Cessione del Quinto – Obblighi del Datore di Lavoro

Per quanto concerne la Cessione del Quinto e gli obblighi del datore di lavoro, occorre fare una distinzione tra impiego pubblico ed impiego privato.

Il lavoratore che chiede un prestito con Cessione del Quinto, dà il consenso a trattenere dalla sua busta paga la quota corrispondente al 20% del suo stipendio netto, fino all’avvenuta estinzione del debito, ma è il datore di lavoro che trattiene la rata dalla retribuzione mensile, impegnandosi a versarla all’istituto che ha erogato il prestito, entro il mese successivo a quello cui la quota si riferisce.

Nel caso dell’impiego pubblico, il datore di lavoro è obbligato ad accettare la domanda del lavoratore, ovvero non può esimersi dallo svolgere gli obblighi che gli competono, che consistono in:

  1. firmare i moduli occorrenti:
  • Certificato di Stipendio ad uso Cessione del Quinto -
  • Stato di Servizio  -
  • Atto di Benestare -
  1. trattenere mensilmente dallo stipendio del lavoratore la quota da versare all’ente finanziatore, fino al pagamento del debito.
  2. In caso di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, aspettativa o per dimissioni, il datore è comunque obbligato a trattenere gli importi maturati dal lavoratore presso la propria azienda (TFR, ultima mensilità, tredicesima ed eventuale quattordicesima, ferie non utilizzate) e versarli all’istituto di credito per estinguere in parte o in tutto il debito residuo.
  3. Nel caso in cui il lavoratore cambi azienda, il vecchio datore di lavoro deve comunicare al nuovo datore i conteggi delle ritenute eseguite e dei versamenti effettuati.

Per quanto riguarda il Prestito Delega o Doppio Quinto, la decisione spetta al datore di lavoro, il quale può rifiutarsi di sottoscrivere la richiesta di finanziamento, se ritiene che vi siano validi motivi.

In caso di impiego privato, il datore di lavoro non è obbligato a firmare la richiesta del lavoratore, poiché non esiste una legge che glielo impone; uno dei motivi del rifiuto può essere una spesa in più per l’azienda, infatti la trattenuta della rata sullo stipendio e il versamento di questa all’istituto di credito, comporta un passaggio in più sulla gestione della busta paga e quindi una maggiorazione di spese commercialistiche.

Il datore di lavoro non ha nessuna responsabilità per quanto riguarda il corretto pagamento del prestito, in quanto è semplicemente incaricato di versare la rata e non corre nessun rischio in caso d’insolvenza, a meno che il lavoratore possa dimostrare che le rate sono state trattenute sulla busta paga ma non sono state versate, in tal caso l’ente finanziatore si rivarrà sul datore di lavoro.

Per assolvere ai suoi obblighi il datore di lavoro necessiterà del Modulo Delega firmato dal lavoratore, per il consenso a trattenere dallo stipendio la rata da versare per l’estinzione del finanziamento.

La solidità economica di una ditta è una delle garanzie richieste per un prestito con Cessione del Quinto. Le banche preferiscono finanziare i dipendenti di aziende pubbliche o statali, i pensionati e i lavoratori di aziende private più grandi. Le piccole aziende private devono avere la contabilità in ordine, essere costituita da almeno 3 anni; i dipendenti devono essere in numero superiore a cinque.  

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