Anziani impegnano la pensione per prestiti

Prestiti e cessione di quinti dei pensionati per aiutare nipoti e figliGli anziani sempre di più e in tutta Italia chiedono prestiti o finanziamenti con la cessione del quinto, per aiutare i propi figli che hanno problemi con il pagamento delle rate di mutui e prestiti.

I pensionati sono sempre più preoccupati per la situazione conomica di figli e nipoti.
L’assegno fornito dall'stituto Inps non è più sufficiente, ed arrivare alal quarta settimana incomincia ad essere un serio problema.
Sempre più anziani decidono di richiedere prestiti e finanziamenti, fornendo la loro pensione come unica garanzia.

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domenica 30 novembre 2008
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Attenzioe nuovo Virus informatico ce minaccia il Banking Online

Virus informatico attacca i risparmi dei conti correntisti
Utenti della rete e del banking online fate attenzione, al momento è in circolo un nuovo Virus informatico che mette a rischio i vostri risparmi.

Il nome di questo virus è Mebroot un Trojan che sti sta espandendo velocemente nella rete.

Il virus Mebroot ha sottratto circa 800.000 euro da diversi conti bancari correnti dei loro clienti, ignari del tutto.
Il virus o programma informatico ingannevole ed illecito invia i dati di accesso del vostro e-banking a dei ladri che li utilizzano per sottrarre denaro ai legittimi proprietari, attraverso l’intermediazione di complici più o meno ignari (ma perseguibili penalmente) di solito attirati con mail del tipo “guadagna stando a casa”.

In caso siete stati colpiti dal Virus, se la banca ritiene che siano siano state prese tutte le necessarie precauzioni da parte del cliente può risarcire la somma in questione.

Fate sempre molta attenzione alle operazioni che state effettuando con il servizio di banking online.
Prestate attenzione ad eventuali messaggi email fraudolente, non cedete per nessun motivo i vostri dati sensibili con facilità.

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Prestiti e debiti


Prestiti online vi segnala questa video notizia riguardo il grado di debito delle famiglie italiane sul territorio nazionale che ammonta a 11.500 euro.
La Basilicata sembra la regione con meno indebitamento e presiti in italia, invece in netto contrasot il Trentino Alto Adige con oltre 16500 euro di prestiti e debiti vari a carico delle famiglie.

Nord italia in generale in rosso per il caro vita.

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giovedì 27 novembre 2008
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Crisi finanziaria - Alcune buone pratiche per far fronte alla crisi

Prestiti tra privati per affrontare la crisi economicaZopa.it e Car Sharing Italia: due buone pratiche per far fronte alla crisi.

Annunciata oggi una partnership tra le due realtà: vantaggi reciproci per chi fa parte delle due community.

Zopa.it consente alle persone di prestarsi denaro direttamente online, tagliando fuori banche e finanziarie e ottenendo condizioni più vantaggiose. Car Sharing Italia permette di fare a meno di tutti i costi fissi dell’auto privata, condividendo con altri un vero e proprio parco macchine da utilizzare quando serve.

Gli ambiti sono sicuramente diversi, ma il DNA è lo stesso. Una community di persone, l’aiuto della tecnologia, la possibilità di soddisfare i propri bisogni in modo nuovo, con vantaggi molto concreti per se stessi e la gratificazione di rimettere al centro le esigenze delle persone in carne ed ossa e dell’ambiente che le circonda. Forti di questo DNA comune Zopa.it e Car Sharing Italia hanno scelto oggi di ‘contaminarsi’, grazie ad un accordo che prevede vantaggi per tutti i membri di una community che desiderino ‘sperimentare’ anche l’altra.

E la partnership è resa ancora più attuale dalla crisi economico-finanziaria che stiamo attraversando. Eliminare tutti i costi fissi dell’auto privata senza rinunciare alla vettura come opzione di mobilità, così come chiedere un prestito con un TAEG medio del 9,6% (contro il 16,16% medio delle società finanziarie per prestiti fino a 5.000 euro, fonte: Banca d’Italia) o investire il proprio denaro prestandolo direttamente ad altri con un rendimento medio del 7,7% sono infatti pratiche innovative che consentono di far fronte alla crisi in modo intelligente, risparmiando e senza privarsi necessariamente di ciò di cui si ha bisogno.

‘Sin dai nostri primi passi abbiamo considerato Car Sharing Italia come naturale compagno di strada – ha ricordato Carlo Vitali, Marketing Manager Zopa.it - . Entrambi rispondiamo in maniera diversa a bisogni per i quali le soluzioni tradizionali spesso sono più dispendiose e poco efficaci. In tempi di crisi i consumatori colgono ancora meglio il valore aggiunto delle nostre due community. Nei dieci giorni successivi al crollo mondiale delle Borse le nostre iscrizioni sono cresciute del 65%. È anche per questo che abbiamo deciso di unire le forze: per far conoscere e sperimentare ai membri delle nostre rispettive community la possibilità di una alternativa, resa ancora più utile e concreta dai tempi che corrono’.

‘Abbiamo subito accolto la proposta di Zopa.it di accostare le nostre realtà in una convenzione per i rispettivi soci - dichiara Andrea Poggio, Presidente di Car Sharing Italia -. Come noi, Zopa fa del concetto di community uno dei punti fondamentali per la riuscita dell’iniziativa. In comune abbiamo anche il fatto di essere assolutamente innovativi, nel tentativo di trovare soluzioni alternative ai problemi di attualità come la sostenibilità dei prestiti e della mobilità. Ci auguriamo che questo accordo tra Zopa e Car Sharing Italia contribuisca ad una maggiore diffusione di entrambi i servizi, e a facilitare lo scambio di idee innovative tra chi già ne conosce e apprezza uno dei due.”

I ‘carsharisti’ che da oggi scelgono di diventare anche Zopiani avranno uno sconto di 50€ sull’importo che devono ripagare se sono Richiedenti e l’azzeramento per un anno delle commissioni dovute a Zopa.it se sono Prestatori. Gli Zopiani che invece scelgono di far parte di Milano Car Sharing otterranno un bonus iniziale di 25 € sull’utilizzo della vettura.

Zopa.it è la prima community di social lending presente in Italia che consente alle persone di prestarsi denaro direttamente online, tagliando fuori gli intermediari tradizionali, ottenendo condizioni più vantaggiose e restituendo un volto umano alla finanza personale. La community di Zopa (ZOna di Possibile Accordo) è fatta da Richiedenti (chi chiede un prestito, da 1.500 a 15.000 € ) e da Prestatori (chi investe prestando ad altri, da 100 a 50.000 €) che interagendo direttamente tra loro determinano i tassi. Zopa.it ha il solo ruolo di facilitatore: crea il mercato e ne fissa le regole, assicura l’efficienza e la funzionalità del sistema, valuta il merito creditizio dei Richiedenti (A+, A, B, C), gestisce le transazioni tra le parti e suddivide sempre l’importo prestato tra 50 diversi Richiedenti per minimizzare il rischio dei Prestatori. Il modello Zopa è nato nel marzo 2005 nel Regno Unito (dove conta oggi più di 220mila iscritti). In Italia la community ha aperto al pubblico il 16 gennaio 2008 e oggi conta circa 27 mila iscritti. L’importo che con Zopa.it le persone si sono scambiate direttamente online ha ormai superato i 3 milioni e mezzo di euro. La Lombardia è al primo posto per numero di Zopiani iscritti.

Car Sharing Italia rappresenta una valida alternativa all'auto di proprietà. L’utilizzo del servizio car sharing non è solo un vantaggio per l'utente, è un grande vantaggio per l'ambiente. Ogni auto in car sharing sostituisce 5 auto private. Car Sharing vuol dire meno auto(im)mobili in sosta sulla strada, liberando spazio prezioso nelle nostre città. Il car sharing è sostenibile per l’ambiente ma anche per il cliente, perché rinunciando all’auto di proprietà si eliminano tutti gli oneri ad essa connessi. Oggi il servizio conta ca. 2000 utenti, 75 macchine e 44 parcheggi distribuiti su Milano e Provincia. Dal 2007 Car Sharing Italia è entrata a far parte del circuito ICS (Iniziativa Car Sharing): gli utenti iscritti al servizio di Milano possono utilizzare il servizio in tutta Italia. I dati di utilizzo, come i soci, sono in crescita: i clienti car sharing percorrono in media 45 km al mese facendo circa 6 ore di utilizzo.

Per maggiori informazioni sul prestito comunitario seleziona questa guida Prestito comunitario

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giovedì 20 novembre 2008
Inserito da: Admin, 23.10 | Link | 0 Commenti

Elenco aziende credito al consumo

Il portale Bluenetwork.it è uno strumento utile per cercare sul web le aziende italiane nel settore prestiti, credito al consumo e finanza. Elenchi suddivisi per categorie e località. I servizi proposti dalle migliori aziende in Italia, con recapiti telefonici indirizzi internet, mappa e cartine stradali.

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martedì 18 novembre 2008
Inserito da: Simona, 10.13 | Link | 0 Commenti

Gestione e amministrazione dei crediti

La funzione di gestione e amministrazione dei crediti, soprattutto se esternalizzata al factor in maniera continuativa e completa, rappresenta il punto focale nel raffronto tra le tradizionali forme di finanziamento bancario dell’interscambio commerciale e il factoring.
Orbene, le difficoltà di valutazione non riguardano unicamente le imprese cedenti, per le quali gli stessi factors sono in grado di fornire delle stime che, con un buon margine di approssimazione, consentono alle aziende di effettuare le proprie scelte, quanto piuttosto le banche che, grazie ai cambiamenti introdotti dalla normativa, si affacciano solo ora su questo mercato, in precedenza di esclusivapertinenza di specialisti.
A tutta evidenza, ciò comporta un’attenta analisi costi/benefici che ponga a confronto due diverse ipotesi: una soluzione interna, mediante la quale la banca sia in grado di offrire direttamente alla propria clientela l’intera gamma degli strumenti finanziari, ivi compreso il factoring, anche nella sua più completa accezione, oppure il mantenimento della situazione attuale, dove lo svolgimento dell’operazione è demandato a società appositamente costituite e direttamente controllate.

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domenica 16 novembre 2008
Inserito da: Cristiano, 15.46 | Link | 0 Commenti

I finanziamenti diretti a medio e lungo termine

Tra le varie forme di acquisizione di risorse destinate al finanziamento del capitale fisso d’impresa un posto sicuramente predominante rivestono i prestiti bancari a scadenza protratta, contraddistinti da una durata contrat­tuale superiore a diciotto mesi. L’entrata in vigore del testo unico ha equipa­rate tutti gli intermediari creditizi, consentendo loro di erogare finanzia­menti a medio e lungo termine senza più alcuna distinzione di tipo istituzio­nale, che caratterizzava invece la normativa precedente, dove l’operatività a scadenza protratta era riservata agli istituti di credito speciale, peraltro con molte eccezioni soprattutto per quanto concerne il segmento a medio termi­ne (non superiore cioè a cinque anni), nell’ambito del quale, pur in maniera limitata da prestabiliti massimali, anche le aziende di credito potevano con­cedere credito.
A differenza dei prestiti a breve scadenza, che si è soliti considerare destinati in maniera indifferenziata al finanziamento del capitale d’eserci­zio, indipendentemente dallampiezza dei cicli produttivi, il credito a sca­denza protratta viene spesso indicato come credito «di scopo», per il quale cioè si rende necessario stabilire una stretta relazione tra il prestito erogato e l’investimento destinato a essere finanziato, In realtà già da tempo la dot­trina ha dimostrato che ciò non risulta sempre possibile né, in taluni casi auspicabile: benché infatti il prestito possa essere de­stinato all’acquisto o alla costruzione di un determinato bene da inserire nel contesto produttivo, l’impresa intera beneficia del nuovo investimento realizzato e viene posta così in grado di produrre un livello di profittabilità tale da garantire il rimborso, in linea capitale e interessi, del finanziamento ottenuto.

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Inserito da: Cristiano, 15.24 | Link | 0 Commenti

Findomestic finanzia l'acquisto del camper

Se desiderate acquistare un camper nuovo o usato?
Potete richiedere un finanziamento camper con il Credito Camper di Findomestic.
Il Finanziamento può arrivare fino a 60.000,00 euro, con possibilità di rimborso fino a 84 mesi per l’acquisto di camper, sia nuovi che usati; offrendo dei tassi più bassi per richieste di finanziamento superiori a 25.000,00 euro.

Potete anche accedere al finanziamento on line.

I recquisiti che bisogna possedere per accadere al finanziamento:
- Età compresa tra i 18 e i 65 anni
- Reddito dimostrabile
- Residenza nel territorio italiano

Modalità d'erogazione:
- bonifico sul tuo vostro corrente bancario
- assegno, direttamente a casa vostra, con racomandata assicurata

Modalità di rimborso
- addebito diretto sul tuo conto corrente (procedura RID)
- pagamento con bollettino postale

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Inserito da: Cristiano, 15.10 | Link | 0 Commenti

I fondi pensione

I fondi pensione, che erogano un trattamento previdenziale integrativo a quello offerto dal sistema previdenziale pubblico, basato sulla cor­responsione di una rendita vitalizia. Esistono due tipologie di fondi pensione:

negoziali o chiusi, riservati in via esclusiva ai lavoratori appartenenti a una determinata categoria professionale o settoriale, alimentati dai contri­buti versati da parte dei lavoratori stessi e dei datori di lavoro;

aperti, creati su iniziativa di intermediari finanziari (banche, compa­gnie di assicurazione, società di gestione del risparmio, società di interme­diazione mobiliare), ai quali possono aderire tutti i lavoratori dipendenti che non abbiano un apposito fondo di categoria e i lavoratori autonomi.

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sabato 15 novembre 2008
Inserito da: Cristiano, 17.18 | Link | 0 Commenti

La gestione di patrimoni

La gestione di patrimoni, in primo luogo, consiste nel mandato rilascia­to dal cliente alla banca di attuare per suo conto operazioni di investimento e di disinvestimento in valori mobiiari (gestione di patrimoni mobiliari — GPM) o in quote di organismi di investimento collettivo del risparmio (fondi comuni di investimento e SICAV — Gpr) al fine di incrementare il valore del patrimonio conferito, Il gestore si occuperà di scegliere gli strumenti finan­ziari da inserire in portafoglio, di modificarne la composizione e di negoziar­li al momento opportuno per conto del cliente.

Quest’ultimo, a sua volta, dovrà fornire al gestore tutti gli elementi informativi necessari per consentir­gli di impostare una linea di gestione effettivamente personalizzata; il clien­te, ad esempio, dovrà esplicitare le disponibilità monetarie detenute, la pro­pensione al rischio, le esigenze di diversificazione valutaria, le aspettative di rendimento.

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Inserito da: Cristiano, 17.11 | Link | 0 Commenti

I servizi di gestione del risparmio

Con l'espressione "servizi di gestione del risparmio" si fa riferimento a tutti gli investimenti finanziari posti in essere dalla clientela che implicano un’effettiva gestione delle sue disponibilità monetarie, attuata direttamente dalla banca o da un altro intermediario da essa partecipato o con il quale sussistono accordi distributivi.
Le principali caratteristiche di base che si rinvengono con una certa re­golarità in tali servizi sono:
il collocamento di strumenti finanziari emessi da organismi diversi dalla banca anche se, eventualmente, ad essa variamente legati;
• l’impossibilità per la banca di ottenere attraverso tali operazioni risor­se finanziarie con le quali alimentare l’attività di concessione di prestiti;
• il trasferimento sul cliente del rischio di liquidità associato alle opera­zioni di raccolta indiretta;
• la contabilizzazione «sotto la linea» di stato patrimoniale.
Il risparmio gestito comprende, prevalentemente, le gestioni patrimo­niali, le polizze assicurative, i fondi pensione, i fondi comuni di investimen­to, le SICAV e i piani di accumulo attuati a valere su tali strumenti.

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Inserito da: Cristiano, 16.58 | Link | 0 Commenti

La cessione di un quinto dello stipendio

I prestiti contro cessione del quinto dello stipendio rappresentano, con ogni probabilità, la forma tecnica più datata di credito al consumo: la loro introduzione risale infatti ai primi del Novecento e la loro esplicita regola­mentazione è avvenuta nel 1950 con due decreti presidenziali, i quali hanno stabilito che tali prestiti possono essere concessi a lavoratori dipendenti uni­camente da banche e da enti finanziari e assicurativi a ciò espressamente au­torizzati. L’erogazione avviene in un’unica soluzione, secondo lo schema ti­pico del mutuo, mentre le rate mensili di rimborso vengono versate direttamente dal datore di lavoro all’istituto finanziatore in misura non superiore a una quota della retribuzione (non superiore a un quinto della stessa), fino a completa copertura del prestito ottenuto, degli interessi maturati e delle spese relative. La durata e l’importo sono determinati in relazione all’am­montare dello stipendio percepito, alla prevedibile durata del rapporto di lavoro e all’anzianità del dipendente, poiché il creditore ha facoltà di rivaler­si sul trattamento di fine rapporto in caso di risoluzione del rapporto di lavo­ro. Il finanziatore si tutela poi ulteriormente attraverso l’accensione di una polizza assicurativa (a premio unico) contro i rischi di morte, cessato impie­go, malattia e collocamento in aspettativa del finanziato.

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giovedì 13 novembre 2008
Inserito da: Cristiano, 14.54 | Link | 1 Commenti

Il credito non finalizzato

Il credito non finalizzato non prevede invece alcuna verifica sulla desti­nazione dello stesso da parte del finanziatore, il quale si preoccupa solamen­te che la restituzione avvenga secondo le modalità e nei tempi prestabiliti.

Tuttavia, anche in questo caso, sia pure a semplice scopo informativo, il be­neficiario del prestito deve indicare la destinazione che intende dare alla somma ricevuta.

Il mercato del credito al consumo ha avuto negli ultimi anni un notevole impulso: ciò ha contribuito ad àmpliare la gamma dei prodotti offerti dalle diverse categorie di operatori, introducendo nuove forme tecniche e modifi­cando quelle già esistenti al fine di meglio adeguarle alle esigenze della clien­tela.

Tenuto conto di diversi criteri, quali la struttura tecnico-giuridica, la scadenza, la presenza o l’assenza di finalizzazione, è possibile attualmente distinguere le principali tipologie di finanziamento in prestiti:

1. personali (finalizzati e non);
2. rotativi;
3. contro cessione del quinto dello stipendio;
4. con carte di credito.

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mercoledì 12 novembre 2008
Inserito da: Cristiano, 16.25 | Link | 0 Commenti

Il credito al consumo finalizzato

Il credito al consumo finalizzato viene erogato con lo scopo di finanziare l’acquisto di specifiche categorie di beni ed è contraddistinto dal fatto che il finanziatore verifica che la somma prestata venga effettivamente utilizzata per il fine dichiarato nella richiesta di affidamento fatta dal cliente.

Ciò può avvenire tramite l’autorizzazione data da quest’ultimo al finanziatore di versare direttamente la somma di denaro al venditore del bene o del servizio al cui acquisto è destinato il prestito, oppure attraverso la costituzione di forme di garanzia sul bene oggetto del finanziamento.

A eccezione del caso in cui sia lo stesso vendito­re a intermediare il prestito, risulta peraltro molto difficile per il soggetto finan­ziatore controllare l’effettiva destinazione del credito accordato.

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Inserito da: Cristiano, 16.19 | Link | 0 Commenti

Il credito al consumo

Con il termine credito al consumo si intende l’insieme di tutti quei cre­diti accordati a soggetti diversi dalle imprese, spesso indicati con il termine famiglie o consumatori oppure ancora privati, per acquistare beni mobili e servizi destinati al soddisfacimento di bisogni personali o familiari eccedenti le disponibilità monetarie immediate, escludendo quindi ogni finalità pro­duttiva connessa a tale tipologia di crediti.

Il credito al consumo costituisce dunque uno strumento per accrescere la capacità di acquisto attuale di un soggetto in previsione di future entrate, con le quali si darà luogo al rimbor­so del prestito ottenuto.

Prima di passare in rassegna le principali tipologie di prodotti che nel settore del credito al consumo hanno assunto una certa importanza, pare opportuno soffermarsi brevemente sulla distinzione tra credito finalizzato e non finalizzato, effettuata sulla base dell’effettivo accertamento della desti­nazione del prestito concesso.

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Inserito da: Cristiano, 16.05 | Link | 0 Commenti

Il rischio di insolvenza

Il rischio di insolvenza, infine, è quello più tipico e connaturato all’atti­vità della banca di prestatrice di fondi e consiste nell’eventualità che le som­me erogate a titolo di finanziamento non siano rimborsate in tutto o in parte.
Tale rischio, inoltre, ha assunto rilevanza assoluta negli ultimi anni in cui si è assistito a una crescita estremamente significativa degli episodi di insolvenza delle imprese finanziate e, più in generale, a un deterioramento della qualità del portafoglio prestiti.
Le differenti tipologie di prestiti sono soggette a un rischio di insolvenza in linea di principio assai disomogeneo.
In primo luogo, è opinione comune che i crediti di firma siano caratterizzati da una più contenuta rischiosità ri­spetto a quelli per cassa, proprio in quanto la banca non procede inimedia­tamente ad alcun esborso monetario.
Tuttavia, in linea di fatto, anche i cre­diti di firma possono comportare l’insorgere di conseguenze negative per la banca, a fronte dell’inadempienza della controparte per cui ha prestato ga­ranzia e, in quanto tali, le valutazioni che precedono la concessione di un credito di firma non possono essere sommarie o puramente formali.
Nei crediti garantiti, invece, il rischio di insolvenza non è eliminato né limitato, ma si accresce la possibilità per la banca di rientrare dalla sua espo­sizione; la garanzia, in altri termini, serve unicamente per consentire alla banca di rivalersi in caso di inadempienza della controparte e non accresce a priori la solvibilità del richiedente fido.
I prestiti autoliquidabili, infine, risultano teoricamente meno rischiosi per l’intermediario che ha la possibilità, almeno in caso di autoliquidabilità in senso lato, di richiedere l’adempimento della prestazione al soggetto de­putato al rimborso a scadenza e, in caso di sua inadempienza, ha la facoltà di rivalsa nei confronti del cliente affidato.
In ogni caso, e a prescindere dalla forma tecnica, la crescente rischiosità dell’attivo bancario richiede che le banche pongano particolare attenzione al processo non solo di erogazione del fido e di scelta della più idonea forma tecnica, ma anche di gestione e di monitoraggio del rapporto con il cliente affidato.

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martedì 11 novembre 2008
Inserito da: Cristiano, 17.07 | Link | 0 Commenti

Il rischio di cambio


Il rischio di cambio, insorge qualora la banca presenti posizioni in valuta non di conto che potrebbero essere influenzate negativamente da sfavorevoli modifiche nel rapporto di cambio con l’euro.


Il processo di in­ternazionalizzazione dei mercati e quello di liberalizzazione, del resto, han­no incentivato le banche a emettere passività e a concedere finanziamenti denominati in valuta.


La copertura del rischio associato a tali operazioni può essere attuata, da un lato, mediante un sostanziale pareggiamento delle posi­zioni attive e passive in essere in ciascuna valuta e, dall’altro, tramite oppor­tune operazioni su strumenti derivati.

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Inserito da: Cristiano, 16.58 | Link | 0 Commenti

Il rischio di tasso di interesse



Il rischio di tasso di interesse, invece, si manifesta quando variazioni nei tassi di mercato inducono effetti sfavorevoli sui rendimento di attività e di passività finanziarie che scadono all’interno di un dato orizzonte di inve­stimento, da cui promanano flussi finanziari da reinvestire alle nuove condizioni di mercato o che sono oggetto, nel periodo citato, di riprezzamento.

Una modalità molto semplice per contenere tale rischio consiste nell’avva­lersi di attività e passività a tasso variabile, che possano adeguarsi, almeno in parte, alle mutate condizioni di mercato.

Inoltre la banca può porre in essere operazioni di copertura mediante l’utilizzo di strumenti derivati quali futu­res, options, swaps,forward rate agreements.

La gestione strategica e opera­tiva di questo rischio rientra comunque, come si è accennato, all’interno del­le tecniche di assets-liabilities management.

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Inserito da: Cristiano, 16.50 | Link | 0 Commenti

Il rischio di trasformazione delle scadenze

Il ri­schio di trasformazione delle scadenze che si manifesta ogniqualvolta le banche presentino un marcato sfasamento tra la scadenza media dde attivi­tà e la scadenza media delle passività.
Un esempio classico al riguardo è rap­presentato dalla concessione di prestiti a scadenza protratta mediante disponibilità monetarie raccolte a breve termine.
A tutta evidenza, in questo caso, l’intermediario è soggetto al rischio che richieste e prelievo del deposito av­vengano anteriormente al rimborso del finanziamento concesso inducendo, pertanto, un rischio di liquidità; inoltre una variazione dei tassi di mercato potrebbe avere un impatto non omogeneo sui costi della raccolta e sui ricavi da impieghi in essere facendo emergere anche un rischio e interesse.
Le for­me tecniche di raccolta e di impiego esistenti consentono oggi di gestire in modo consapevole il rischio di trasformazione delle scadenze.
Infatti, gli in­termediari dispongono, ormai, di alcuni strumenti di raccolta a scadenza protratta di cui si possono utilmente avvalere per reperire le disponibilità monetarie con cui alimentare le operazioni di prestito a medio e lungo ter­mine.
In questo modo si realizza un matching tra le scadenze dell’attivo e del passivo che limita strutturalmente le potenziali conseguenze negative di questa tipologia di rischio.
In ogni caso il problema prospettato sarà oggetto di analisi per gli intermediari nell’ambito delle tecniche digestione integrata dell’attivo e del passivo (assets-liabilities management) che vengono ormai adottate per ottimizzare la gestione del rischio di mercato e del rischio di liquidità

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Inserito da: Cristiano, 16.42 | Link | 0 Commenti

Il rischio di liquidità

Il rischio di liquidità, in primo luogo, sorge qualora la banca non abbia la capacità di far fronte prontamente ed economicamente ai suoi impegni in scadenza, le forme tecniche di raccolta e di impiego che determinano l’in­sorgere di un rischio di liquidità più elevato per la banca sono quelle a vista, a scadenza indeterminata, per le quali sussistono notevoli margini di incer­tezza circa il momento in cui verranno prelevate le somme depositate o utilizzate le linee di credito accordate.

L’incertezza è poi accresciuta dal fatto che non solo non è conosciuto il timing dei flussi di cassa che originano da tali poste, ma nemmeno il relativo ammontare.

Da tutto ciò consegue che a esse è associato un rischio che deve essere sempre monitorato in modo at­tento al fine di predisporre le idonee riserve di liquidità.

Le forme tecniche a scadenza, viceversa, presentano una sostanziale prevedibilità del momento in cui avranno luogo i diversi flussi finanziari e del relativo ammontare e consentono quindi una più puntuale pianificazione degli esborsi e degli in­troiti.

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Inserito da: Cristiano, 16.32 | Link | 0 Commenti

I rischi associati ai contratti bancari

I contratti finanziari presentano la caratteristica di attuare una ripartizione del rischio tra i soggetti che li pongono in essere.

In particolare, nello svolgimento della sua attività di intermediazione finanzia­ria, la banca è soggetta a una serie di rischi che possono risultare più conte­nuti o più accentuati in relazione alla forma tecnica di cui si è avvalsa.

È quindi opportuno verificare gli effetti sulla rischiosità bancaria associati al­l’utilizzo delle principali fattispecie contrattuali identificate nelle precedenti classificazioni anche perché, come si avrà modo di evidenziare, il rischio as­sunto dalla banca è poi destinato a riflettersi sulle condizioni applicate alla clientela.

Le tipologie di rischio che, oggi prenderemo in esame sono: il rischio di liquidità, il rischio di trasformazione delle scadenze, il rischio di tasso di interesse, il rischio di cambio e il rischio di insolvenza.

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Inserito da: Cristiano, 16.16 | Link | 0 Commenti

I crediti di firma


I crediti di firma, o non monetari, viceversa ai prestiti per cassa, sono quelli in cui l’esborso monetario della banca non assume caratteri di certezza, ma unicamente di eventualità.


È il caso, tipicamente, di una garanzia prestata dalla banca a fa­vore di un suo cliente che deve adempiere a scadenza a un’obbligazione di pagamento.


La banca non sopporta, in prima battuta, alcuna uscita di cassa per la concessione della garanzia; essa dovrà procedere a un esborso mone­tario in luogo del cliente solo nell’eventualità in cui quest’ultimo dovesse rivelarsi insolvente e il suo credito di firma si trasformerà quindi, in questo caso, in un prestito per cassa.

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lunedì 10 novembre 2008
Inserito da: Cristiano, 17.23 | Link | 0 Commenti

La distinzione tra prestiti per cassa e prestiti di firma


La distinzione tra prestiti per cassa e prestiti di firma, in primo luogo, attiene alla certezza e al timing dell’esborso monetario della banca.


I prestiti per cassa, infatti, sono quelli in cui la banca, una volta completata l’istrutto­ria e decisa la concessione del fido, è soggetta a un esborso monetario certo e spesso immediato.


E quanto avviene, ad esempio, con la concessione di un mutuo o di un’apertura di credito in conto corrente: nel primo caso la banca accredita al mutuatario l’importo concesso, nel secondo pone a disposizione del correntista una linea di credito da utilizzare nei tempi e nei modi da que­sti ritenuti più opportuni.

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Inserito da: Cristiano, 17.13 | Link | 0 Commenti

Le obbligazioni extra euro

Sono obbligazioni emesse da una società, un ente pubblico, uno Stato o un ente sovranazionale espresso in una certa moneta (sterline, dollari, yen ecc.) per raccogliere soldi in diversi Paesi.

Le cedole (trimestrali, semestrali o annuali) possono essere fisse per tutto il periodo o indicizzate a uno o più parametri, mentre la durata dei titoli varia da due a trent’anni.

La cosa più importante da considerare è la solvibilità dell’emittente, vale a dire la sua capacità di pagare gli interessi e, soprattutto, di restituire il capitale a scadenza.

Per tutelarvi chiedete alla banca di fornirvi il rating(un voto espresso in lettere che ne attesta la solidità finanziaria) dell’emittente.

E consigliabile acquistare eurobbligazioni che abbiano come voto da AAA a A3 seguendo la scala Moody’s oppure da AAA a A- seguendo la scala Standard & Poors (un’altra agenzia americana di rating).

Nel caso la banca non sia in grado di fornirvi questa informazione puntate, soltanto su titoli emessi da un governo dell’Europa occidentale o nordamericano oppure da istituzioni come la Bei (Banca europea per gli investimenti) e la World Bank (la Banca Mondiale).

Quando procedete all’acquisto, cercate di fornire il maggior numero di informazioni possibili alla banca per evitare errori o equivoci.

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I prestiti personali

I prestiti personali veri e propri, senza vincolo di destinazione, dai finanziamenti alle vendite rateali, più facilmente proposti da società finanziarie, tecnicamente congiunti all’acquisto di specifici beni o servizi a carattere durevole. Le principali caratteristiche tecniche accomunano entrambe le tipologie di prestiti: il versamento iniziale avviene in un’unica soluzione, mentre il rimborso segue un diario di ammortamento con rate mensili costanti, determinate sulla base di un tasso d’interesse fisso (anche se non è raro il caso di banche che applicano tassi variabili) e con la possibilità di un pre-ammortamento di qualche mese; la scadenza è solitamente compre­sa tra i tre e i sessanta mesi, con una certa concentrazione intorno ai 24-36 mesi; l’importo raramente supera i 15.000 euro, anche se più facilmente si at­testa tra i 5.000 e i 10.000, e in ogni caso, nell’ipotesi di prestiti finalizzati, strettamente conimisurato al prezzo del bene acquistato (in genere non supe­riore all’80%). Per il pagamento delle rate gli strumenti utilizzati sono di nor­ma l’addebito in conto corrente, il bonifico bancario o il versamento tramite bollettino di conto corrente postale. Sempre meno diffuso è invece l’utilizzo del pagherò cambiario, poiché l’imposta di bollo viene a incidere pesante­mente sul costo dell’operazione.

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mercoledì 5 novembre 2008
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