Come ottenere un prestito se siete Cattivi Pagatori a Venezia

Come è noto, le società di credito stabiliscono criteri e caratteristiche necessarie affinché possa esservi l'effettiva erogazione del capitale. In alcuni casi può accadere che un cliente venga escluso dal finanziamento perché è risultato essere un "Cattivo Pagatore a Venezia".

Ma cosa si intende per "cattivo pagatore o protestato"?

Colui che ha ritardato il pagamento delle rate di un prestito di qualsiasi entità, di un mutuo o di una cambiale, ma anche l'imprenditore privato che non ha saldato il pagamento di una fattura.
Quando si verificano situazioni del genere, al soggetto inadempiente, considerato "poco affidabile", viene negata la possibilità di usufruire nuovamente di un prestito, mutuo o pagamento rateizzato ed il suo nome farà parte dell'elenco della "Centrale dei Rischi" della Banca d'Italia o di un istituto privato, all' interno del quale sono riportati appunto i dati sui clienti che hanno debiti con banche o finanziarie.

Detto ciò sembrerebbe che chi si trova in una posizione di cattivo pagatore a Venezia non abbia possibilità di accesso al prestito; in realtà, esistono altre forme di finanziamento alle quali anche il cattivo pagatore può fare riferimento:

La "Cessione del Quinto dello stipendio" ed il "Prestito Cambializzato"

Per quanto concerne la "Cessione del quinto dello stipendio a Venezia", essa permette all'istituto creditore di trattenere, direttamente dalla busta paga del lavoratore richiedente, l'importo relativo alla rata del prestito (in genere si tratta, come il nome stesso fa capire, della quinta parte dello stipendio).

Questa soluzione è di solito la più "ricercata" dalle banche e dalle finanziarie, proprio perché trattenere una parte dello stipendio del cliente per coprire le rate mensili (a tasso fisso), rappresenta per loro una sicurezza.

L’altra possibilità è il "Prestito Cambializzato a Venezia", che permette di rimborsare le rate mensili a quota costante, tramite l’utilizzo delle cambiali bancarie, usufruendo generalmente di un tasso fisso.

Vi sono differenze che riguardano il tipo di impiego del richiedente il prestito: per i lavoratori dipendenti è obbligatoria la presentazione del proprio TFR, mentre ai lavoratori autonomi verrà richiesta la presenza di una polizza vita di almeno 2 anni.

Il capitale, una volta svolte le pratiche, viene versato tramite un assegno circolare intestato al titolare o tramite un bonifico sul conto corrente bancario dello stesso. Tale prestito viene concesso anche a chi è in pensione, ma in questo caso è d'obbligo la presentazione di una certificazione da parte dell' INPS.

E' fondamentale ricordare, infine che non è possibile essere cancellati dall'elenco dei Cattivi Pagatori, dunque dalla Centrale dei Rischi, tranne nel caso in cui si è stati vittime di una truffa o di un raggiro, o se scadono i termini per la conservazione dei dati del cliente.

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