo tipo di prestito viene richiesto per affrontare spese impreviste o per integrare la pensione; il beneficiario non deve preoccuparsi di versare le rate, ciò spetterà successivamente agli eredi che potranno scegliere di saldare il debito pagandone le rate, vendendo l’immobile o rinunciando ad esso, lasciandolo a disposizione dell’ente che ha erogato il finanziamento. Il prestito deve essere rimborsato entro un anno dal trapasso del contraente dopodiché la finanziaria mette il bene all’asta.

Attenzione perché il Prestito Vitalizio prevede gli interessi sugli interessi, ovvero il debito viene ricapitalizzato; questa pratica si chiama anatocismo bancario (nel caso di prestito vitalizio vengono calcolati solo interessi a debito, visto che non vi sono interessi a credito) 3 ed è prevista soltanto per questa tipologia di finanziamento, diversamente, è vietata per legge.

 

1 Prestito personale, non finalizzato: la somma prestata non ha un fine particolare, non è finalizzata all’acquisto di un bene specifico e può essere utilizzata liberamente dal richiedente. Per qualsiasi tipo di spesa.

Prestito finalizzato: definito “credito al consumo”; finalizzato all’acquisto di beni e servizi, è un prestito accordato da banche o enti finanziatori per acquistare un prodotto a rate.

2 Prestito garantito: ottenibile attraverso specifiche garanzie: una busta paga, una pensione o altro tipo di reddito o di bene.

3 Anatocismo bancario: o Capitalizzazione degli Interessi Passivi. Gli interessi vengono applicati non solo sul debito, ma anche sugli interessi prodotti da quel debito e sommati al capitale che li ha prodotti, la somma, così aumentata, produce altro profitto per la banca.

Perché non vi sia Anatocismo non deve esserci una differenza di trattamento nel conteggio degli interessi passivi e di quelli attivi del conto corrente, che deve avvenire a fine anno sia per gli uni che per gli altri; se il saldo a debito viene conteggiato trimestralmente e quello a credito viene conteggiato annualmente e considerato che gli interessi passivi sono sempre di tasso maggiore rispetto al frutto del conto corrente e contengono anche tutte le spese di gestione del conto, ecco che il conteggio tra interessi passivi ed interessi attivi non risulta equo.

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