Prestito per cattivi pagatori a Varese

Anche i cittadini di Varese, come di molte altre città italiane, hanno problemi con il pagamento delle rate dei prestiti. A volte quando si chiede un prestito, si possono avere delle difficoltà nel pagamento delle rate per i più disparati motivi. Se però queste difficoltà diventano ritardi o addirittura mancati pagamenti allora si corre il rischio di incappare in seri problemi.

Il rischio più concreto è quello di vedere il proprio nominativo inserito in una delle centrali rischi. Le centrali rischi sono, per semplificare, delle grandi banche dati in cui sono raccolti i dati dei cattivi pagatori, cioè dei soggetti che ritardano – o non assolvono – il pagamento di un debito. Le centrali di rischio per i cattivi pagatori sono consultabili dagli istituti di credito non solo a livello Regionale o per la città di Varese, ma anche a livello nazionale.

Le centrali rischi pubbliche sono due. La prima è la centrale rischi gestita dalla Società Bancaria per l’Automazione e riguarda i finanziamenti da 30.000 a 75.000 euro. La seconda, per gli importi oltre i 75.000 euro, è gestita direttamente dalla Banca d’Italia.
Per quanto riguarda i finanziamenti al di sotto dei 30.000 euro si passa a società private, la più importante delle quali è il CRIF.

Il CRIF è una società privata che si occupa di informazioni creditizie. Ha sede a Bologna. Cancellarsi dalla sua banca dati, come da qualsiasi altra, è illegale, quindi bisogna diffidare dai siti o dalle persone che offrono questi servizi. È però possibile consultare la propria situazione presso il CRIF in qualsiasi momento (e in modo del tutto gratuito) collegandosi al sito www.modulorichiesta.crif.com

Le differenti centrali rischi possono conservare i dati in loro possesso da un minimo di 12 mesi a un massimo di 36 mesi per le mancanze più gravi. Come detto in precedenza non è possibile cancellarsi da esse, fanno eccezione i casi – documentabili – di truffa o raggiri.

Se si è etichettati come cattivi pagatori sia in Varese che in tutta la regione Lombardia può essere difficile accedere al credito, ma non è certamente impossibile, specialmente in caso di ritardi lievi.

L’opzione migliore, quando possibile, è accedere a un prestito con cessione del quinto dello stipendio. Si tratta di un prestito la cui restituzione è fatta da parte del richiedente mediante trattenuta diretta sulla busta paga invece del normale pagamento tramite rate. Dato che si appoggia direttamente sulla fonte di reddito del contribuente, è un prodotto molto più sicuro rispetto al normale prestito personale e quindi le banche e gli istituti di credito sono propensi a offrirlo anche a cattivi pagatori, spesso con prodotti dedicati. Lo stesso prodotto è disponibile anche ai pensionati della Lombardia, anche se spesso con più limitazioni.

A volte accade che i cattivi pagatori siano lavoratori autonomi. In questi casi spesso la situazione è delicata in quanto questa categoria di lavoratori non è sempre molto amata da banche e istituti di credito per via della minor costanza del loro reddito e mancanza di solide garanzie. Diventa quindi difficile per loro accedere al credito se segnalati come cattivi pagatori.

L’unica possibilità è spesso il prestito ipotecario. Si tratta di un prodotto spesso usato anche da lavoratori autonomi non segnalati che non possono produrre garanzie. In pratica quando si ricorre a questo prodotto si apre l’ipoteca della propria casa (di proprietà), che resta vincolata alla banca per tutta la durata del prestito.

Un’altra opzione per i lavoratori autonomi a Varese, ma anche per i dipendenti, può essere il prestito cambializzato. Il prestito cambializzato consiste nell’erogazione di una somma di denaro che sarà restituita dal soggetto richiedente tramite cambiali.

Questa soluzione viene spesso accettata dagli istituti perché le cambiali sono titolo di credito e quindi accettate come pagamento. Proprio per questo motivo questo tipo di prestito non passa solitamente attraverso il controllo del CRIF e delle altre banche dati. Ciononostante è sempre richiesta una garanzia.

Il TFR è quella più utilizzata, ma non tutte le categorie ne sono in possesso. Ai soggetti più giovani o ai lavoratori autonomi sono spesso richieste delle polizze vita o la garanzia di un terzo soggetto (solitamente parenti o familiari).

In risalto

Il consiglio è quello di vagliare con attenzione il maggior numero di possibilità e non fermarsi alla prima o alla seconda offerta, anche se vengono dall’istituto o dalla banca vicino a casa.

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